In ricordo del padre spirituale del Seminario Vescovile di Trivento mons. Geremia Carugno | Diocesi di Trivento

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In ricordo del padre spirituale del Seminario Vescovile di Trivento mons. Geremia Carugno

In ricordo del padre spirituale del Seminario Vescovile di Trivento mons. Geremia Carugno Carissimo Don Mimì,
Ti dicevo che ho portato con me i quadernetti degli anni della formazione: ginnasio, liceo, teologia. Queste note che ti mando vogliono essere un omaggio a Don Geremia Carugno, di venerata memoria, che per ben 5 anni fu mio Padre Spirituale nel Seminario di Trivento.

Si tratta di giaculatorie in versi che di giorno in giorno lui ci dettò nel mese di maggio del 1955. Anche la poesia di P. Pigazzi ci fu dettata da lui in quegli anni. Siamo nel mese di ottobre e queste giaculatorie in versi potrebbero tornare ancora utili.
Un grande abbraccio. p. Antonio


GIACULATORIE IN VERSI: MAGGIO 1955 (IV GINNASIO NEL SEMINARIO DITRIVENTO).


Nel nome Tuo Vergin Silente Vergine bella, Madre d'amore,
Sciogli il labbro mio soavemente. Ch'io dica sempre di sì al mio Signore.

Rendi, Maria, mistica rosa, Col tuo Magnificat, dolce Signora,
l'anima mia più generosa il mio pensiero si levi ognora.

La via che mena a Cristo Gesù Non v'è miracolo, grazia non v'è
O Madre cara, sei solo tu. Che il Ciel conceda se non per te.

Nel cuore mio torna la calma Dimmi la gioia che il cuore provò
Se mi rammento di te, o Mamma. Quando Gabriele ti visitò.

Negli sconforti dell'alma mia Sia nella gioia che nel dolore
Sospiro a te, Vergine Maria. Ti lodo, o Madre del mio Signore.

In ogni istante siimi vicina, Nelle tempeste di questa vita
O degli Apostoli dolce Regina. Sii tu la stella, sii tu la guida.

Fa' che il tuo cuore santo ed immacolato Fa' ch'io cammini nella tua luce,
io non contristi mai col peccato. Che al Paradiso di Dio conduce.

Converti, o Madre dei peccatori, O Concepita senza peccato,
i nostri ingrati poveri cuori. Rendi il mio cuore immacolato.

Pietà invoco sul mio peccato, Nel tuo materno dolce sorriso
Che un cuore di Madre ha contristato. Sospiro sempre al mio Paradiso.
Il tuo nome, Stella del mare, Siimi la guida nel lungo andare
Fa' ch'io non cessi mai d'invocare. Verso la meta del santo Altare.

Ausiliatrice di ogni cristiano, O madre divina della Sapienza,
stendi su me la santa mano. A Te consacro la mia intelligenza.

IL MIO PENARE
Il mio penare è una chiavina d'oro
Piccola, ma che apre un gran tesoro.
È croce, ma è la Croce di Gesù:
Quando l'abbraccio non la sento più.
Non ho contato i giorni del dolore,
So che Gesù li ha scritti nel suo Cuore.
Vivo momento per momento, e allora
Il giorno passa come fosse un'ora.
Mi han detto che, guardata dal di là,
La vita tutta un attimo parrà.
Passa la vita, vigilia di festa;
Muore la morte.Il Paradiso resta.
Due stille dell'amaro pianto
E di vittoria poi l'eterno canto.

L'autore di questa poesia è P. Pigazzi, un gesuita immobilizzato per 20 anni dalla sua malattia p. Antonio GermanoChuknagar (Bangladesh), 6 ottobre 2014

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