Ritiro mensile a Canneto, martedì 22 gennaio | Diocesi di Trivento

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Ritiro mensile a Canneto, martedì 22 gennaio

Ritiro mensile a Canneto, martedì 22 gennaio Martedì 22 gennaio c'è il ritiro mensile a Canneto, con inizio alle ore 09.30. Il relatore è il professore mons. Michele Giulio Masciarelli, preside dell’ITAM, che ci illustrerà la bellezza della Lumen Gentium.

Una sintesi, la più stringata possibile, del Concilio Vaticano II ci direbbe che con il documento della Lumen Gentium i Vescovi si sono occupati della Chiesa (concilio ecclesiologico), nella sua realtà interna e nel suo rapporto con l'esterno (dialogo), con l'obiettivo di rinnovarne gli aspetti "mutevoli" (aggiornamento) perché essa possa essere in grado di svolgere bene oggi il suo compito (finalità pastorale).

La Lumen Gentium, la seconda costituzione promulgata in ordine di tempo dopo la Sacrosantum Concilium, conserva più evidente il richiamo al Vaticano I, che aveva lasciato incompiuto proprio il testo sulla Chiesa. In essa, tuttavia, il discorso viene ripreso, ma in modo diverso: vi si tratta, sì, dell'identità della Chiesa, tuttavia il testo va letto in concomitanza degli altri testi conciliari (GS, AG, UR, OE, AA, CD, PC, PO...).

Già nel 1959 ci fu un’ampia consultazione, prima del Concilio, ed emerse l'invito a completare quanto era rimasto incompiuto dal Vaticano I. Nel 1960 la commissione preparatoria con Ottaviani e Tromp elaborò un primo schema "De Ecclesia", in 13 punti, che insisteva sulla dimensione della chiesa come "corpo mistico", riecheggiando la Mystici Corporis di Pio XII (1943). Questo schema venne subito rimaneggiato. Nel novembre 1962, si propose un nuovo schema in 11 punti, in esso si insiste sulla dimensione "visibile" della chiesa (ecclesia militans). È il testo che venne proposto ai padri conciliari e che, subito fu respinto. Si accettarono, però, quattro temi: la chiesa come "mistero", non solo "corpo mistico" ma nemmeno "chiesa militante", l'episcopato, il laicato, la santità. Tra la prima e la seconda sessione del Concilio 11 ottobre 1962 - 29 settembre 1963, si rielaborano questi quattro temi. C’è da dire che emersero prospettive diverse tra le quali quelle: di Parente e Tromp [Roma], dell’episcopato tedesco [chiesa sacramento] e dell’ area franco-belga [linea intermedia]). Soprattutto, emerse la figura di Philips, teologo di Lovanio e redattore principale del testo definitivo.

La sua promulgazione avvenne, il 21 novembre 1963, con 2151 placet e 5 non placet.

Importante ed attuale è il testo in quanto, restituendo alla Chiesa la sua tensione verso il compimento finale, salvaguarda da ogni concezione "trionfalistica" di Chiesa e perché: esprime una ecclesiologia fortemente "biblica", per i continui suoi riferimenti alla Scrittura; ha un taglio "sacramentario", prima che canonico e giuridico, infatti insiste molto sui Sacramenti, come origine della Chiesa, e valorizza, finalmente a pieno, il battesimo e il ruolo dei laici.

Il relatore questa volta sarà il brillante e pluri-laureato monsignore Michele Giulio Masciarelli, sacerdote nativo di Casalincontrada dell'arcidiocesi di Chieti-Vasto. Questi ha un palmares da vero campione: si è laureato in teologia presso la Pontificia Università Gregoriana (Roma) nel 1972, in filosofia presso l'Università Abruzzese "G. D'Annunzio " (Chieti) nel 1976 e in diritto canonico presso la Pontifica Università Lateranense (Roma) nel 1981. Monsignor Michele insegna regolarmente teologia dogmatica presso la Facoltà Marianum (Roma) e teologia fondamentale e dogmatica presso l'istituto Teologico Abruzzese - Molisano (Chieti), dove da più mandati è anche preside attivamente propositivo. Ha anche insegnato filosofia nel Liceo pedagogico "Isabella Gonzaga" di Chieti.

Nella sua arcidiocesi di Chieti è stato, per lunghi anni: viceparroco e parroco, assistente della FUCI e dei laureati cattolici, vicario episcopale per la cultura e l'ecumenismo e per il Sinodo diocesano; è moderatore di Curia.

Fra le sue numerose pubblicazioni ricordiamo: Alti silenzi. Dalla bellezza a Dio (2003). Scrive molto su tematiche di teologia mariane; ricordiamo: Maria icona di speranza (2000); La discepola. Colei che è beata perché ha creduto (2000); La maestra. Lezioni mariane a Cana (2002); L'Innocente. Maria, l'immacolata (2005); Il segno della donna. Maria nella teologia di Joseph Ratzinger (San Paolo, 2007); La Croce pasquale. Un albero senza radici che porta frutti (San Paolo, 2007); Pentecoste continua. Il vento dello Spirito su Cristo, Maria e la Chiesa (San Paolo, 2007); Il mistero del volto. Piccola teologia del volto del Signore (San Paolo, 2008).

Martedì sarà un vero piacere pendere dalle sue sagge labbra, visto che noi sacerdoti più anziani lo abbiamo avuto come dinamico compagno di Seminario, mentre i più giovani lo hanno sempre apprezzato come loro valente e scrupoloso insegnante di Teologia. Ufficio comunicazioni socialiTrivento, 18 gennaio 2013

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