Settimana santa e tempo di Passione questo che stiamo vivendo. Ma di quale passione si parla? | Diocesi di Trivento

Riflessioni

Settimana santa e tempo di Passione questo che stiamo vivendo. Ma di quale passione si parla?

Settimana santa e tempo di Passione questo che stiamo vivendo. Ma di quale passione si parla?Quante false passioni albergano nel cuore di noi uomini moderni?
Passione per la natura e per i fiori: piacevoli passeggiate e rigeneranti sguardi persi verso orizzonti di luce.
Passione sportiva: fritto misto di delusioni a valanga in ambito europeo e mondiale!
Passione amorosa, si dice che ce n’è tanta in giro: e se si trattasse solo di egoismo, narcisismo, gelosia e desiderio di dominio!

Passione politica, questa sì che è bella: giochetto di nascondersi dietro un dito per assecondare la propria voglia irresistibile di autosistemazione con abbondante profusione di promesse, con falsa proclamazione di interesse e bene comune.

A proposito, in margine alla confluenza a destra tutti nel neonato partito del popolo della libertà e visto che a sinistra c’è una forte omologazione più o meno generale nel PD, mi resta facile la tentazione di cedere all’ironia di rivisitare un vecchio aneddoto.
A Roma, in un locale segreto si ritrovano un esponente della sinistra storica, un dirigente del nuovo partito di destra e un boss della mafia i quali, tra tarallucci e vino, stanno intavolando un'accesa discussione socio politica sul rinnovamento epocale che si è affacciato all’orizzonte con la crisi mondiale e studiano le prospettive di una interessata alleanza trasversale..
All'ímprovvíso un angelo appare in mezzo a loro e dice: «L'Onnipotente Dio vi invia la sua benedizione. E, come segno tangibile di una vostra nuova e duratura intesa, per il bene del popolo, vi invita ad esprimere un desiderio a favore della pace e Lui, sia benedetto il Signore, lo esaudirà».
Il convinto marxista dice: «Fa' che tutti i neo dirigenti del Popolo della libertà spariscano dalla nostra bella penisola, solo allora la pace regnerà indisturbata». Il leader della destra si affretta a dire: «Che non resti più sul sacro suolo italiano uno solo dei capi sopravvissuti all’abbattimen6to del muro di Berlino, ma ancora propagatori dei prodromi dell’idea rivoluzionaria del potere operaio e questa nostra nazione sarà la vera terra della pace».
Il capo della mafia sornione si liscia beato i baffi, ma non esprime nessun desiderio. «E tu, capo dei capi di cosa nostra, cosa desideri che avvenga», domanda spazientito l'angelo. E insiste: «Tu non hai un desiderio da esprimere?». «No», risponde soddisfatto il padrino: «Basterà che siano soddisfatti i desideri di questi due signori e io sarò contento e continuerò in pace i miei loschi affari».

Ma noi cristiani, tutti tanto infervorati di spirito religioso e altruistico, siamo proprio così immuni di specifiche responsabilità e soddisfatti veramente della nostra presenza e della quotidiana testimonianza religiosa?

Si dice che la RELIGIONE cristiana è essenzialmente AMORE, ma…

Procediamo per assurdo: gli appassionati turisti che affollano le nostre città d’arte quante volte potrebbero chiedere alle esperte: guide: “Avete ragione di essere orgogliosi della vostre splendide città. Ci colpisce soprattutto il numero delle meravigliose e artistiche chiese. La gente di qui deve certo amare profondamente il Signore”.
Una guida sincera ed obbiettiva dovrebbe, però, rispondere. “Be', può darsi che i miei concittadini amino il Signore, ma quel che è certo è che si odiano, più o meno cordialmente, l'un l'altro un po’ troppo”.

Luigi Santucci ci viene in soccorso con Una reliquia della Passione (preso da Una vita di Cristo: «Volete andarvene anche voi?», ed. San Paolo 2001) ci ammonisce e traccia un bel programma di corretta vita cristiana, un vero stile da appassionato del Vangelo: “Se dovessi scegliere una reliquia della tua Passione, prenderei proprio quel catino colmo d'acqua sporca. Girare il mondo con quel recipiente e ad ogni piede cingermi dell'asciugatoio e curvarmi giù in basso, non alzando mai la testa oltre il polpaccio per non distinguere i nemici dagli amici, e lavare i piedi del vagabondo, dell'ateo, del drogato, del carcerato, dell'omicida, di chi non mi saluta più, di quel compagno per cui non prego mai, in silenzio finché tutti abbiano capito nel mio il tuo amore”.

E l’Abbè Pierre rincara la dose: “Sarete infelici, se metterete il vostro benessere a vostro esclusivo servizio, indifferenti degli altri. Sarete invece la più felice generazione che sia mai esistita nel mondo, se capirete che soltanto l'amore è capace di mettere il benessere al servizio di tutti. Ma per far questo, abbiate cura di non vivere neppure un giorno nella prosperità, nella comodità, nel benessere, nei piaceri, senza che il dolore degli altri sia venuto fino a voi”.

Don Mimì Fazioli

di don Mimì FazioliTrivento (CB), 7 aprile 2009

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