Chiese e Santuari
La cripta di San Casto
La Cripta di San Casto in Trivento - Le caratteristiche
Un'immagine della cripta
Ti trovi in un luogo importantissimo, ricco di storia, pregevole per l’arte, intricante per la mitologia e sacro per la tradizione religiosa. Si chiama cripta perché è un luogo nascosto, sotterraneo, ma di stile incomparabilmente diverso e artisticamente più bello di quello della Cattedrale sovrastante.

Cenni storici
Anno 83/82 a.C.: Trivento ad opera di Silla è distrutta per la seconda volta.
Anno 80 a. C.: la famiglia Florio, proprietaria di una fabbrica di anfore in Trivento e della villa presso il Santuario di Canneto, dà ordine a Gnesio, schiavo liberato, di costruire il tempio a Diana e di presiederne al culto.
Anno 380 d. C.: dopo i decreti di Costantino e di Teodosio, i cristiani di Trivento abbattono il tempio pagano e costruiscono un tempio paleocristiano a cielo aperto (cioè costituito dalle basi, dalle colonne, dai capitelli e, forse, dagli archi bianchi) orientandolo verso est.
Anno 680/720 d. C.: viene fatto il muro perimetrale e le volte a crociera.
Anno 1076 d. C.: la cripta è abbandonata, per la costruzione della cattedrale, e diventa cimitero e, forse, prigione al tempo dell’Inquisizione.

Mitologia
Diana era la dea della caccia e colei che conduceva la luna per il cielo e perciò veniva rappresentata con una mezzaluna sulla testa. C’è qualche riferimento alla gastronomia dolciaria triventina? Si escludono comunque i sacrifici umani, riferiti dalla tradizione orale, anche se per l’acquisizione del titolo sacerdotale vi poteva essere l’usanza della lotta all’ultimo sangue tra titolare e pretendente.

Religione
Questo tempio paleocristiano è dedicato a san Casto. Questi (diacono o Vescovo?) nel 300 d.C. giunge a Trivento da Roma come evangelizzatore itinerante. Nel 304, al tempo della persecuzione di Diocleziano, viene martirizzato a Larino. Per antichissima tradizione orale si dice sepolto nella cripta, ma non sotto il pavimento, più probabilmente al centro dell’abside violato nel 1743.

Interventi strutturali
Anno 1743: abbattimento dell’abside principale per creare un muro diritto di sostegno all’altare monumentale acquistato dal vescovo Fortunato Palombo.
Anno 1905: creazione dei due enormi pilastri centrali per sostenere la cupola della cattedrale.
Anno 1931: riapertura al pubblico della cripta ad opera del vescovo Adinolfi.
Anno 1987: ricostruzione dell’abside centrale, leggermente più piccolo di quello originale e in materiale diverso per evidenziarne la differenziazione.

Reperti pregevoli
Di epoca sannita: contrafforte delle mura di cinta.
Di epoca romana: pietra con l’iscrizione della famiglia Florio, le due lunette di opus reticulatum romanum, la colonna lanceolata.
Di epoca cristiana: gli affreschi di stile bizantino dell’anno 1000, la lunetta raffigurante la Santissima Trinità dell’anno 1200.

Simbologia
Il numero sette delle navate: per il riferimento alla creazione, ai sacramenti, ai doni dello Spirito Santo, alle citazioni nell’Apocalisse come numero della perfezione.
Le colonne rovesciate: perché Gesù Cristo ha capovolto alcuni valori fondamentali della civiltà romana, perché il tempo della permanenza sulla terra è inferiore a quello del cielo, perché il cristianesimo, come un gladiatore vincitore nell’arena ha fatto “pollice verso” al paganesimo.

I due pesci raffigurati nella lunetta in pietra: i primi cristiani usavano come segno distintivo il pesce perché in greco il termine “J c t u s “ era l’acrostico di “Gesù Cristo di Dio  Figlio salvatore degli uomini”.
Il sito web è stato realizzato da Domenico Santorelli
Email webmaster@diocesitrivento.it

Chiudi
Invia il link ad un amico

La tua email    


L'email del tuo amico    



OK Su questo sito utilizziamo cookie di profilazione di terze parti per il monitoraggio degli accessi. Se vuoi saperne di più o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui. Cliccando sul pulsante OK, o continuando la navigazione effettuando un'azione di scroll, presti il consenso all'uso di tutti i cookie.