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S. Ecc.nza Mons. Domenico Scotti conferisce il sacro Ordine del diaconato a Marco Di Iorio

S. Ecc.nza Mons. Domenico Scotti conferisce il sacro Ordine del diaconato a Marco Di IorioS. Ecc.nza Mons. Domenico Scotti conferisce il sacro Ordine del diaconato a Marco Di Iorio Sabato 23 novembre a Torella del Sannio S. Ecc.nza Mons. Domenico Scotti conferirà il sacro Ordine del diaconato a Marco Di Iorio, giovane che frequenta l’ultimo anno presso il Seminario Regionale di Chieti e che è affidato come servizio pastorale alla città di Trivento per l’attività dell’Oratorio interparrocchiale e, inoltre, collabora anche con i responsabili della Pastorale giovanile diocesana.

Non ci può essere occasione più propizia che la solennità di Cristo Re per accedere all’Ordine sacro del Diaconato, vale a dire per mettersi a pieno servizio di Cristo re dell’universo e della sua Chiesa.

La Lumen Gentium al n. 29 così si esprime a proposito del sevizio diaconale: “In un grado inferiore della gerarchia stanno i diaconi, ai quali sono imposte le mani “non per il sacerdozio, ma per il servizio”. Infatti, sostenuti dalla grazia sacramentale, nella “diaconia” della liturgia, della
predicazione e della carità essi servono il popolo di Dio, in comunione col Vescovo e con il suo
Presbiterio.

È ufficio del diacono, secondo le disposizioni della competente autorità, amministrare solennemente il Battesimo, conservare e distribuire l’Eucaristia, assistere e benedire il Matrimonio in nome della Chiesa, portare il viatico ai moribondi, leggere la Sacra Scrittura ai fedeli, istruire ed esortare il popolo, presiedere al culto e alla preghiera dei fedeli, amministrare i sacramentali, presiedere al rito
funebre e alla sepoltura.

Essendo dedicati agli uffici di carità e di assistenza, i diaconi fanno proprio il monito di S. Policarpo: “Essere misericordiosi, attivi, camminare secondo la verità del Signore, il quale si è fatto servo di tutti”. C’è da dire anche che tutti i sacerdoti rimangono diaconi per sempre, non devono mai dimenticare questo ministero di servizio alla Chiesa e alle persone bisognose. E se vale la pena conviene ricordare anche il segno di Papa Francesco nella celebrazione del Giovedì Santo di quest’anno, quando, disponendosi a fare il gesto della lavanda dei piedi, si è tolto le sue vesti sacerdotali e si è messo la stola al modo diaconale.

Sarà una serata di grande festa spirituale non solo per la Parrocchia di San Nicola di Bari, che non vedeva un proprio giovane salire come presbitero l’altare da oltre un secolo, e dell’attivo e dinamico parroco don Antonio Adducchio, che ha guidato il giovane Marco, in questi ultimi anni, nella scelta coraggiosa e generosa a seguire Cristo, ma anche di tutta la Diocesi di Trivento che ha pregato e prega in questi giorni Dio Padre perché conceda a Marco una vita diaconale, oggi, e sacerdotale, fra sei mesi, messa al servizio permanente del prossimo e dei poveri, sull'esempio del buon samaritano e di san Lorenzo.
Ufficio comunicazioni socialiTorella del Sannio (CB), 18 novembre 2013

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