Domenica 21 Settembre | Diocesi di Trivento

Commento al Vangelo

Domenica 21 Settembre

Domenica 21 Settembre Solo Matteo ha questa parabola incentrata sulla "differenza" tra i primi e gli ultimi operai della vigna, che ricevono la stessa ricompensa. Se tutti siamo operai, vuol dire che la vita è tutta un'opera, un operare; non si deve contrapporre la vita attiva e la vita contemplativa: tutto è opera dello Spirito e, da parte nostra, obbedienza operosa. Il mistero cristiano è racchiuso nell'immagine di questo "padrone di casa" che esce all'alba per prendere a giornata lavoratori per la sua vigna. Questa è la vocazione cristiana, la chiamata alla salvezza: chiamati a operare nella vigna del Signore. Fuori c'è solo la vita inutile del disoccupato.

Le diverse ore della giornata dicono la presenza, gli interventi e le chiamate di Dio nella storia, dall'inizio alla fine. Tra le cinque chiamate ci sono anche quelle all'ora della crocifissione e all'ora della morte di Gesù. I primi chiamati potrebbero indicare il popolo della Prima Alleanza, e gli ultimi i pagani, i peccatori, verso i quali il padrone mostra un'attenzione privilegiata che suscita la protesta dei primi.

La severa risposta del padrone all'operaio che si lamenta suona così: "...oppure il tuo occhio è cattivo perché io sono buono?". È la radicale distanza tra il nostro cuore e l'infinito amore di Dio. La cosa più difficile da accogliere di Dio è la sua misericordia. È l'accusa tremenda del Grande Inquisitore contro Gesù.

Il padrone esce per portare operai dentro la vigna. Il padrone esce perché tutti entrino. La vigna non ha bisogno degli uomini; gli uomini hanno bisogno della vigna, anzi di essere innestati alla vite che è Gesù.

Gesù scende in mezzo agli uomini al mattino presto. Ricorda l'uscita dal sepolcro. Il Signore dà la paga cominciando dagli ultimi e poi provoca la mormorazione che cambia i primi in ultimi. Non apprezzano il dono del denaro pattuito, un prezzo uguale per tutti e offerto anche all'ultimo. In fondo il denaro – che indica la salvezza – è Gesù stesso; per questo i più fortunati sono quelli che ricevono la promessa all'inizio della giornata. Peccato che non riescano a rendersi conto della bontà di Dio.

All'inizio si diceva che questa è la vita è tutta un'opera; e la fede succede quando Lui viene, mi trova e mi mette ad operare dentro la sua vigna. Da questo momento la vita è bella.Mons Angelo Sceppacerca21 settembre 2014

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