INCONTRO DEI PRETI DI GIOVANE MINISTERO | Diocesi di Trivento

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INCONTRO DEI PRETI DI GIOVANE MINISTERO

Oggi, martedì 2 dicembre 2008 presso l’Asilo Parrocchiale di Poggio Sannita si è tenuto l’incontro di fraternità tra il Vescovo e i preti di giovane ministero: sono presenti S.E.R. Mons. Domenico Angelo Scotti, Don Mauro Di Domenica, Don Onofrio Di Lazzaro, Don Paolo Conti, Don Enzo Di Nunzio, Don Erminio Gallo, Don Gigino Moscufo, Don Pietro Paolo Monaco, Don Angelo Ricci, Don Francesco Martino.
Dopo la recita dell’Ora Media, in cui S.E. sottolinea l’importanza della preghiera e della meditazione, per ricercare la centralità di Gesù Cristo nella propria vita per non lasciarsi travolgere da una società che non ci aiuta e che ci disorienta, anche attraverso la meditazione quotidiana (un ora di meditazione), vengono dati alcuni avvisi: il giubileo per i malati in chiusura del 150° Anniversario delle apparizioni di Lourdes, l’articolo di Umberto Berardo sulla conferenza di Padre Mucci a Trivento il 29 novembre 2008 e la lezione su “Bioetica e Diritto” di martedì scorso presente in cartella.
Si inizia a riflettere sul n. 6 di Presbiteri : La Cura di se per il bene dei fratelli.
Don Francesco Martino sottolinea la difficoltà di vivere il ministero in una società che non ti aiuta, con il rischio di perdere il rapporto con il Cristo, e quindi vivere da funzionari e ridurre la preghiera ad una cosa da fare. L’aiuto per lui è l’ora di Adorazione Settimanale e il ritiro mensile dell’Istituto Gesù Sacerdote, il non lasciarsi travolgere dagli impegni, e la preghiera comunitaria.
Don Paolo Conti sottolinea l’importanza per lui della comunione fraterna e della lettura del libro delle lettere di Don Andrea Santoro, e capire come vivere senza scoraggiarsi in tale dimensione.
Don Pietro Monaco sottolinea l’importanza degli esercizi spirituali, in cui si capisce l’esigenza dell’ordinare la propria vita. Troppa attenzione all’Eucarestia, poco per tutto il resto: è qui che la mentalità deve cambiare.
Don Erminio Gallo sottolinea : “L’essere testimoni credibili”. Spesso si pone il problema, se nella preghiera si ha una vera maturazione interiore nella vita, e si chiede se la vita fa passare dei messaggi credibili, è in linea con il vangelo predicato; lui sottolinea l’aiuto della preghiera dell’ufficio delle letture e delle lodi prima della messa che aiuta a vivere bene la celebrazione liturgica. L’essere testimoni credibili nasce da una preghiera vera, autentica: ciò è difficile, altrimenti si pretende dagli altri, ma non da se stessi. Essere uomini di Dio fa chiedere se si sta dando il buon esempio, oppure il cattivo esempio. I nostri comportamenti fuori dai limiti fanno un cattivo servizio di testimonianza. Da qui è necessario interrogarsi sul nostro stile di vita, che sempre non è consono a chi siamo. La vera sfida è “vivere con coerenza”. Spesso, presi dal fare, rischiamo di essere vuoti: dovremmo pregare un po’di più e con convinzione, altrimenti tutto si riduce all’esteriorità.
Don Enzo Di Nunzio sottolinea l’importanza del tema della Cura di Sé, e piace la dimensione umana che sostiene la dimensione spirituale. E’ necessario essere uomini in maniera autentica, perché Dio il colletto c’è sempre un uomo. Il mio sforzo è quello di lavorare su me stesso: ho lavorato molto con me stesso sulle emozioni, le convinzioni, sulla dimensione del corpo. La necessità di vivere una vita ordinata, autonoma, è fondamentale. Il vivere una vita sana è necessario, perché nel lavoro spirituale ciò non è preso in considerazione. A livello pastorale, dal 1997, in cui ho lasciato, perché non ce la faceva e perché in fondo aveva lui problemi, Torella, ha lavorato parecchio ed oggi è parroco felice a San Pietro in Valle. Ha scoperto anche i classici dell’esperienza monastica, come Evangrio Pontico.
