Pellegrinaggio annuale dell’Azione cattolica diocesana, | Diocesi di Trivento

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Pellegrinaggio annuale dell’Azione cattolica diocesana,

Il pellegrinaggio annuale dell’Azione cattolica diocesana, programmato per il 30 luglio 2011, ha rappresentato un momento di alta spiritualità e interessanti arricchimenti culturali.
Rattristati per la recentissima scomparsa dell’assistente parrocchiale di Azione Cattolica, parroco di Castropignano, don Franco Lombardi, sacerdote da sempre legato da uno spirito attento e vitalizzante all’associazione, abbiamo dedicato a lui le preghiere della giornata, e anche quei piccoli sacrifici che ogni pellegrinaggio comporta.

Quando tutti i gruppi si sonoritrovati sul pulman , la giornata è iniziata con la recita delle lodi.
Panorama di AlatriAbbiamo presto raggiunto la prima tappa :Alatri, luogo privilegiato che il Signore Gesù ha scelto per manifestare attraverso un segno concreto la Sua presenza nel Sacrificio Eucaristico con il Miracolo dell’Ostia Incarnata.
Il documento in cui è meglio descritto l'avvenimento è la bolla inviata da Gregorio IX al vescovo diocesano Giovanni V, datata 13 marzo 1228 e nota come Fraternitatis Tuae. L’evento assunse un particolare valore simbolico poiché avvenne pochi anni dopo il Concilio Lateranense IV (1215), che aveva definito la dottrina della Transustanziazione. La misericordia del Signore verso i suoi figli non ha limiti e pur di tenerli legati a sé riconferma il Suo amore attraverso miracoli di cui certamente non siamo degni. La storia, così come viene tramandata, è raffigurata su una serie di affreschi presenti nelle pareti laterali della cattedrale di Alatri. Una giovane donna, istigata da una vecchia malefica, al momento di ricevere l’Eucaristia trattenne nella bocca l’ostia consacrata, nascondendola poi in un panno per portarla a casa e consegnarla alla vecchia in un secondo momento.

Nascosta l’ostia in un’arca per il pane, la giovane si recò a prenderla dopo tre giorni rinvenendo tuttavia, invece del pane, un pezzo di carne umana. Pentita per il suo gesto sacrilego, confessò l’accaduto e consegnò al vescovo il frammento di carne ancora sanguinante. La porziuncola è per i credenti un’ostia transustanziata, conservata nella cappella ad essa dedicata nella navata destra della Cattedrale di San Paolo ad Alatri. E’ proprio in questa cappella che il nostro assistente diocesano, Don Mario Fangio, ha celebrato la Santa Messa, in un’atmosfera di altissimo raccoglimento, di profonda comunione e devozione del gruppo di Azione Cattolica.


Seconda tappa : raggiunto il castello di Fumone, con il suo borgo antico e lo stupendo panorama che si apre sulle terre e sulle città della Ciociaria, viva commozione ha suscitato la visita alla cella dove nel 1295 fu imprigionato San Pietro Celestino, e dove morì il 19 maggio 1296. In completa povertà nella scarna e angusta cella, visse in perfetta comunione con il Signore e la sua santità fu riconosciuta già nel 1313 con la canonizzazione da parte di papa Clemente V.

Dopo una breve sosta per il pranzo al sacco sulle rive del lago Canterno, il viaggio è continuato per la nostra terza tappa : Anagni, nota come “la città dei Papi” ed in particolare per la storia di Bonifacio VIII. Inoltrandosi per la stradine del suo centro storico, si possono ammirare edifici e chiese medioevali, tra cui spicca la Cattedrale, con la splendida cripta i cui affreschi costituiscono uno dei più interessanti cicli pittorici del Duecento italiano. Il duomo di Anagni sorge sulla sommità dell’acropoli ed è il risultato di differenti fasi di costruzione, dallo stile romanico (1072 - 1104) allo stile gotico del 1200.
Sorprende la posizione del suo campanile, che situato all’esterno davanti al Duomo, permette di ammirarne la facciata solo quando si raggiunge la cima dell’acropoli. L'interno è prevalentemente gotico, ed è caratterizzato da un pregevole pavimento a mosaico, opera della famiglia dei Comaceschi, nota per i suoi lavori anche nella cattedrale di Ferentino. Grazie alla guida della Dott.ssa Mirella Tommaselli, è stato davvero interessante ammirare il ciclo dei coloratissimi e affreschi della cripta (1104 - 1255), che pur eseguiti da tre artisti diversi, raggiungono una rappresentazione altamente armoniosa che fa di questo luogo un sito di grandissima rilevanza religioso-storico-culturale. Uscendo dal Duomo per raggiungere il palazzo di Bonifacio VIII, si può ammirarne una statua situata su una della pareti esterne. Più interessante delle aspettative si è rivelata l’ultima visita della giornata. Famoso dal punto di vista storico, per il fatto che qui il pontefice il 7 settembre 1303 fu pubblicamente umiliato da Sciarra Colonna durante il duro confronto tra il papa e l’inviato di Filippo il Bello, Guglielmo di Nogaret (l’episodio è passato alla storia come “lo schiaffo di Anagni”), il palazzo si presenta all’esterno come una residenza di inizio 1200, con due grandi arcate in pietra, una scalinata esterna laterale e bifore nella parte superiore. All’interno abbiamo visitato quella che si presuppone fosse la “sala dello schiaffo”, e che in effetti è detta la “Sala degli scacchi”, dalla decorazione della parete Est dove è rappresentata una scacchiera. Altrettanto interessante è stata la visita alla “Sala delle oche”, il cui affresco rappresenta un omaggio all’opera di Federico II “De arte venandi cum avibus”. Grazie alla guida, che apprezzando il nostro interesse ha voluto soffermarsi su alcuni approfondimenti, abbiamo potuto arricchirci di una rilettura della vita e dell’opera di Bonifacio VIII che certamente, per chi avrà tempo e modo, si rivelerà una fonte di ulteriore ricerca storica personale.

Durante il viaggio di ritorno nel Molise Don Mario ha ringraziato tutti coloro che hanno dato la disponibilità per questo pellegrinaggio: i soci di Roccavivara, in particolare la presidente diocesana Pina Sallustio, di Castiglione Messer Marino, di Carovilli ed in particolare i soci di Castropignano, che pur nella mestizia non hanno voluto mancare all’appuntamento annuale, dando come sempre un nuovo grande esempio di dedizione verso l’Azione cattolica e ciò che essa rappresenta per la vita spirituale di tutti i suoi aderenti.La Vice-presidente Adulti - Rita Sferra9 agosto 2011

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