Riflessioni sulla seconda enciclica “Spe salvi” | Diocesi di Trivento

Riflessioni

Riflessioni sulla seconda enciclica “Spe salvi”

Venerdì scorso papa Benedetto ha firmato e consegnato alla stampa la sua seconda enciclica “Spe salvi”.

Personalmente l’ho già letta tre volte, ed è stato un vero piacere. Una prima volta, spinto più che altro dalla curiosità, l’ho fatto tutto di un fiato; la seconda volta, approfonditamente, perché volevo estrapolarne due o tre punti che potevano essere di maggiore divulgazione, alla fine li ho ricontati ed ho visto che erano ben dodici, un po’ troppi; la terza volta l’ho letta per vedere di eliminarne qualcuno, ma ho costatato che, così facendo, se ne perdeva tutta la genuina bellezza. Ecco allora l’unico consiglio che mi sento di dare è questo: la lettera è un vero gioiello che va letto, meditato e approfondito.

Detto questo voglio esprimere tre cose: un pensiero di gratitudine, un piccolo intervallo scherzoso e un sassolino da togliere.

Questa lettera enciclica va ricollegata alla prima di Benedetto sedicesimo, quella sulla carità, perché è proprio come dice Raul Follerai: “La speranza è il vascello che conduce alla scoperta di questo nuovo mondo: la fede. Ma solo la carità può gettare gli ormeggi”. La trilogia fede, speranza e carità è la bussola indispensabile e irrinunciabile per una vera vita cristiana. Grazie di cuore a papa benedetto per questo grande dono.

Con le lettere del titolo “Spe salvi” si può benissimo scrivere un acronimo ed è questo che mi è venuto spontaneo: Santi Per Elezione Stiamo Assaporando La Verità Ineffabile. Infatti mentre nel mondo di oggi si creano e si disfanno tante società economiche terminanti con la sigla Spa, il Santo Padre ci ricorda che tutta la nostra esistenza va fondata su questa “benedetta e santa” Spe. Sì, per eliminare la a di apprensione e di ansia e introdurre il germoglio della e di energia ed entusiasmo, è una ventata di coraggio e di gratificazione. E tutto per spezzare le catene dell’incertezza, per dare spessore alla propria vita, per specchiarsi nella Parola di vita eterna, evitando tranquillamente di sparare contro i valori eterni, spavaldeggiarsi con vacui ragionamenti, spazientirsi di fronte alle difficoltà quotidiane.

Il sassolino che voglio togliermi è questo: ho letto una recensione nella quale si accusava il papa di aver rinnegato il Concilio Vaticano II e che, mentre egli condanna il relativismo laico, non si accorge di cavalcare e di accreditare il relativismo religioso. Queste affermazioni non reggono né in cielo né in terra, pronunciate poi da chi dirige una pseudo-repubblica di carta e che sembra interessato più che del piacere di fare la spesa di prodotti genuini solo di rivendere vecchie anticaglie arrugginite e non più di moda

Per fortuna questo Papa, saggiamente, ci induce a sperare nella gioia e a godere della speranza, senza lasciarci mai suggestionare da quanti scrivono in maniera prevedibilmente immaginabile e sempre con lo stesso colore quello dell’antracite velenosa.

don Mimì Faziolidi don Mimì FazioliTrivento (CB), 5 dicembre 2007

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