Settimane sociali: dopo Reggio Calabria, il cammino continua… | Diocesi di Trivento

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Settimane sociali: dopo Reggio Calabria, il cammino continua…

Settimane sociali: dopo Reggio Calabria, il cammino continua…

La Diocesi di Trivento ha organizzato per sabato 26 novembre un Convegno per presentare il documento conclusivo dell’ultima settimana sociale di Reggio Calabria: relatori ne saranno il prof. Umberto Berardo, direttore dell’ufficio diocesano per i problemi sociali e del lavoro e noto opinionista, e il sig. Mario Ciafardini, presidente di una cooperativa e segretario regionale del Progetto Policoro.

Ricordiamo i fatti: la 46ª Settimana Sociale, con grande eco sulla stampa, si è aperta al Teatro comunale "Francesco Cilea" di Reggio Calabria nel pomeriggio di giovedì 14 ottobre 2010 con l’introduzione di mons. Arrigo Miglio, vescovo di Ivrea e presidente del Comitato scientifico e organizzatore delle Settimane sociali. Subito dopo ci fu la prolusione del presidente della Conferenza episcopale italiana, card. Angelo Bagnasco. Nella mattinata di venerdì 15 si ascoltarono le relazioni di Vittorio Emanuele Parsi (docente di Relazioni internazionali all’Università cattolica del Sacro Cuore), di Ettore Gotti Tedeschi (presidente dell’Istituto per le opere di religione-Ior) e di Lorenzo Ornaghi (rettore dell’Università cattolica del Sacro Cuore).
Al Centro congressi Altafiumara, si tennero cinque assemblee tematiche su "Intraprendere nel lavoro e nell'impresa", "Educare per crescere", "Includere le nuove presenze", "Slegare la mobilità sociale", "Completare la transizione istituzionale".
Al teatro comunale, si svolse la quinta sessione dal titolo "Un Paese solidale. Storie, racconti, esperienze, immagini...", dove alla relazione di Giuseppe Savagnone (direttore del Centro diocesano per la pastorale della cultura di Palermo) sul recente documento della Chiesa italiana dedicato al Sud fecero seguito riflessioni e testimonianze.
Domenica 17, infine, la giornata fu caratterizzata, alle 7.45, dalla messa in cattedrale celebrata da mons. Vittorio Luigi Mondello, vescovo di Reggio Calabria-Bova e terminò con l’ultima sessione al teatro comunale, presieduta dal segretario del Comitato, Edoardo Patriarca, qui furono condivisi i risultati dei lavori condotti nelle assemblee tematiche. Infine trassero le conclusioni il presidente e il vicepresidente del Comitato, mons. Arrigo Miglio e Luca Diotallevi.

Si può ben dire che l’ultima Settimana sociale dei cattolici italiani, quella svoltasi a Reggio Calabria dal 14 al 17 ottobre dello scorso anno, non ha mai più chiuso i battenti la si può ritenere, a ben ragione, un vero e proprio cantiere aperto. In tutta l’Italia si svolgono continuamente incontri, si tengono seminari, si dibatte in accesi gruppi di studio.

Tutto questo lo si deve anche grazie al documento conclusivo presentato lo scorso 11 marzo che ha per titolo Un cammino che continua... dopo Reggio Calabria. In esso si legge. «In un certo senso questo testo è offerto a tutti i cattolici italiani. Oggi è quanto mai evidente che il cristiano che trascura i suoi impegni temporali, trascura i suoi doveri verso il prossimo, anzi verso Dio stesso, e mette in pericolo la propria salvezza eterna».

Infatti l’'impegno di concretizzare quella stupenda e ricca agenda di speranza presentata nel capoluogo calabrese non riguarda i soli partecipanti ai lavori ma tutti i cittadini della nazione.

La Chiesa italiana sicuramente «non cerca l'interesse di una parte della società – quella cattolica o che in essa comunque si riconosce – ma è attenta all'interesse generale e insegna ai cristiani a impegnarsi perché il vivere sociale sempre di nuovo acquisti forma di città».

Questo concetto che riassume tutto il pregevole lavoro lo possiamo sintetizzare con tre parole chiave: responsabilità, unità, speranza,.

La responsabilità è quella stessa che i cattolici hanno in ogni ambito della vita della propria città: responsabilità concreta che emerge chiaramente dai lavori di Reggio Calabria, che consiste nel'Educare, innanzitutto, con un'attenzione particolare alla fragilità dell'adulto e all'importanza «di luoghi nei quali l'adulto possa imparare o reimparare a educare». L’ultimo documento della Chiesa italiana "Educare alla vita buona del Vangelo..." la dice lunga sull’argomento.

Per quanto riguarda l’unità, il documento del dopo Reggio Calabria precisa «La via istituzionale alla carità è una via di unità nell'impegno a promuovere anzitutto una cultura dell'uomo, della vita, della famiglia, fonte di uno sviluppo autentico, perché fondato sul rispetto assoluto e totale di ogni persona». Ci si potrebbe appellare anche ad affermazioni laiche come quella di un certo Henry Ford che per motto della sua grande azienda automobilistica aveva "mettersi insieme è un inizio, rimanere insieme è un progresso, lavorare insieme è un successo". Ma abbiamo ben altre celebri asserzione nel mondo cattolico: "Cerchiamo sempre quello che ci unisce e non quello che ci divide" (Giovanni XXIII) e "tutto ciò che eleva converge" (Teilhard de Chardin).

La speranza, infine, nasce dall'impegno di voler continuare a lavorare insieme avendo l’attenzione di saper mettere bene «a fuoco le questioni cruciali e realisticamente prioritarie». E qui non si può non citare sant’Agostino che ci incoraggia con l’esclamazione "o speranza, tu ci fai affrontare ogni cosa con dolcezza e soavità". Per non parlare di don Mazzolari che ci avverte "la speranza vede la spiga, quando i miei occhi di carne non vedono che il seme che marcisce", come pure ascoltare attentamente Charles Peguy che sentenziava "la speranza è quella virtù che ci fa ricominciare da capo, sempre".

Interessante sarebbe anche sviscerare, coniugare e declinare a livello locale le parole circa l'ambito Slegare e rilegare la mobilità sociale, a proposito del quale il documento sottolinea che «lo slegare richiama la necessità di sciogliere i nodi che rallentano lo sviluppo della vita sociale, mentre il rilegare richiama l'urgenza di rigenerare legami buoni e costituirne di nuovi e significativi».

Scarica l'approfondimento sulla conferenza

Ufficio comunicazioni sociali10 novembre 2011

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