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VI edizione del premio "Beati i Miti" a Carovilli

Le parole a conclusione della cerimonia di inaugurazione della chiesa di San CastoSi è tenuta a Carovilli, martedì 3 agosto, la premiazione della sesta edizione del premio "Beati i Miti" con la partecipazione del Vescovo Diocesano mons. Scotti e dell’Arcivescovo di Campobasso Monsignor Bregantini.

Il Premio "Beati i miti", istituito sei anni fa a Carovilli dal Parroco, Don Mario Fangio, per far conoscere Santo Stefano del lupo di Carovilli, definito "uomo di grande mansuetudine" e per evidenziare casi di bontà che purtroppo non vengono mai pubblicizzati dai mezzi di comunicazione di massa, ma certamente nella nostra società sono per fortuna ancora numerosi.

Quest'anno sono pervenute molte, tante belle segnalazioni di comportamenti encomiabili, tutti degni di grande considerazione e di essere segnalati all'attenzione dell'opinione pubblica: sono esempi di persone che si dedicano agli altri con spirito di sacrificio e con animo mite di fronte alle difficoltà esistenziali o di malattia, proprio conformi all'insegnamento e allo stile di vita di Santo Stefano del lupo, Patrono di Carovilli e fulgido esempio di mitezza.

La commissione del premio ha deciso di assegnare il premio ad Antonietta Maria Profico, una signora di Teramo, la storia della quale, analoga alle storie di tante altre famiglie, lacerate da divisioni o tradimenti, atteggiamenti violenti, o mancanza di collaborazione nella conduzione della vita familiare e di attenzioni, rifiuto della vita nascente o con handicap, ma con il pregio di ricoprirla sempre di comprensione e perdono. Antonietta si è sacrificata per il marito e per i figli, ha facilitato il dialogo, ha evitato ogni chiusura soprattutto in momenti di forte tensione, ha cercato insomma di viverre la testimonianza del perdono cristiano e di conservare l'unità della famiglia, l'indissolubilità del sacramento del matrimonio.

L’Arcivescovo Metropolita mons. Bregantini, nel corso dell'intervento in occasione dell'assegnazione del premio ha spiegato che la mitezza è una "virtù attiva" nel senso che il concetto e la volontà di mitezza si integra strettamente con il comportamento e con i fatti che ne.

Mons. Domenico Scotti, Vescovo della Diocesi di Trivento, ha voluto ringraziare Don Mario Fangio, parroco di Carovilli e promotore della manifestazione e tutti coloro che hanno dato il loro contributo ed ha concluso ricordando che "i miti sono persone che sanno vivere nel sorriso e nel contatto con gli altri e sanno toccare il cuore di coloro a cui si rivolgono".
Alla manifestazione hanno inoltre preso parte anche il Sindaco di Carovilli, Antonio Cinocca, e l'Assessore regionale Franco Giorgio Marinelli.

Nel corso della manifestazione sono stati ricordati e segnalati per la loro mitezza altri soggetti: Chiara Sfamurri, una bimba di Montesilvano; Sara Morcone, una signora di Sulmona; Salvatore Tondodonato, un ragazzo di Casalbordino; Donatello Carrino, un giovane di Frosolone; Angela Ciccone, una bimba di Castelpetroso; Francesca Mignelli, una bimba di Santa Maria del Molise.

Don Mario Fangio, mentre il coro intonava l'inno dedicato a Santo Stefano del lupo, ha salutato e ringraziato dando a tutti appuntamento al prossimo anno.

Ufficio Diocesano per le Comunicazioni Sociali - Comunicato StampaCarovilli (IS), 10 agosto 2010

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