Domenica 10 febbraio | Commento al Vangelo

Catechesi di Avvento del Vescovo Claudio Palumbo

Su TLT Molise, durante questo periodo di Avvento, potrai seguire le catechesi del Vescovo Claudio ogni sabato sera alle 21.00, oppure in replica la domenica alle 14.30.

Commento al Vangelo

Domenica 10 febbraio

Liturgia: Is 6, 1-2a.3-8; Sal 137; 1Cor 15, 1-11; Lc 5, 1-11Domenica 10 febbraio C'è folla intorno a Gesù per ascoltare la Parola di Dio. Gesù parla e Simone, sulla sua Parola, getta le reti. La Parola chiede la fede, poi viene la chiamata che è come una profezia: "Sarai pescatore di uomini". I chiamati lo seguono.

La parola di Gesù è Parola di Dio. Pietro lo comprende e, sentendosi peccatore, chiede al Signore di allontanarsi da lui. Gesù non solo non si allontana, ma entra nella vita dell'uomo e la riempie, sale sulla barca di Simone e lo rassicura facendolo partecipare ad una pesca prodigiosa. Gesù parla, opera e chiama con decisione, da protagonista; è lui che predica dalla barca. Questa deve essere la predicazione evangelica: prestare al Signore la nostra barca, la nostra persona, la nostra vita.

Gesù chiama i suoi primi apostoli partendo dal loro mestiere e da una notte senza pesca. Simone aveva sentito le parole del Signore dalla barca; ora esegue il suo comando: getta le reti e poi lo segue, aderendo alla chiamata, ma ancor più cedendo alla sproporzione tra il nulla di prima e la grande quantità di pescato che quasi strappa le reti e affonda le barche. Simone è un pescatore e si sente povero, come si riteneva la vergine di Nazaret, ma obbedisce (come Maria, come Abramo) e la barca si riempie di pesci. In fondo, la parola del Signore è la stessa ad ognuno: “Non temere”.

L'essere inadeguati, sentirsi peccatori dinanzi al Signore, sapere che ogni dono è sempre immeritato: è la condizione permanente di ogni uomo e ogni donna. Il discepolo è chiamato e salvato, ma è sempre segnato dalla ferita della coscienza di essere peccatore. Altre sono le religioni che fanno pari tra l'uomo e Dio. La fede ebraico/cristiana sa che è impossibile, fuori dalla pura misericordia di Dio. Dinanzi alla Parola e al Segno, capiamo di essere alla presenza di Dio, proprio noi peccatori. Per questo, alla fine, non ci si preoccupa più di nulla, si lascia tutto per seguire Gesù.

Erri de Luca: Dalle sponde del mare di Tiberiade iniziò un'avventura che molti ha cambiato, che tanti ancora affascina. Reti annodate da dita ferite, incallite, bruciate dal sole, solcate da attese e fatica. Forse sarà un giorno fortunato, il mare sarà generoso... forse la rete sarà riempita da quel tanto che serve alla povera gente per sbarcare il lunario. Forse. Ma il pescatore non si fa illusioni. Buttare la rete è il suo mestiere, riempirla è affare della corrente. E la corrente quel giorno cambiò direzione: da pescatori furono pescati. “Li chiamò. Ed essi subito lasciarono tutto e lo seguirono”.Mons Angelo Sceppacerca10 febbraio 2013
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