Nuova proposta…nuova occasione per informarsi e capire. | Diocesi di Trivento

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Nuova proposta…nuova occasione per informarsi e capire.

Nuova proposta…nuova occasione per informarsi e capire. Celenza sul Trigno. Ancora il Prof. Sergio Tanzarella per il 2° incontro
"LE PERSECUZIONI NEL CRISTIANESIMO ANTICO"
presso il Santuario di San Donato.

Sfasare le inesattezze, cancellare l'estensione e il numero delle persecuzioni! -ha esordito il relatore- Bisogna rivedere, ripensare gli eventi storicamente documentati: le persecuzioni circoscritte nel tempo e nello spazio.
Nerone malvagio? No

Tacito racconta che il grande incendio fu provocato in quanto Nerone, incontrando resistenza da parte dei proprietari delle case, che dovevano essere abbattute per un nuovo progetto edilizio, aveva bisogno di un capro espiatorio.
Alluvioni, terremoti nell'Impero? Colpevoli i Cristiani !!!

Dove e quando, quindi le persecuzioni? Nel 64, limitate nella città di Roma.
Perché proprio i Cristiani?
Erano "quelli che, odiosi per le loro nefandezze", "fanno discorsi stupefacenti", "sanno come si deve vivere", "istigano i fanciulli alla ribellione", "una genia di uomini appartenenti ad una setta superstiziosa nuova e malefica"... gruppo pericoloso e sovversivo.
Vacillava l'obbedienza assoluta prevista nell'Impero Romano: non c'era libertà di fronte al "Potere"!

Plinio, governatore della Bitinia, in una lettera all'imperatore Traiano, manifesta le sue perplessità su come bisogna agire e come risolvere le questioni a proposito dei Cristiani.
Dimostra incredulità verso questi gruppi misti di ragazzi, donne e schiavi.
(Comunione, condivisione, non separatezza)

Chiede "se si conceda grazia in seguito al pentimento", "se vada punito il nome di per se stesso, pur se esente da colpe, oppure connesse al nome".
Nella risposta di Traiano si nota, una evidente contraddizione nell'applicazione del Diritto da parte dei magistrati che, tendevano a non uccidere ma a convincere, far abiurare e rivolgere suppliche agli Dei.

Dov'è la colpa? Chiamarsi cristiani o le conseguenze di essere cristiani?
Mandati a morte per la "caparbietà e ostinazione inflessibile", affermavano che la loro colpa o errore, consisteva nell'"obbligarsi a non commettere né furti, né delitti, né adulteri, a non mancare alla parola data, a riunirsi per mangiare cibi comuni e innocenti...".

E allora, quale il motivo vero?
Accuse, calunnie, maldicenze dei reati verso i Cristiani, poiché mettevano in crisi e minavano la struttura sociale dell'Impero Romano in cui la Religione, come funzione di coesione sociale e la Politica, si sovrapponevano.

Il Cristianesimo che si apriva al dialogo e trovava consenso, che non giustificava l'Ingiustizia e che non si rassegnava all'Ingiustizia, è visto come un fenomeno di ribellione e metodo di rottura.

Il crimine è essere "Cristiano"!

Pazzia dei Cristiani? Riflettiamo... Maria Di NunzioCelenza sul Trigno (CH), 4 marzo 2013

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