Scuola di formazione "P. Borsellino" e conferenza sulle sfide moderne della cultura dominante | Diocesi di Trivento

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Scuola di formazione "P. Borsellino" e conferenza sulle sfide moderne della cultura dominante

Mons. Scotti ha voluto fermamente che l'inizio dell'Avvento e dell'anno liturgico 2008-2009, nella Diocesi di Trivento, fosse segnato da una conferenza per mettere in risalto come la dottrina della Chiesa, pur in sé valida e pregnante, è continuamente accerchiata, attaccata, derisa e contrastata da tanti fattori che all’apparenza sembrano casuali, ma in realtà si rivelano poi mirati e programmati. Da chi? Ecco spiegato il motivo dell’invito rivolto ai triventini per la Conferenza che si è tenuto in Trivento sabato 29 presso il Centro Polifunzionale di Colle San Giovanni, il cui relatore, padre Giandomenico Mucci, esperto gesuita ed editorialista, ha svelato i misteriosi risvolti di una lotta subdola e accanita.

Padre Giandomenico Mucci è nato a Benevento settanta anni fa, il 2 dicembre 1938. Dopo essere entrato nella Compagnia di Gesù a venti anni, nel 1958, è stato ordinato sacerdote all’età di trenta anni, nel 1968. Egli ha studiato filosofia e teologia presso la Pontificia Università Gregoriana e qui, nel 1972, ha conseguito il dottorato in teologia dogmatica. Ha pubblicato molti saggi sul cattolicesimo del secondo Ottocento e sulla storia della spiritualità cattolica. È membro qualificato e insostituibile della redazione della rivista «La Civiltà Cattolica», nella quale si occupa specificamente del settore riguardante la relazione tra Chiesa e cultura contemporanea. Tra le sue affermazioni c’è questa, con riferimento all’opera di Pomilio: “La causa ultima, la pregiudiziale che sta a monte dell’incomprensione o dell’avversione, va ricercata nel tipo di cultura che ha dominato e domina sul panorama anche letterario in Italia di una concezione della vita immanentistica e laicistica. Il fine di questo dinamismo è il nuovo corso della storia. Il suo strumento è la liberazione dell’uomo dalle sovrastrutture metafisiche e religiose. Viene a compiersi così nel marxismo la lotta contro la Chiesa e la tradizione iniziata dall’illuminismo. Due culture diverse. Diventa allora plausibile parlare di un’unica nozione di cultura avente nella dorsale laica, nell’Ottocento e nel Novecento, la sua base, il suo fondale nascosto, "il preciso fondale laico-immanentistico, per vari gradi antireligioso e in definitiva anticristiano", "una sorta di filo rosso che collega e rende omogeneo l’insieme della tradizione al di là della varietà dei suoi svolgimenti e delle spesso opposte sue manifestazioni". Questa cultura, che cercherà poi nella prassi il suo inveramento, tenderà ad esprimersi in politicità e in ideologia, che "non è altro che una cultura in cerca di potere”.

Se le cose stanno così quale deve essere l’atteggiamento di noi cristiani: non vedere, non sentire, far finta di niente e andare avanti con i mezzi tradizionali, oppure cambiare decisamente rotta?

Recentemente il Cardinale Rylko, presidente del Pontificio Consiglio per i Laici, ha esortato i fedeli laici ad una risposta concreta ai tanti problemi di oggi: “Dobbiamo tutti aprirci molto di più all’opera straordinaria dello Spirito Santo nei nostri tempi e non dare troppo ascolto ai “profeti di sventura”. Sì, c’è una forte erosione della fede che sfocia nell’ indifferenza religiosa di non pochi battezzati, in particolare nella nostra vecchia e stanca Europa. Ma molti altri tornano alla fede, mentre si nota un grande salto di qualità nella vita cristiana di tanti laici, uomini e donne, giovani e adulti …Credo che le nostre comunità ecclesiali dovrebbero essere molto più aperte a questa novità che lo Spirito Santo genera per i nostri tempi. Occorre che le nostre comunità ecclesiali escano coraggiosamente dalla loro autoreferenzialità, dal loro ripiegamento su se stesse, per riscoprire il coraggio della fede e lo slancio missionario”.

E infatti già il grande Papa Wojtyla, non molti anni fa, così descriveva sull'l’impegno dei laici, dei fedeli laici: «essere presenti, all’insegna del coraggio e della creatività intellettuale, nei posti privilegiati della cultura, quali sono il mondo della scuola e dell’università, gli ambienti della ricerca scientifica e tecnica, i luoghi della creazione artistica e della riflessione umanistica. Tale presenza è destinata non solo al riconoscimento e all’eventuale purificazione degli elementi della cultura esistente criticamente vagliati, ma anche alla loro elevazione mediante le originali ricchezze del Vangelo e della fede cristiana» (Christifideles laici, 44).Ufficio Diocesano per le Comunicazioni Sociali - Comunicato StampaTrivento (CB), 2 dicembre 2008

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