"Accendi il tuo fuoco vivo in me!" | Diocesi di Trivento

Riflessioni

"Accendi il tuo fuoco vivo in me!"

Non un fuoco qualunque che prima o poi finisce consumandosi, ma quello dello Spirito Santo che non brucia per esaurirsi, ma per accendere in noi una fiamma d’amore inestinguibile.

La novena di Pentecoste è alle porte. Essa è l’unica raccomandata espressamente da Gesù, ma da noi è ancora sottovalutata, oscurata, superata e sommersa da tante altre, troppe, pratiche devozionali, quelle che con il tempo si sono depositate sul tessuto dell’esperienza religiosa e a volte mortificano e sviliscono tutta la freschezza, la bellezza e l’originalità della vita cristiana.

E’ vero che i problemi di fronte ai quali si trova l’uomo moderno sono immensi: in passato il progresso morale e spirituale seguiva di pari passo quello materiale, tecnologico e intellettuale; oggi assistiamo ad una accelerazione esponenziale in tutti i campi, mentre lo stesso progresso non avviene nel campo dell’ordine morale, anzi…

Lasciarsi prendere dall’angoscia o dal pessimismo non è da veri uomini, né da autentici cristiani. Né d’altra parte si può ipotizzare di fermare il progresso, per permettere alla coscienza morale di recuperare il ritardo accumulato in questi ultimi decenni.

Se fino al secolo scorso si potrebbe dire che si navigava come su un largo fiume in perfetta progressiva tranquillità, visto che il mondo va avanti da sé, non si può essere né sordi né ciechi riguardo a ciò che potrebbe purtroppo accadere: il fiume della vita è in prossimità di una assordante, tragica cascata e noi dobbiamo riscoprire “il prurito delle ali”, come affermava il filosofo greco Socrate.

La scienza moderna non ha messo in discussione solo il modello fisico dell’universo, ma sta minacciando, inquinandolo e corrodendolo con il suo pensiero edonistico e con la mentalità materialistica, tutto il mondo dei valori: l’esistenza e la definizione di Dio, il senso e il valore della natura, l’amore e la famiglia, la procreazione e l’educazione, il rispetto della vita e la cultura…

E’ bello, è giusto continuare a scegliere e puntare ancora sul reale, sul vero e sul buono!

La gioia e la felicità non stanno nell’effimero, così anemico e vulnerabile, ma si fondano sull’indistruttibile e sull’eterno. L’uomo è, oggi come ieri, sempre ad un bivio: perire o salvarsi, degradarsi o innalzarsi, consumarsi o trasformarsi.

Mi preparo ad accogliere il nuovo, scelgo ancora la libertà, mi riempio, nel desiderio e nel timore, tutto di speranza ed evito il pericolo di perire, dirigendomi con decisione e con determinazione verso la luminosità che è in alto.

“Non si tratta di conservare ad ogni costo i drappi tarlati della tradizione, ma di ricominciare con la tradizione della ragione, con l’eredità della morale naturale, con quella parte di bene che bisogna preservare: libertà, generosità, diritti dell’uomo, fraternità, sincerità, giustizia, onore, amicizia…”.

A quanti piace starsene nel buio della povertà interiore, tutti intenti a sbriciolare i ricordi e i sogni, a pettinare i progetti e le speranze sul pigro divano del tempo, con il respiro del rimpianto che si fa sempre più affannoso e trascorrono, così, lunghe ore a sfilacciare i gemiti spargendoli in un arcobaleno iridescente, ma privo d'estasi e di preghiera.

Lo Spirito, invece, ascolti le mie preghiere segrete, sgorganti spontanee dai cavernosi ripostigli della mia vigile coscienza, spezzi finalmente i roventi legami che incatenano il mio cuore con abbracci mortali, ed effonda gocce di coraggio che ridiano linfa al tronco vivo dell’anima, nascosto sotto la ruvida corteccia del quotidiano lavoro. E possa, così, anch’io riscoprire l'essenza, le fattezze, la potenza della Parola di vita, senza più perdermi, dopo aver camminato per anni lungo i sentieri delle umane parole, e ritrovare per sempre le vie dell’infinito e riuscire, insieme agli altri pellegrini, ad asfaltare le strade di questo mondo di grazia, di luce e di amore.

Don Mimì Fazioli

di don Mimì FazioliTrivento (CB), 21 maggio 2009

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