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Celebrazione inaugurale d'inizio dell’anno dedicato alla Vita Consacrata

Celebrazione inaugurale d'inizio dell’anno dedicato alla Vita Consacrata

La sera del 29 novembre alla celebrazione inaugurale d'inizio dell'anno dedicato alla Vita Consacrata erano presenti in Cattedrale una trentina di suore provenienti dalle diverse Case disseminate nella nostra Diocesi, oltre ad un folto numero di fedeli triventini.

L'anno è stato pensato nel contesto dei 50 anni del Concilio Vaticano II e più particolarmente dei 50 anni dalla pubblicazione del Decreto conciliare Perfectae Caritatis. Il Concilio è stato un soffio dello Spirito non soltanto per l'intera Chiesa, ma, forse in modo particolare, per la vita consacrata e molti consacrati stessi avevano espresso il desiderio o l'opportunità di un anno celebrativo di questo dono dello Spirito, che appartiene inseparabilmente alla vita e alla santità della Chiesa..

Nell'omelia mons. Domenico ha illustrato il significato, il valore e l'importanza della dedicazione di tutto un anno pastorale alla riflessione e alla preghiera sulla vita consacrata, indetto da Papa Francesco su sollecitazione della Congregazione per i religiosi proprio perché si è risvegliata innanzitutto una ricerca di fedeltà al Signore, alla Chiesa, al proprio carisma (ai Fondatori), all'uomo di oggi. Pertanto il primo obiettivo dell'anno sarà un'occasione per fare "memoria grata" di questo recente passato ed anche 'gridare' al mondo con forza e con gioia la santità e la vitalità presenti nella vita consacrata". Santità, spesso nascosta, ma non per questo meno feconda, nei monasteri, nei conventi, nelle case dei consacrati...

La finalità di tutto ciò non è affatto autocelebrazione, ma concreta proiezione nel vissuto quotidiano, con le sue gioie e le sue difficoltà, per "abbracciare il futuro con speranza". Anche se il momento presente è "delicato e faticoso" si vuol tentare una occasione favorevole per la crescita in profondità e quindi di speranza motivata dalla certezza che la vita consacrata non potrà mai sparire nella Chiesa, poiché essa "è stata voluta dallo stesso Gesù come parte irremovibile della sua Chiesa".

Per questo l'anno sarà un momento importante per 'evangelizzare' la propria vocazione e testimoniare la bellezza della sequela Christi nelle molteplici forme in cui si esprime la nostra vita... I consacrati possono ancora 'svegliare il mondo' ed essere lievito benefico per esso con la loro testimonianza profetica, particolarmente con la loro presenza nelle periferie esistenziali della povertà e del pensiero" e "potenziando la loro relazione con il Signore, la vita fraterna in comunità, la missione e curando una formazione adeguata alle sfide del nostro tempo, in modo da 'riproporre con coraggio e con fedeltà dinamica e creativa' (cf. VC 37 l'esperienza dei loro fondatori e fondatrici".

In questo intero anno si spera di ritornare alle intuizioni principali, originali e sorgive di ogni singola Congregazione religiosa, nel proprio carisma distintivo, e farle rivivere, rivitalizzandole, pur nell'oculato adeguamento alle mutate condizioni della vita sociale ed ecclesiale.

Ufficio comunicazioni socialiTrivento, 1 dicembre 2014

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