Equilibrio | Diocesi di Trivento

Riflessioni

Equilibrio

Equilibrio “Sai quando sei seduto su una sedia e ti sporgi all’indietro fino a restare in equilibrio su due gambe della sedia e poi ti sporgi troppo e stai quasi per cadere, ma all’ultimo momento riesci a riprenderti? Io mi sento sempre così”.
(Steven Alexander Wright)

Troppo spesso mi sono accorto di non saper stare bene in equilibrio. Prego tanto di poter acquisire l’equilibrio nel tempo, come molti altri ben più bravi di me sono stati capaci di fare.

L’equilibrio che cerco è quello relazionale, interiore e spirituale, quello che può determinare la giusta rispondenza tra le attese della gente, le mie fragili qualità e il dovere di servire degnamente il Signore.

L’equilibrio ora è ancora terribilmente precario, nonostante il lungo tempo trascorso.

Tante volte ho deciso di cambiare, ma siccome il farlo avrebbe comportato una decisione ferma e un rinascere di nuovo, mi sono sempre fermato aspettando che lo facessero prima gli altri. E allora mi sono consolato soffermandomi un po’ troppo ad accarezzare i bei sogni anche a costo di rimanere privo di solida concretezza.

Altre volte ho cercato di donare tutta la mia anima e, nonostante tutto, mi è balenata una perfida tentazione e l’amara convinzione che un’anima da sola è come una misera goccia d’acqua nell’oceano immenso della vita.
Quante volte ho teso, generosamente, la mia mano per aiutare qualcuno a rialzarsi e, proprio allora, ho corso il rischio di cadere rovinosamente a mia volta.

Vorrei poter guardare sempre avanti, anche se il mio cuore, pigro e incostante, rimane sempre qualche passo indietro, perché si ferma a raccogliere i piccoli frammenti di vita che giacciono inermi e li pone nelle mani della volontà, come piccole briciole della speranza.
Mi ripeto spesso la frase del Salmo: “Sulle tue vie tieni saldi i miei passi e i miei piedi non vacilleranno” (Sal 16,5).

Capisco bene che il mio essere non deve dipendere mai dal momento contingente, dallo stare a guardare tutto da lontano quasi fossi un corpo estraneo nel palcoscenico della vita. Mio dovere è partecipare alla Vita con la vita, senza tornare continuamente sui miei passi con quelle continue dimenticanze e trascuratezze che infarciscono negativamente i miei rapporti con Dio e con gli altri.

Mi consola tanto l’affermazione di M. Gramellini: “Se vuoi fare un passo avanti, devi perdere l’equilibrio per un attimo...”.Don Mimì FazioliTrivento (CB), 12 ottobre 2015

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