Rappresentazione della Natività a Carovilli: arte e identità | Diocesi di Trivento

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Rappresentazione della Natività a Carovilli: arte e identità

Rappresentazione della Natività a Carovilli: arte e identità A Carovilli, in contrada Fontecurelli, la sera del 26 dicembre un centinaio di figuranti sono stati coinvolti nella “Rappresentazione della Natività”. Nata quattordici anni fa come un progetto per dare vita ad un presepe vivente, l'associazione Onlus “Amici della storia e delle tradizioni”, il gruppo promotore, ha fatto sì che questa manifestazione non si esaurisse soltanto in uno spettacolo, ma diventasse il risultato di un'accurata operazione culturale e sociale.

Già dalla metà del mese di novembre gli “Amici” hanno iniziato lo scrupoloso allestimento della capanna e delle casupole, gli elementi più rilevanti per la scenografia della rappresentazione, e, così come accade ogni anno con i piccoli presepi di casa nostra, hanno cercato di arricchire il paesaggio con nuove luci, decorazioni o personaggi. Questo lavoro richiede una meticolosa ricerca, ad iniziare dal reperimento di legname, sterpi, pietre, fatta sempre nel rispetto dell'ambiente e nel tentativo di recuperare gli aspetti più pittoreschi della civiltà pastorale e contadina.

Il saper fare, che per secoli è stato l'unico mezzo per tramandare i mestieri di generazione in generazione, quasi per miracolo si ripropone incontaminato con gli anziani contadini che insegnano ai ragazzi come legare le fascine, comporre una piccola catasta di legna, accudire gli animali, provvedere ai tanti fuochi...

Le ragazze si affiancano con curiosità alle donne anziane che insegnano loro i gesti antichi dei mestieri femminili: la lunga storia della lana, dalla filatura alla tessitura; l'intreccio dei fili delle graziose creazioni all'uncinetto; la vivacità dei colori dei centrini ricamati con cura; mani sapienti che versano, setacciano, impastano farina per sfoglie sottili spianate con il matterello e foggiate successivamente in un'infinità di tipi di pasta come si faceva una volta. Si riscoprono vecchi mestieri, cibi sani, profumi antichi da proporre al pubblico che ogni anno affolla la contrada Fontecurelli dove si svolge la manifestazione, e che ritrova quella vita di una volta fatta di valori autentici, riassapora quella genuinità che fa bene e che riscalda l'anima.

L'intento degli “Amici della storia e delle tradizioni”, infatti, è quello di dipingere un poetico affresco corale calato nella tradizione contadina, tessendo una trama di ricordo e di memoria del prezioso passato, ricreando un microcosmo che sia l'emblema di una comunità semplice e solidale, dimentica del mondo lasciato fuori. Ogni anno, quando inizia la narrazione e i personaggi si muovono sulla collina dove riluce il piccolo villaggio, si avverte lo spontaneo coinvolgimento dei figuranti, custodi e portatori di un messaggio positivo, protagonisti di una società in cui i valori tornano ad assumere la preminenza, in un'epoca, quella attuale, in cui il predominio degli aspetti negativi sembra travolgere individualità e comunità, e mentre spettatori e figuranti si immergono nella storia del Natale, rievocando ricordi d'infanzia e ripercorrendo le fonti più gioiose della religiosità cristiana, l'atmosfera suggestiva e un po' magica si fa identità di un paese che prende vita, che respira, che si fa arte. Nella Putaturo30 dicembre 2011

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