24 gennaio è la festa di San Francesco di Sales | Diocesi di Trivento

Riflessioni

24 gennaio è la festa di San Francesco di Sales

24 gennaio è la festa di San Francesco di Sales

San Francesco di Sales è un santo nato nel lontano 1567 e conosciuto come il santo patrono dei giornalisti e degli scrittori. E’ un po’ meno noto come il santo della dolcezza.

Sue sono le affermazioni: “Se sbaglio, voglio sbagliare piuttosto per troppa bontà che per troppo rigore …Si prendono più mosche con una goccia di miele che con un barile d’aceto … volete che in un quarto d’ora perda quel poco di mitezza che mi sono acquistato in venti lunghi anni a costo di un faticoso controllo del mio carattere”.

Ma la dolcezza noi la trattiamo con le molle, riteniamo che essa confini troppo direttamente con la debolezza o che, al massimo, la si possa circoscrivere nei limiti dell’atteggiamento protettivo che una madre riserva al proprio neonato? In altre parole, un vero uomo, una persona adulta, deve saper reagire alla durezza e alle contrarietà della vita, alla violenza e alle ingiustizie della società, all’odio e alla cattiveria dei prepotenti. Come? Molti rispondono: con la forza. Noi cristiani, invece, diciamo anche e soprattutto: con la dolcezza. Con la forza e il coraggio della dolcezza.

Andrè Comte-Sponville, giustamente, definiva la dolcezza: “un coraggio senza violenza, una forza senza durezza, un amore senza collera, una pace interiore, la sola che sia una virtù, spesso trafitta d’angoscia e di sofferenza, talvolta illuminata di gioia e di gratitudine, sempre sprovvista di odio, di durezza, di insensibilità”.

Questo nostro mondo ha un estremo bisogno di dolcezza: è questione di semplice e improrogabile sopravvivenza, se desideriamo neutralizzare e annullare i malefici effetti della barbara violenza che non è mica solo retaggio di un patrimonio delle antiche civiltà primitive! Essa ci viene propinata ogni sera nei telegiornali, nei telefilm e persino negli accesi dibattiti, sia pur camuffati da saggio aggiornamento o dotto approfondimento.

Allora, oggi, se è la festa dei giornalisti, tanti auguri a tutti gli operatori della comunicazione sociale, in quanto il loro lavoro è indispensabile in questo inizio di terzo millennio. Sì, auguri affettuosi e sinceri, perché gli stacanovisti della penna e del microfono hanno tanto bisogno di un esempio luminoso, come proprio è san Francesco di Sales, di un valido protettore per assolvere alla loro difficile e delicata, emozionante e contestata professione. Certamente, sotto una così vigileed alta protezione, potranno abbinare insieme il realismo con l’ottimismo e così sapranno raccontarci gli eventi tragici e raccapriccianti, che purtroppo succedono ogni giorno intorno a noi, senza mai però trascurare i tantissimi episodi positivi, quelli che favoriscono l’ottimismo ed esaltano la vita.

Tutti sentiamo urgente il bisogno di conoscere la realtà, tutta la realtà dei fatti, descritta con luminosa trasparenza e con scrupolosa serietà professionale, come vero sostegno ad una gioia di vivere più durevole e più profonda. Ecco perché abbiamo bisogno di bravi giornalisti liberi da servilismo ideologico e alieni da vuote piaggerie di comodo.

don Mimì Faziolidi don Mimì FazioliTrivento (CB), 24 gennaio 2008

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