L'uomo che cerca l'amore: la Divina Commedia diventa un musical | Riflessioni

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L'uomo che cerca l'amore: la Divina Commedia diventa un musical

L'uomo che cerca l'amore: la Divina Commedia diventa un musicalL’impatto forte lo ricevi appena varcato l’ingresso. Ti si apre davanti il grande teatro tenda di 40 metri per 150, 28 arcate giganti di acciaio a sostenerlo, capace di 2500 posti e un palco di 24 metri per 24. Incastonato nel palco un anello rotante di 18 metri di diametro, 4 videoproiettori di ultima generazione da 30.000 ansilumen, mille kw di potenza elettrica. Pensi ad un mega concerto di star del rock, ma quando si spengono le luci prende vita la scena grandiosa con proiezioni su pannelli e coreografie di 20 ballerini e 10 acrobati, oltre 200 artisti coinvolti. Entra in scena Dante e dalla platea ci si perde con lui nell’oscura selva e forte, un intrigo di arbusti che vortica e ipnotizza. Riconosci i disegni impressionanti di Gustave Dorè che accompagnano il più straordinario viaggio della letteratura italiana.

Composta da Dante Alighieri durante il suo esilio da Firenze, la Divina Commedia consta di 14.233 versi in terzine, che formano 100 canti, riuniti in tre cantiche: Inferno, Purgatorio e Paradiso.

In realtà è di più: è il viaggio della vita umana, la sua metafora, la sua più moderna e coinvolgente rappresentazione. E’ il viaggio di un uomo nel proprio “inferno” interiore per giungere, attraverso una sofferta purificazione, alla conquista gioiosa della luce e del vero Amore.

Dopo lo straordinario successo di Roberto Benigni che ha recitato la Divina Commedia nelle piazze e nei teatri, ecco questa Opera di don Marco Frisina, direttore dell’ufficio liturgico del Vicariato di Roma e autore di celebri colonne sonore televisive, oltre che di un vasto repertorio religioso moderno. Molto più che un musical, un kolossal (a fine marzo già 150 mila spettatori e di questi due terzi giovani): musiche classiche e moderne (dal rock all’heavy metal per descrivere l’inferno, al gregoriano come sottofondo al Purgatorio e la lirica per il Paradiso, con una orchestra di 100 elementi e un coro di 40 professionisti), arie originali, luci, effetti speciali (creati dal premio oscar Carlo Rambaldi), 600 costumi strepitosi, il meglio della tecnica e delle arti (musica, poesia, recitazione, danza, pittura) per toccare ancora una volta il cuore dell’uomo e farlo consapevole del grande viaggio della vita in cerca dell’Amore grande. Tutto ha centro nell’amore, la dannazione, lo smarrimento, la disperazione, il pentimento, il cammino, il desiderio, l’incontro e la riconciliazione.

Pur conoscendo la trama, ci si chiede: “Chi arriverà?” e ci si lascia portare dallo spettacolo e dall’emozione di scena in scena, attraverso musiche rock, fumi rossi, luci fiammanti, esplosione di lampi e oro, armonie soavi e cori possenti, voci cristalline e profonde. Passano due ore e mezza in un attimo e alla fine si vorrebbero più forze per continuare ad applaudire. Per ringraziare del dono ricevuto. Un dono agli occhi, alla mente, all’anima.

Dedicato e ispirato da Benedetto XVI, a partire dall’Enciclica Deus caritas est, la Divina Commedia di don Marco Frisina è il racconto della vocazione dell’uomo all’amore, che Dante esprime proprio in questo viaggio spirituale alla ricerca dell’Amore con la “A” maiuscola. Ed esprime anche il viaggio dell’uomo di oggi che vive spesso un “inferno” vero, immerso in una “selva oscura” che lo opprime e da cui vuole liberarsi, e dunque la misericordia di Dio che viene incontro a quest’uomo disperato conducendolo a conoscere il suo cuore, a conoscere l’Inferno, a conoscere il Purgatorio e quindi la gioia dell’incontro con Dio nel Paradiso, che gli consente di riconquistare la sua anima.

Qui il canto e la musica sono fondamentali come la scenografia e i movimenti dei personaggi. Così il secondo atto, che è tutto sul Purgatorio e il Paradiso, inizia proprio col salmo “In exitu Israel de Aegypto”, usato da Dante. E’Dante stesso a suggerire la musica della Commedia: molte volte parla di canti, di suoni, di melodie che lui ascolta. La musica, nella seconda parte dell’opera, non esprime più le passioni, la disperazione ma esprime il desiderio di Assoluto: esprime la preghiera, esprime a volte anche lo struggimento per una malinconia, come ad esempio nel canto di Pia de’ Tolomei.
Impressionanti anche i personaggi dei mostri infernali, creati da Rambaldi, genio di “E.T.”, l’alieno amatissimo dai bambini. Il grifone, innanzitutto, di oltre 50 kg di peso e con ali enormi. Invece Lucifero compare come una proiezione, orrendo e immaginifico. Le maschere delle furie dantesche sono realizzate in lattice pigmentato, di un estremo realismo. Effetti speciali holliwoodiani prestati al teatro, per oltre due ore di uno spettacolo che catapulta gli spettatori non solo nel libro di Dante, ma nell’esperienza stessa dell’uomo in cerca di un riscatto e di un incontro di salvezza.
Dopo i primi mesi di spettacoli a Roma, a Torvergata, ora l’Opera è in tourné in alcune città italiane ed europee. Molte notizie, immagini e date sono nel ricco sito: www.ladivinacommediaopera.it

Perché andarlo a vedere? Perché è una cosa bella, vera, toccante. Uno spettacolo nello spettacolo, dove si è colpiti da ogni sua componente artistica. L’arte su tutte, come quelle immagini di Maria che, proiettate alla fine dello spettacolo, nel tripudio di voci e luci, sono come una carrellata nell’arte pittorica di molti secoli.

Non solo estetica. L’hanno compresa bene, ad esempio le centinaia di scuole che hanno affollato le rappresentazioni loro riservate. Ma anche l’ambasciata di Colombia che ha voluto una serata tutta per sé, incastonata nel programma “Vita senza droga”. Chi sa della droga, sa della Colombia. Quella serata ci ha aiutato a comprendere che davvero la droga è un viaggio all’inferno. Ma anche da quell’abisso si può “tornare a riveder le stelle” e a goder della “gloria di Colui che tutto move”.

don Angelo Sceppacercadi don Angelo SceppacercaRoma, 9 maggio 2008

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