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Milano 1 Giugno: Protagonisti i piccoli

1 Giugno: Protagonisti i piccoli Le famiglie migrano con i piccoli appresso. Nei marsupi, sui seggiolini, in carrozzina, tenendoli per mano. E quando papà e mamma partecipano a un convegno, i bambini sono custoditi da volontari generosi e capaci, tate e animatori per ogni età. A Milano è così, ma c’è un di più. I bambini e i ragazzi hanno il loro congresso, in sale luminose e attrezzate, con tanti amici più grandi che li aiutano a fare anch’essi l’esperienza di tenere insieme la famiglia, il lavoro e la festa. Coi piccoli predomina la festa, perché anche quando si applicano in un impegno, loro lo fanno con gioia, divertendosi. Persino imparano altre lingue – almeno a contare fino a cinque – con facilità, perché prima hanno abbracciato gli amichetti che vengono da altri paesi. Se uno l’abbracci, poi è facile parlarci e capirlo.

Sento le voci, vedo gli occhi luminosi. Un piccolo dell’Ecuador si stacca dalla mamma e tira la talare al Cardinale che è sceso ad incontrarli. Lui si china, lo prende in braccio, gli chiede il nome e lui china il capo per ricevere la benedizione. Lì sono abituati così, quando incontrano un uomo di Chiesa. Cercano benedizione perché vivono sotto le benedizioni del cielo. In questi giorni, insieme ai genitori, hanno imparato che la famiglia, il lavoro e la festa sono tre benedizioni del Signore. E chi è benedetto è anche consapevole dei propri diritti, a cominciare da quello di poter crescere, ricevendo assistenza e protezione, in un ambiente familiare. La famiglia è il primo diritto dei piccoli e i diritti di questi non sono separabili dai diritti di quella.

Ho immaginato di essermi seduto in mezzo ai loro giochi, agli abbracci del papà e della mamma, ai sorrisi scambiati con i fratelli e i nuovi amici. E di aver ascoltato le loro richieste, quelle importanti. Proprio il Cardinale Antonelli, in altre occasioni, aveva raccolto il decalogo dei loro diritti.

Il bambino ha diritto ad avere un padre e una madre per potersi relazionare, fin dalla primissima infanzia, con due persone di sesso diverso, che si amano tra loro e lo amano, e potersi così costruire una chiara e solida identità, una personalità definita.

Il bambino ha diritto a crescere insieme al padre e alla madre, a essere amato ed educato da loro. Altro è essere padre e madre e altro è fare da padre e da madre; altro ancora è svolgere qualche funzione genitoriale.
Il bambino, in caso di adozione, ha diritto ad essere affidato a una coppia formata da un uomo e una donna, uniti in matrimonio, che dia sufficienti garanzie di armonia e stabilità.
Il bambino ha diritto ad essere aiutato ad acquistare fiducia, sicurezza, senso della realtà e del limite, armonia psichica, maturità progressiva. Non è accettabile un’educazione dei bambini che miri intenzionalmente a costruire personalità incerte e confuse.

Non ogni desiderio è un diritto. Non i desideri, ma i beni oggettivi devono essere posti a fondamento della legge. Solo la coppia uomo-donna, unita in matrimonio e aperta ai figli, è un fatto di interesse e rilevanza pubblica. Voler istituire una forma di affettività, solo perché si tratta di un sentimento, è come istituzionalizzare un rapporto tra amici.

E’ una triste contraddizione che ognuno dei genitori voglia bene ai figli e nello stesso tempo infligga loro una profonda e intensa sofferenza non amando il coniuge e addirittura arrivando alla separazione e al divorzio. Scuotere, indebolire e incrinare il matrimonio e la famiglia fa aumentare l’individualismo e la conflittualità, danneggia l’equilibrio e la crescita umana dei bambini, compromette la coesione, lo sviluppo e il futuro della società.

Torniamo ai giochi dei bambini. Loro sono capaci di grandi sogni e di parole impegnative. Oggi arriva un loro grande amico, Benedetto XVI che tante volte li ha difesi. Domattina il Papa incontrerà una folla di giovani testimoni, gli 80mila cresimandi allo stadio San Siro, per la partita della vita giocata sotto la forza e la guida dello Spirito. E poi domani sera, nella grande spianata dell’areoporto di Bresso, la festa delle famiglie, la testimonianza di chi, per amore, sa vivere i giorni lieti e riempire anche quelli delle prove. Ci saranno anche i bambini, naturalmente. Vuoi vedere che proprio una di loro, una bambina, darà il benvenuto al Papa con un abbraccio che sa di futuro? Mons Angelo Sceppacerca2 giugno 2012

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