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Lutto: è morto don Franco Lombardi

Lutto: è morto don Franco LombardiLutto: è morto don Franco lombardi Don Franco Lombardi, parroco di San Salvatore in Castropignano (CB), dopo settanta giorni di ricovero in clinica, la mattina del 28 luglio, festa dei Santi Patroni della Diocesi di Trivento, è stato accolto da Cristo, sommo ed eterno sacerdote, nella pienezza di quel Regno che è sempre stato al centro della sua predicazione e della sua intensa e fruttuosa opera pastorale.

Dio Lo ha provato e lo ha trovato degno di sé;
lo ha saggiato come oro nel crogiuolo
e lo ha gradito come l'offerta di un olocausto (cfr Sap 3, 6)

Mons. Scotti venerdì 29, nel primo pomeriggio, celebrerà in Castopignano le solenni esequie, queste si svolgeranno nella splendida chiesetta di santa Maria delle Grazie, essendo la chiesa parrocchiale chiusa per danni del terremoto del 31 ottobre del 2002.

Don Franco era nato a Casalciprano il 15 settembre 1937. Dopo aver frequentato le medie e il ginnasio nel Seminario Vescovile di Trivento e dopo aver proseguito con gli studi liceali e di Sacra Teologia presso il Seminario Regionale di Chieti, dall'amato e compianto vescovo Pio Augusto Crivellari veniva ordinato sacerdote il 29 giugno 1963. Subito, in settembre, era nominato padre spirituale nel Seminario diocesano e, contemporaneamente, insegnava religione nelle scuole statali e seguiva come assistente il circolo delle ACLI di Trivento; tutto questo per sei anni.

Nel 1969 mons. Santoro lo nominava parroco di San Salvatore in Castropignano, incarico che ha ricoperto fino alla morte. È stato anche vicario foraneo della forania di Frosolone per anni e confessore delle suore residenti in Diocesi. Tutto questo gli riusciva ad attirarsi la stima dei confratelli e la gratitudine dei fedeli, proprio per il suo grande equilibrio con il quale infondeva speranza a quanti si lasciavano condizionare troppo dai propri limiti, ridava chiarezza a chi era esigente e si impuntava nei dubbi di fede. Era ammirevole nella capacità di ascolto e poi le sue risposte non erano mai banali, ma sempre appropriate, complete e stimolanti. Per tutti è stato un consigliere acuto, saggio e lungimirante.

Sintetizzare, qui, l'opera pastorale di don Franco in poche righe, segnate per altro dall'umano dolore e dal fraterno rimpianto, è difficile farlo, perché si deve partire dal suo grande sorriso, che in questo momento ci manca, e dalla sua gioia coinvolgente che lo animava e che lui metteva nel suo apostolato. Don Franco è stato un prete esemplare proprio perché della fede ha fatto il segreto straordinario di ogni sua azione pastorale. La facilità e la cordialità dell'incontro con tutti, l'arguzia nell'intuire le domande profonde della gente, la saggezza dispensata in privato e dal pulpito, che è stato sempre il punto elevato e privilegiato nello spezzare il dono della Parola.

La Chiesa diocesana oggi è, umanamente parlando, più povera perché ha perso un importante punto di riferimento, un uomo di Dio da sempre attento ai bisogni dei più deboli, dei più sfortunati e dei più poveri. Un sacerdote che ha saputo fare dell'accoglienza a tutti, grandi e piccoli, un punto di forza e di qualità per tutta la sua vita. Ma la nostra Chiesa è, allo stesso tempo, spiritualmente più ricca perché don Franco saprà da oggi in avanti presentare in cielo all'Agnello immacolato tutti i nostri bisogni più essenziali e sicuramente intercede: per noi sacerdoti, perché sappiamo vivere l'apostolato e il celibato in gioiosa donazione a Dio, per i fedeli laici perché si sentano infervorati e trasformati nell'incontro con Cristo, per le nostre famiglie perché dall'Eucaristia partecipata e vissuta traggano forza per un'unione più profonda e coraggio per superare le facili incomprensioni e per rafforzare il reciproco affetto.

Mons. Scotti e i confratelli sacerdoti, ringraziando il Signore per il dono di questo buono, grande e santo sacerdote, mentre il nostro cuore è travagliato da afflizione ed ammirazione, da dolore e speranza, porgono ai familiari di don Franco le più sentite ed affettuose condoglianze ed invitano i fedeli a pregare per lui e a saperne conservare integra la splendida eredità spirituale, che non potrà essere mai dimenticata.Ufficio comunicazioni socialiCastropignano (CB), 28 luglio 2011

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