La Madonna del Sorriso a Celenza sul Trigno | Diocesi di Trivento

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La Madonna del Sorriso a Celenza sul Trigno

La Madonna del Sorriso a Celenza sul Trigno

La comunità parrocchiale di Celenza Sul Trigno, nei giorni di venerdì 3, sabato 4 e domenica 5 ottobre del c. a. ha avuto l’onore ed il privilegio di ospitare, presso la Chiesa Santa Maria Assunta, la Vergine Santissima di Canneto.

La statua lignea della Madonna del Sorriso, così denominata per l’espressione sorridente del Suo volto e per la pace e la serenità che trasmette ed infonde al cuore dei numerosi pellegrini che si recano a farLe visita, risale al XIV secolo.

In virtù del suo elevato valore storico-artistico, oltre che religioso, è da considerarsi un evento unico ed irripetibile che la statua della Madonna abbia lasciato il proprio Santuario in Canneto, dove è accuratamente custodita dalle Sorelle Francescane della Carità e dal Rettore Don Alfonso Cerrone, per far visita alla comunità celenzana, ai tanti cittadini devoti, gratificandoli così per le innumerevoli volte che si recano in pellegrinaggio da Lei o che Le fanno visita anche semplicemente per rivolgerLe una preghiera.

Lastraordinarietà dell’evento è stata esaltata dal parroco Don Erminio Gallo che, coadiuvato dal Consiglio Pastorale, ha pianificato un calendario fitto di appuntamenti liturgici.

La Madonna di Canneto è stata accolta, all’ingresso del paese, nel tardo pomeriggio di venerdì da tutta la comunità parrocchiale con fiori, canti e preghiere a Lei dedicate e portata in processione alla Chiesa allestita per la grande occasione.

Un momento di intensa preghiera comune è stato vissuto la sera del venerdì, quando i parrocchiani si sono radunati in Chiesa per partecipare alla Veglia Mariana, presieduta da don Mimì Fazioli vicario generale della diocesi di Trivento.

La donazione reciproca, la casa quale luogo di accoglienza, il perdono, la preghiera e la sofferenza nella famiglia sono stati i temi oggetto di profonda riflessione.

Cinque i doni posti ai piedi della Vergine Santissima da cinque coppie di coniugi.

Le fedi nuziali portate in dono a Maria affinché possa illuminare i nostri cuori e farci capire quanto è bello offrirsi reciprocamente senza riserve e senza timori. Le chiavi di casa offerte a Maria perché possa aiutarci ad accogliere nelle nostre case, con calore, affetto ed amicizia, quanti incontreremo nel nostro cammino. Le rose donate a Maria per far sì che possa aiutarci a capire l’importanza del perdono all’interno delle mura domestiche perché, solo perdonando, i cuori si aprono alla vera gioia riversando, sull’intera famiglia, i frutti di grazia e di amore da esso derivanti. La bibbia e la corona del rosario segni della presenza della Parola di Dio e di Maria nel cammino della vita; ed infine un disegno raffigurante al centro una grande croce, simbolo di sofferenza, con ai piedi una famiglia riunita, offerto a Maria affinché possa aiutarci a comprendere che solo l’unione familiare ci consente di portare “le croci” con sollievo e serenità.

Nel pomeriggio di sabato, dopo la recita del S. Rosario, il Vescovo, Monsignor Domenico Scotti, ha celebrato la S. Messa seguita da una sentita e partecipata processione per le strade del paese.

Un altro momento di profonda riflessione e preghiera è stato vissuto la sera di sabato con la recita del S. Rosario meditato in onore della Vergine. La lettura delle meditazioni di Don Tonino Bello hanno aiutato i fedeli presenti a riflettere sulla figura di Maria, donna del popolo, scelta dal Signore in mezzo alla gente comune, in un villaggio di pecorai sconosciuto nell’Antico Testamento, poi diventata la protagonista assoluta, seppur silenziosa, del sabato santo, rimasta unica custode della fede sulla terra dopo la sepoltura di Gesù. Una donna dei nostri giorni che tutte le generazioni, compresa la nostra, chiamano beata non solo per le grandi cose che il Signore ha fatto in Lei nel passato, ma anche per le meraviglie che continua ad operare in Lei nel presente. Una donna del piano superiore, ascesa al cielo in anima e corpo e che da quell’altura spinge lo sguardo fino agli estremi confini del tempo e dello spazio, stringendo il mondo in un unico abbraccio: la nostra compagna di viaggio sulle strade della vita.

I tre giorni di preghiera si sono conclusi nel pomeriggio di domenica quando, dopo la recita del S. Rosario, i fedeli hanno riaccompagnato in processione la Vergine Maria all’ingresso del Paese, tra canti e preghiere, in un momento di estrema commozione, e l’hanno vista ripartire per il suo Santuario di Canneto, consapevoli della eccezionalità dell’evento vissuto.

Valentina Anna FELICESantuario di Canneto, 7 ottobre 2014

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