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I cristiani e l’impegno socio-politico

I cristiani e l’impegno socio-politicoI cristiani e l'impegno socio-politico Presso il Centro Congressi Aurelia, organizzato dall'Ufficio Nazionale per i Problemi Sociali ed il Lavoro, il 2 e 3 marzo si è tenuto a Roma il Convegno "Educare alla cittadinanza responsabile".

In apertura S.E. Mons. Mariano Crociata ha sottolineato come in una dinamica sociale a forte tendenza individualistica le Scuole di formazione all'impegno socio-politico hanno l'importante compito di creare una cultura del bene comune e di orientare i cristiani a vivere in coerenza di vita il loro impegno nella collettività. Questo ci permetterà anche di attraversare la crisi in atto per indicare le direzioni del futuro.

Il primo giorno è stata presentata l'indagine sulle esperienze diocesane di formazione all'impegno socio-politico. Si tratta di una mappatura che ci mette in condizioni di avere un quadro con una sintesi dei dati essenziali sulla diffusione di tali iniziative.
Le diocesi italiane sono 226. Le iniziative di formazione socio-politica individuate sono solo 96 e di queste sono attive solo 66.

Dopo un buon avvio si è avuta una flessione significativa a partire dalla metà degli anni novanta.
I dati sulla distribuzione delle iniziative a livello di regioni ecclesiastiche e nelle diocesi sono sicuramente utili, ma troppo generici, come ha sottolineato il prof. Ivo Colozzi.
Il sabato c'è stata la presentazione di tre esperienze di formazione all'impegno sociale e politico da parte delle diocesi di Padova, San Miniato e Benevento.

Molto intenso e proficuo il confronto tra i partecipanti nel quale siamo intervenuti per la diocesi di Trivento per suggerire un allargamento dell'indagine che non può limitarsi a descrivere obiettivi e contenuti, ma deve possibilmente registrare le proposte operative elaborate sul paino sociale e politico ed i risultati conseguiti nella costruzione della rappresentanza e nella definizione degli strumenti di una democrazia partecipativa. Altro elemento utile al raffronto è quello delle metodologie operative che devono diventare didatticamente sempre più efficaci e scientificamente più valide. L'altra proposta da noi avanzata come diocesi è stata quella di un forum per il coordinamento delle esperienze diocesane capace di portare tutti ad un arricchimento progettuale. Questo può avvenire in immediato mettendo in rete schede articolate di tutte le esperienze delle scuole di formazione all'impegno sociale e politico.

Per ciò che riguarda la Diocesi di Trivento abbiamo delineato nel corso dei lavori del Convegno di Roma gli aspetti fondamentali che sono quelli della Scuola di Formazione all'Impegno sociale e politico "Paolo Borsellino" fondata nel 1993 e che di seguito sintetizziamo.
La Scuola di Formazione all'Impegno Sociale e Politico "Paolo Borsellino" viene fondata nel 1993 da Don Alberto Conti che la dirige e con il quale collaborano a livello di coordinamento Umberto Berardo e Leo Leone.
Le finalità, come da statuto, sono quelle di coscientizzare le popolazioni della Diocesi sulla Dottrina Sociale della Chiesa e costruire gli strumenti didattici per creare sul territorio una classe dirigente onesta, capace, responsabile, attiva ed indirizzata al bene comune, inteso come garanzia dei diritti fondamentali per tutti, cioè come realizzazione della condivisione e della giustizia sociale.

La Scuola "Paolo Borsellino" inizia con una sua sede fissa a Trivento, centro della Diocesi, dove si programmano lezioni molto seguite di diritto amministrativo tenute da magistrati e docenti universitari. Contestualmente, insieme alla Caritas, il coordinamento lavora sul territorio delle aree interne delle due regioni (Abruzzo e Molise) su cui insiste la Diocesi stessa per condurre indagini di natura demografica, culturale, sociale ed economica che portano a pubblicazioni quali ad esempio "Carità: l'ingerenza di Dio nella storia" o quella che sta per uscire con il titolo " Il suono del corno"

La Scuola diventa subito itinerante con l'intento di incontrare tutte le comunità, anche quelle più piccole e confinate in territori isolati, ricchi di umanità, anche se poveri di risorse. In tali realtà essa diventa una delle poche agenzie che costruisce cultura a livello di ricerca e confronto, che lavora in laboratori di proposta politica, che organizza convegni su tematiche di largo interesse e di scottante attualità e che crea fermento all'interno di minoranze confinate spesso nell'abbandono e nella discriminazione da una classe politica orientata più al potere che al servizio della collettività.

Lungi dal fare immagine il direttore ed i coordinatori della Scuola "Paolo Borsellino" hanno operato per dare voce a chi spesso non ce l'ha, anche attraverso denunce e messaggi forti per il risveglio di una politica resa capace di costruire, e per offrire una speranza a quanti spesso rischiano di perderla.

Nel lavoro di promozione dei diritti e di animazione culturale del territorio la Scuola ha avuto grandi personalità che hanno lottato e lottano tuttora a difesa della giustizia, della pace, della libertà, della democrazia e dei diritti di ogni essere umano. Le loro voci di testimonianza nelle lezioni tenute sono state pubblicate nel bellissimo volume "Paolo Borsellino: organizzare la speranza" pubblicato nel luglio del 1996 dal gruppo Abele di Torino.

La Scuola ha percorso un cammino di molti anni nei quali in convegni, ma soprattutto in studi regolarmente pubblicati nei "Quaderni della solidarietà" sono stati condotti studi sulla nostra realtà territoriale e sono state fatte proposte pragmatiche di operatività sul piano politico ed amministrativo in relazione a questioni fondamentali per la qualità della vita quali i servizi per la tutela della salute, quelli per il diritto allo studio e la rete scolastica locale, per la raccolta differenziata dei rifiuti, per la progettualità nello sport e nel tempo libero, come per un'assistenza razionale a fasce deboli della popolazione quali la prima infanzia e la vecchiaia.

Recentemente la Scuola "Paolo Borsellino" ha costituito un comitato regionale emanazione di quello nazionale presieduto da Giuliano Amato per le celebrazioni del 150° dell'Unità d'Italia ed ha operato sul piano della ricerca storica nelle scuole arrivando alla stesura di un saggio storico che uscirà a fine marzo dal titolo "Identità molisana ed Unità d'Italia:frammenti di storia".

Il cammino percorso è stato segnato da gesti, segni, fatiche, impegno di elaborazione culturale e politica, ma soprattutto da disponibilità a spendersi per la collettività e soprattutto per quanti hanno difficoltà a raggiungere i diritti fondamentali per un'esistenza degna di ogni essere umano per il quale Dio padre vuole giustizia, benessere e pace.

È in questa direzione che la Scuola "Paolo Borsellino" continuerà a camminare.Umberto Berardo5 marzo 2012

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