Un serio e approfondito studio su Papa Celestino V è stato appena terminato da Don Antonio Pizzi, parroco di Fossalto | Diocesi di Trivento

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Un serio e approfondito studio su Papa Celestino V è stato appena terminato da Don Antonio Pizzi, parroco di Fossalto

Don Antonio Pizzi, parroco di Fossato (CB), assurto alla cronaca regionale lo scorso anno allorché minacciò, provocatoriamente, di mettere in vendita l'altare barocco in legno, ha appena terminato un serio e approfondito studio su Papa Celestino V.

Il dotto sacerdote, tra le tante ricerche, ha rovistato nell'Archivio parrocchiale di Sant'Angelo Limosano. Nei registri più antichi vi si ricorda il casato "de Leone", cognome proprio della madre del santo molisano.

Inoltre, don Antonio ci fa sapere come nel verbale della visita pastorale del cardinale Ursi, vescovo di Benevento, vi si legge tutto il dispiacere dell'alto prelato di aver trovato una chiesa, ormai fatiscente, dedicata a San Pietro Celestino e la grande premura con la quale ordina di trasferire, nella chiesa parrocchiale, e conservare gelosamente l'antica statua e la campana, dedicate entrambe al papa.

Nel registro delle sante messe del tardo seicento si rileva quanto diffusa e profonda fosse ancora allora la devozione di Pietro da Morrone in mezzo al suo popolo di Sant'Angelo Limosano: al suo altare in circa quattro anni furono celebrate ben tremila messe, era quello il tempo in cui si poteva celebrare presso gli altari laterali delle chiese.

Continua la ricerca di don Antonio: in Sant'Angelo c'è anche il bosco di San Pietro e in esso si trova un'antica fontana, detta appunto "la fontana di San Pietro". Questa fu costruita addirittura con le pietre dell'ormai chiesa diruta, e che sul suo lato destro riporta un simbolo unico e raro: una mano chiusa che sorregge una sola chiave, quella che apre il Regno eterno, mentre il potere sul Regno terreno era stato, con alto senso di umiltà, rifiutato.

Tra il marasma di teorie confuse e contraddittorie, a volte frutto solo di prevenzione e di campanilismi infondati, bene sarebbe se un bravo e solerte giornalista si premurasse di intervistare don Antonio Pizzi, che è una vera miniera di notizie e un autentico archivio storico vivente.Ufficio Diocesano per le Comunicazioni Sociali - Comunicato StampaFossalto (CB), 25 giugno 2007

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