25 Dicembre - Natale del Signore | Commento al Vangelo

Catechesi di Avvento del Vescovo Claudio Palumbo

Su TLT Molise, durante questo periodo di Avvento, potrai seguire le catechesi del Vescovo Claudio ogni sabato sera alle 21.00, oppure in replica la domenica alle 14.30.

Commento al Vangelo

25 Dicembre - Natale del Signore

Liturgia: Is 9,1-6; Sal 95; Tt 2,11-14; Lc 2,1-14; Lc 2, 15-20; Gv 1, 1-1825 Dicembre - Natale del Signore Dalla storia di un piccolo popolo, Israele, in un territorio angusto e conteso, la Palestina, all’improvviso l’orizzonte dilata i confini e raggiunge gli estremi. Il nuovo popolo del Signore è universale, anche se viene dal seme della stirpe di Davide, e porta in sé il Messia che viene.

Di fronte all’umiltà nascosta di Maria e di Giuseppe, sta il potere universale dell’imperatore che decreta il censimento del mondo intero. Cesare non sa che Dio se ne serve per compiere i tempi della salvezza universale. Anche la nascita del Figlio di Dio avviene a Betlemme, in obbedienza alle profezie che la vogliono nella città di Davide.

Il grande evento è a servizio di quello piccolo, l’intera storia di Israele e quella di tutti i popoli della terra convergono verso la capanna di Betlemme, dinanzi a Maria e Giuseppe chini sul loro primogenito. Che cosa è accaduto di così grande per il mondo e per la storia? La risposta merita un po’ di attesa e di silenzio adorante.

Del censimento nessuno si ricorda; dalla Nascita del primogenito tutti siamo stati salvati e la storia ogni volta può riprendere fiducia e speranza. Su tutto si staglia la grandezza umile ed obbediente di Maria e Giuseppe, radicati nella consapevolezza che tutto è nelle mani del Padre.

Per mestiere e condizione di vita, i pastori sono povera gente strana e staccata. Rappresentano ogni povero. Eppure a Natale sono attraenti e significativi, quasi fossero figure simboliche. Vegliano nella notte per custodire il gregge. Celebrano una misteriosa attesa. Non vale dormire se c’è qualcosa e qualcuno da attendere. Gli angeli li spaventano, ma si lasciano avvolgere e illuminare dalla luce. L’annuncio è per loro: “vi è nato”, perché i poveri sono i veri destinatari dell’evento.

Oggi viene dato agli uomini di vivere sulla terra quello che è proprio del cielo. I pastori lodano e glorificano Dio come avviene nella liturgia celeste. Isaia aveva annunciato: “un bambino è nato per voi”. Anche ogni bambino che nasce è Emanuele, Dio con noi e per noi e finché nascerà un bambino, il cielo continuerà a parlare con la terra.Mons Angelo Sceppacerca25 dicembre 2011
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