Domenica 25 aprile il Cardinale Ennio Antonelli celebrerà una solenne messa a Trivento | Diocesi di Trivento

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Domenica 25 aprile il Cardinale Ennio Antonelli celebrerà una solenne messa a Trivento

Domenica 25 aprile il Cardinale Ennio Antonelli celebrerà una solenne messa a TriventoDomenica 25 aprile il Cardinale Ennio Antonelli, Presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia, dopo aver parlato la sera prima, in Agnone, celebrerà in Cattedrale a Trivento una solenne messa stazionale.

La presenza di due giorni nella nostra Diocesi di un così autorevole cardinale è un evento di notevole importanza: i cardinali sono i più stretti collaboratori del Papa e quindi, ascoltando Sua Eminenza Antonelli, che ha sempre parlato in favore della famiglia, caposaldo insostituibile della società civile e cellula vitale per la chiesa cattolica, ci potremo meglio rendere conto delle ansie apostoliche che animano il magistero petrino del nostro Sommo Pontefice, impareremo a leggere i fatti contemporanei aldilà dei semplici e gratuiti scoop giornalistici e ci convinceremo ancora di più della linfa vitale e genuina che anima la nostra fede.

Per conoscere meglio l’illustre porporato, riportiamo un’intervista dello stesso cardinale Ennio Antonelli che, sotto il titolo “B-XVI ferisce al cuore la mentalità dominante, ecco perché lo attaccano”, è stata pubblicata sul Foglio di mercoledì 21 aprile 2010
“L’accusa del cardinale Ennio Antonelli, ex arcivescovo di Firenze, incaricato di seguire in Vaticano le politiche per la famiglia, è precisa e circostanziata. Ed è diretta contro i media. Sono loro, secondo il porporato, a indirizzare l’opinione pubblica contro la chiesa. Sono loro a stravolgere i fatti dipingendo il Vaticano come un’enclave di preti pedofili guidati dal Papa. Dice Antonelli al Foglio: “E’ evidente che si tratta di un attacco non solo contro il Papa, ma anche e soprattutto contro la chiesa cattolica come autorevole referente morale nel nostro mondo di oggi. I toni usati, l’accanimento nelle accuse, la ripresa come se fossero notizie attuali di fatti lontani nel tempo e già noti pubblicamente, l’omissione di ogni riferimento alle statistiche, la presentazione della pedofilia come un vizio specifico del clero anziché come un vizio enormemente diffuso nella società: tutti questi elementi e altri ancora configurano chiaramente una ‘informazione’ militante contro la chiesa. Per offuscare l’immagine della chiesa e comprometterne la credibilità, è logico che si cerchi di arrivare a colpire il Papa in persona, sebbene la fermezza e la coerenza del suo impegno contro certi comportamenti delittuosi siano conosciuti da sempre”.
Ad Antonelli, come a tanti suoi confratelli, dà “profonda sofferenza il danno recato alle vittime, la mancata fedeltà al Signore dei sacerdoti responsabili, il fango che deturpa l’immagine della chiesa”. Ma, insieme alla sofferenza, c’è il rammarico per “lo scandalo che subiscono tante persone condizionate dai media”.

Il magistero di Benedetto XVI è una lama che ferisce al cuore la mentalità dominante, il sentire dei più. I valori “non negoziabili” stilati da Ratzinger pochi mesi dopo l’elezione, non solo non vengono capiti da molti, ma spesso sono volutamente respinti. Spiega ancora Antonelli: “E’ in atto un duro contrasto. Da una parte l’insegnamento di Gesù Cristo e della chiesa sull’amore, la sessualità, il matrimonio, la famiglia, il rispetto di ogni vita umana; dall’altra parte la cultura relativista e individualista che provoca la disgregazione della famiglia, riduce l’amore a soddisfazione sessuale e sentimentale egoistica senza impegno e senza sacrificio per il bene dell’altro, sostiene l’equiparazione di forme di convivenza assai diverse tra loro, promuove l’esercizio esclusivamente ludico della sessualità, favorisce la pratica dell’aborto, ed esige il riconoscimento di esso come un diritto. Il Papa, pur essendo molto rispettoso verso tutte le persone, molto attento all’educazione delle coscienze e molto prudente nel discernimento della responsabilità personale di ciascuno, ribadisce con chiarezza la verità oggettiva del bene, le norme morali e il loro significato e valore per l’autentica crescita umana delle persone e della società, smaschera gli idoli e i falsi valori della cultura dominante, mette in guardia contro le illusioni e i pericoli. Questo in molti ambienti non gli procura simpatie e applausi”.

Antonelli conosce Ratzinger da tempo: “Il Papa mi ha sempre dato l’impressione di un’intelligenza straordinaria, di grande serenità d’animo, di mitezza e umiltà. Mi sembra che per Giovanni Paolo II fosse più spontanea la comunicazione con le grandi folle, mentre per Benedetto XVI lo è la comunicazione con le singole persone e con i piccoli gruppi. Ambedue sono grandi personalità e un dono prezioso di Dio per la chiesa e per il mondo di oggi”.

Il Vescovo mons. Scotti esprime, fin da ora, tanta gratitudine all’eminente porporato per aver accettato volentieri di essere per due giorni in mezzo a noi e certamente lo incaricherà di riferire la totale solidarietà di tutta la Diocesi di Trivento a Papa Benedetto XVI, con il quale siamo in una piena, forte e perfetta sintonia di pensiero e di ideali. Il nostro presule assicura e conferma che, mentre ci impegniamo ad amare, a vivere e a diffondere, come figli fedeli, i luminosi insegnamenti del Santo Padre, garantiamo le nostre quotidiane preghiere per Lui e per tutta la Chiesa, proprio in questi momenti difficili nei quali risuonano verso di Lui calunnie ingiuriose e malvagità gratuite, affinché il Signore custodisca la sua vita, illumini la sua intelligenza, fortifichi il suo spirito.Ufficio Diocesano per le Comunicazioni Sociali - Comunicato StampaTrivento (CB), 24 aprile 2010

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