Don Gigino Moscufo sottolinea che il grande peccato è quello di perdere tempo, e noi nelle nostre piccole parrocchie abbiamo tempo: e questo tempo può essere speso per avere uno sguardo più ampio per avere le necessità della Santa Chiesa. Come armonizzarlo è dà studiare. Suggerisce di spenderlo meglio nella preghiera, il mezzo più facile per essere presenti nel mondo e uscire da una provincializzazione del nostro ministero. Non sa che cosa sia la noia, in quando in questo modo la vita si riempie. Conoscere meglio gli uomini della Chiesa e non la superficialità dei mass media sulla Chiesa aiuta a situarsi in questa dimensione e a conoscere meglio la ricchezza che noi possediamo.
S.E. sottolinea la necessità di recuperare le vere immagini degli uomini di Chiesa e la semplicità della vita.
Don Onofrio Di Lazzaro sottolinea che può essere scoraggiante il vivere in una società liquida, ma questa non può essere una nostra dimensione: i tempi difficili ci sono sempre stati, ma oltre ai rifiuti ci sono stati anche degli ottimi esempi. Non si può dire che oggi non si può raccogliere: può essere scoraggiante se noi ci focalizziamo solo su notizie negative, queste ci sono sempre state: questa società ha molte situazioni difficili, ma si può trarre molto di buono. Il punto fondamentale è proprio la cura di sé e l’essere credibili, su cui si gioca il Vangelo. Se emerge il nostro disordine e la mancanza di punti di riferimento l’annuncio del Vangelo sarà conseguente come anche la sua recezione. Il rischio di ridursi ad “impiegati delle otto ore” è presente. E’ importante darsi del tempo per la propria formazione umana e spirituale: la gestione del tempo è necessaria secondo gli impegni pastorali. I momenti di preghiera sono necessari per un ordine personale: se manca l’ordine personale, tutto viene a mancare. Occorre essere con gli altri sempre “da preti” ma non in maniera istituzionale, ed in questo modo si riesca a comunicare quell’aspetto umano che può rompere schemi consolidati. Il Vangelo si annuncia anche nella semplicità e nell’umiltà della vita del prete.
Don Mauro Di Domenica evidenzia che l’unica forza viene dalla preghiera, aiutata anche dalla preghiera della comunità parrocchiale. Sente il desiderio di sperimentare i frutti della preghiera, e come la preghiera può cambiare la situazione delle persone: questo fa capire la bellezza di amare la Chiesa e la sua bellezza. Le difficoltà pastorali ovviamente ci sono: la necessità è la comunione con il popolo e tra i sacerdoti. La criticità: parlare da parte del clero male della Chiesa. Inoltre, sottolinea la necessità di rispondere al male con il bene. C’è preghiera e pace passa la grazia: l’importanza dell’adorazione è fondamentale, come la condivisione e l’esame di coscienza con revisione di vita. Ci vuole maggiore comunione tra i preti, per evitare di autodistruggerci.
Tutti sottolineano come spesso alcuni confratelli parlano male di altri, se non sono in linea con le loro idee : questo è un atteggiamento fortemente distruttivo. Tutti evidenziano la necessità della prudenza nella comunicazione di tante cose che vengono anche da noi dette ad altri preti o a laici. Viene sottolineata la necessità innanzitutto di sorvegliare se stessi e di non giudicare o prendere posizioni per sentito dire, ma di indagare con profondità e verità i fatti.

Alle ore 13.05 la riunione ha termine.

IL SEGRETARIO VERBALIZZATORE
Don Francesco Martino

don Francesco MartinoPoggio Sannita (IS), 2 dicembre 2008

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