Commento al Vangelo
Domenica 14 Febbraio
Dt 26, 4-10; Sal 90; Rm 10, 8-13; Lc 4, 1-13

In quel tempo, Gesù, pieno di Spirito Santo, si allontanò dal Giordano ed era guidato dallo Spirito nel deserto, per quaranta giorni, tentato dal diavolo. Non mangiò nulla in quei giorni, ma quando furono terminati, ebbe fame. Allora il diavolo gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, di’ a questa pietra che diventi pane». Gesù gli rispose: «Sta scritto: “Non di solo pane vivrà l’uomo”». Il diavolo lo condusse in alto, gli mostrò in un istante tutti i regni della terra e gli disse: «Ti darò tutto questo potere e la loro gloria, perché a me è stata data e io la do a chi voglio. Perciò, se ti prostrerai in adorazione dinanzi a me, tutto sarà tuo». Gesù gli rispose: «Sta scritto: "Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto"». Lo condusse a Gerusalemme, lo pose sul punto più alto del tempio e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù di qui; sta scritto infatti: "Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo affinché essi ti custodiscano"; e anche: "Essi ti porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non inciampi in una pietra"». Gesù gli rispose: «È stato detto: "Non metterai alla prova il Signore Dio tuo"». Dopo aver esaurito ogni tentazione, il diavolo si allontanò da lui fino al momento fissato.

Le tentazioni di Gesù. Non solo sue; anche dei santi. Persino di Santa Teresina, che le vinceva con la ricerca di Dio solo e l’abbandono innocente. Le tentazioni sono una costante della vita; affidiamoci alla misericordia del Signore.

Non solo nel deserto si è tentati. Gesù è sempre guidato dallo Spirito ma si lascia condurre anche da Satana. Non bastano quaranta giorni di digiuno e preghiera per vincere; a volte può bastare un istante per cedere. Anche a Satana basta un istante per mostrare tutti i regni. Più insinuante, nella tentazione, è l’uso della Parola di Dio, piegata alla nostra volontà.

Tentati, ma non abbandonati. Gesù, nel deserto, è pieno di Spirito Santo; Dio è su di lui e con lui. Satana ne è consapevole e lo usa per adescarlo, sedurlo (portarlo a sé): “se tu sei figlio di Dio”. L’essere figlio di Dio non lo dispensa dalla prova. Anzi, le tentazioni riguardano proprio questo rapporto, fino alla croce.

Tre tentazioni. La prima è sociale: un Dio che garantisce beni materiali. Anche oggi si chiede questo alla Chiesa; che si trasformi in un grande magazzino di beni, materiali o di soccorso. La seconda riguarda il potere, soprattutto di tipo politico. Anche oggi si vuole una religione che occupi tutto il posto del potere politico. E' la grande tentazione islamica (ISLÂM DIN WA DAWLA significa: l’Islam è religione e nazione, religione e politica). La terza è la magia di un Dio, che toglie dai guai ed esaudisce ogni desiderio di benessere.

Tre risposte di Gesù. La prima: non basta il pane per renderci autosufficienti e la vita non è solo biologia. La seconda: solo a Dio darai culto e adorazione perché lui è tutto, noi (e tutte le altre creature) siamo niente e per essere dobbiamo orientarci al Creatore. La terza è la consapevolezza che Dio non risponde a comando; la sua religione è molto diversa dalle nostre; il modello del rapporto con Dio è Gesù nel suo umile abbandono filiale.

In queste “tre” tentazioni è contenuta ogni tentazione, ogni possibile scontro con il nemico di Dio e dell’uomo.
Mons Angelo Sceppacerca
14 Febbraio 2016
Articolo visualizzato 697 volte
Il sito web è stato realizzato da Domenico Santorelli
Email webmaster@diocesitrivento.it

Chiudi
Invia il link ad un amico

La tua email    


L'email del tuo amico    



OK Su questo sito utilizziamo cookie di profilazione di terze parti per il monitoraggio degli accessi. Se vuoi saperne di più o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui. Cliccando sul pulsante OK, o continuando la navigazione effettuando un'azione di scroll, presti il consenso all'uso di tutti i cookie.