Sabato 25 aprile don Beniamino Ciolfi di Castropignano sarà ordinato sacerdote per l'imposizione delle mani del nostro Vescovo Domenico. | News

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Sabato 25 aprile don Beniamino Ciolfi di Castropignano sarà ordinato sacerdote per l'imposizione delle mani del nostro Vescovo Domenico.

Sabato 25 aprile don Beniamino Ciolfi di Castropignano sarà ordinato sacerdote per l'imposizione delle mani del nostro Vescovo Domenico.Sabato 25 aprile don Beniamino Ciolfi di Castropignano sarà ordinato sacerdote per l'imposizione delle mani del nostro Vescovo Domenico.

L'ordinazione avverrà il 25 Aprile alle 17.30 nella Cattedrale di Trivento.

L'Ordine Sacro, afferma il Catechismo della Chiesa Cattolica al n. 1536 è "è il sacramento grazie al quale la missione affidata da Cristo ai suoi Apostoli continua ad essere esercitata nella Chiesa sino alla fine dei tempi: è, dunque, il sacramento del ministero apostolico. Comporta tre gradi: l'Episcopato, il presbiterato e il diaconato".
Attraverso il sacerdozio ministeriale Cristo stesso è presente nella sua Chiesa poiché fa crescere, santifica e governa il popolo di Dio. Per questo motivo, con il sacerdozio dei presbiteri, viene conferito uno speciale carattere che li configura a Cristo Sacerdote, in modo da poter agire in nome e nella persona di Cristo Capo (cfr. Catechismo della Chiesa Cattolica n. 1563).

Compito del sacerdote è soprattutto l'esercizio della funzione sacra nel culto o assemblea eucaristica, dove proclamando il mistero di Cristo, unisce i voti dei fedeli al sacrificio del loro Signore e nel sacrificio della Messa rende presente e applica, fino alla sua venuta, l'unico sacrificio del Nuovo Testamento, il sacrificio cioè di Cristo, che una volta per tutte si offre al Padre quale vittima immacolata. Da questo unico sacrificio tutto il suo ministero sacerdotale trae la sua forza.

Nelle singole comunità locali di fedeli rende, per così dire, presente il Vescovo, cui è unito con animo fiducioso e grande. Il sacerdote non può esercitare il suo ministero se non in dipendenza dal Vescovo e in comunione con lui. La promessa di obbedienza che fa al momento dell'ordinazione e il bacio di pace al termine della liturgia dell'ordinazione significano che il Vescovo lo considera come suo collaboratore, figlio, fratello e amico, e che, in cambio, egli gli deve amore e obbedienza.   Altresì il presbitero è unito a tutti i suoi confratelli da intima fraternità sacramentale; in modo speciale forma con essi e il Vescovo un unico presbiterio nella diocesi. L'unità del presbiterio trova un'espressione liturgica nella consuetudine secondo la quale, durante il rito dell'ordinazione, i presbiteri, dopo il Vescovo, impongono anch'essi le mani.

Il sacramento dell'Ordine conferisce il carattere indelebile che configura il sacerdote a Cristo in forza di una grazia speciale dello Spirito Santo, che rimane per sempre. Questa grazia lo spinge ad annunciare a tutti il Vangelo, ad essere il modello del suo gregge, a precederlo sul cammino della santificazione identificandosi nell'Eucaristia con Cristo Sacerdote e Vittima, senza temere di dare la vita per le sue pecore:

"Signore, riempi di Spirito Santo colui che ti sei degnato di elevare alla dignità sacerdotale, affinché sia degno di stare irreprensibile davanti al tuo altare, di annunciare il Vangelo del tuo regno, di compiere il ministero della tua parola di verità, di offrirti doni e sacrifici spirituali, di rinnovare il tuo popolo mediante il lavacro della rigenerazione" (dalla preghiera di Ordinazione).

Così, san Gregorio Nazianzeno, giovanissimo sacerdote, esclama: "Chi è dunque il sacerdote? È il difensore della verità, che si eleva con gli angeli, glorifica con gli arcangeli, fa salire sull'altare del cielo le vittime dei sacrifici, condivide il sacerdozio di Cristo, riplasma la creatura, restaura [in essa] l'immagine [di Dio], la ricrea per il mondo di lassù, e, per dire ciò che vi è di più sublime, è divinizzato e divinizza.

E il Curato d'Ars: "È il sacerdote che continua l'opera di redenzione sulla terra. [...] Se si comprendesse bene il sacerdote qui in terra, si morirebbe non di spavento, ma di amore. [...] Il sacerdozio è l'amore del cuore di Gesù".

Tutto questo auguriamo a Don Beniamino insieme alla preghiera quotidiana per lui e il suo ministero. Don Simone IoccaCastropignano, 20 aprile 2015

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