Domenica 18 Gennaio | Commento al Vangelo

Commento al Vangelo

Domenica 18 Gennaio

Domenica 18 GennaioDomenica 18 Gennaio Da quel giorno la Chiesa non ha fatto altro: mostrare l’Agnello di Dio, seguirlo e rimanere con lui, vedere i suoi gesti e toccare la sua persona. Questo è il contenuto dell’evangelizzazione, il significato dell’annuncio del Vangelo. A testimoniarlo, nel corso di due millenni, la storia di santi, martiri e missionari, senza alcun confine di età, sesso, condizione sociale, tempo o luogo.

In soli cinque versetti il Vangelo di questa domenica dà un resoconto quasi stenografico di un incontro, di un annuncio, di un nuovo incontro, di una vita cambiata. Il Battista indica Gesù, due suoi discepoli gli vanno dietro e lo interrogano. Uno è Andrea il quale, incontrato Gesù, lo racconta al fratello Simone e lo conduce da Lui; Gesù lo guarda profondamente (uno sguardo che entra fin nelle pieghe dell’anima), lo invita a stare con lui e gli cambia il nome, la vita. Non c’è altra missione, altro annuncio, altra testimonianza, al di fuori di questo modello. E questo vale anche oggi, per ognuno di noi. Il Vangelo – la fede – è una vita e si trasmette come la vita, da padre a figlio, da persona a persona. E la testimonianza di questa esperienza personale è come una catena ininterrotta che giunge fino a noi.

I verbi di questo vangelo (stare, fissare lo sguardo, dire, sentire, seguire, chiamare, ascoltare, rispondere, trovare, dimorare) riempiono una vita e le danno senso e felicità. Anche oggi basterebbe porsi domande come queste: cosa devo dire? Chi incontrare? Cosa ascoltare? Chi cercare? Chi seguire? A chi dirlo? Si prolungherebbe la catena della testimonianza, si allargherebbe il contagio della gioia.

Dopo il Battista, i discepoli, quindi Andrea e Simone; il giorno dopo c’è l’incontro con Filippo il quale, a sua volta, porta l’incredulo Natanaele a venire a vedere Gesù. Chi incontra Gesù porta un altro all’incontro con lui ed è spettatore sorpreso di una nuova rivelazione. La fede, comunicandosi e contagiando, si accresce, si approfondisce. La domanda: dove abiti? Equivale a chiedere: chi sei? La risposta: seguitemi e vedrete dice che solo seguendolo si scopre chi è Gesù, Figlio di Dio e Figlio dell’uomo. Simone, dopo l’incontro, sarà Cefa, Pietro. L’incontro con la fede ci fa scoprire anche chi siamo e cosa dobbiamo essere.Mons Angelo Sceppacerca18 gennaio 2015

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