“L’onda, vuota, si rompe sulla punta, a Finisterre.” (E. Montale) | Diocesi di Trivento

Riflessioni

“L’onda, vuota, si rompe sulla punta, a Finisterre.” (E. Montale)

“L’onda, vuota, si rompe sulla punta, a Finisterre.” (E. Montale)Finisterre è il nome di una raccolta di poesie di Eugenio Montale; Finisterre è un paesino spagnolo, il nome gli è dovuto per il fatto che si tratta del punto più occidentale della Spagna; Finis terrae dicevano i latini, cioè “fine della terra”, il confine del mondo, la fine della possibilità di andare oltre, di passare oltre, di …oltrepassare.

Finisce anche questo anno liturgico, con la festa di Cristo Re (il prossimo 22 novembre), e ne comincia un altro, con la prima domenica di Avvento.

Non ci finisce mai addosso il tempo, né ci comincia. Non ci finisce l’anno, né ci comincia l’anno. Come non dovrebbe mai finire per noi l’impegno di vivere e di testimoniare la nostra fede.

Per noi il tempo è iniziato nel pensiero eterno di Dio e non terminerà che nell’eterna immortalità della misericordia di Dio.

Il dolore, l’angoscia e i sogni infranti, frammenti così preziosi del tempo passato, si possono raggrumare nel nostro cuore e la mente si ingarbuglia a contare i giorni che passano veloci e a progettare i giorni che restano… pieni di oppressione, colmi di apprensione per il pensiero di essere arrivati alla fine di un percorso.

La vita vera più non scorre se c’è nell’aria il gelido vento dell’indifferenza. Questa sì che scatena nei cuori l’inverno totale della glaciazione corrosiva e della nebbia distruttrice di ogni fraternità e di pacifica e solidale convivenza.

Verranno giorni ancora i più freddi di quelli vissuti negli ultimi cent’anni, giorni che hanno portato i lutti e le lacrime delle due guerre mondiali, le vittime degli estremismi di destra e di sinistra, i danni dell’imbarbarimento della vita civile e della politica mondiale!

No, il gelo che lega la notte dell’egoismo al giorno dell’indifferenza potrà essere vinto dal sogno della speranza, nel segno del vangelo e con la forza dell’impegno dell’amore.

I giorni non saranno più vuoti per noi, se l’onda della fraternità evangelica porterà il benefico ristoro alla speranza dell’uomo in attesa e supererà le barriere degli scogli delle separazioni e delle divisioni che tra gli individui s’innalzano come muri e barriere.

Un nuovo anno liturgico che entra senza tante formalità e senza frastuono: niente chiasso di auguri, niente mortaretti di buona fine, che proprio non c’è…

In questo giorno di festa nessuno forse si ricorderà di me, di te, di noi... ma certamente potrò, potrai, potremo cogliere un palpito nel buio. Io sicuramente proverò un fremito d'amorevolezza, avvertirò il soffio d'eternità, quello che non passa, perché c’è sempre Lui che squarcia il buio della mia notte, illumina i nostri palpiti solitari e lascia cadere su di noi dal cielo mille petali di amore.

Solo dico a tutti buon inizio, nel silenzio e nella preghiera, nell’ascolto e nella meditazione della Parola.

Buon cammino di conversione e di pace.

Don Mimì Fazioli

di don Mimì FazioliTrivento (CB), 19 novembre 2009

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