Chi era don Antonio Pizzi, parroco emerito di Santa Maria Assunta in Fossalto | Diocesi di Trivento

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Chi era don Antonio Pizzi, parroco emerito di Santa Maria Assunta in Fossalto

Don Antonio Pizzi

Don Antonio è nato in Roccaspromonte di Castropignano il giorno 8 giugno 1931 da Giulio e Petti Carmela.
Il giorno dopo è stato battezzato nella chiesa parrocchiale di Santa Maria della pietà Roccaspromonte e gli è stato imposto in nome di Antonio che letteralmente significa: colui che precede, affronta, combatte, che è fiorente ed utile. Proprio come don Antonio è stato durante tutta la sua lunga vita.

Ha ricevuto il sigillo della confermazione il 23 maggio del 1943 dall'allora Vescovo di Trivento mons. Epimenio Giannico.
Dopo le scuole elementari frequentate nel proprio paese è entrato in Seminario a Trivento dove ha frequentato le scuole Medie e ginnasiali con ottimi risultati.
Poi è passato al Seminario Regionale di Chieti dove ha seguito i corsi del Liceo classico e della Sacra teologia, distinguendosi sempre per impegno, intelligenza e spirito di pietà.

A Chieti ha ricevuto:

  • da mons. Stanislao Amilcare Battistelli vescovo di Teramo la tonsura il 28 febbraio 1953,
  • da mons. Domenico Bornigia, già rettore di Chieti, divenuto Vescovo di San Sepolcro, il 31 gennaio 1954 l'ordine minore dell'ostiariato e del lettorato
  • da mons. G. B. Bosio arcivescovo di Chieti l'esorcistato e il lettorato l'11 aprile 1955
  • da mons. Luciano Marcante vescovo di Sulmona il 26 giugno 1955 il suddiaconato
  • da mons. Luciano Benigni Migliorini arcivescovo di Lanciano-Ortona il 28 marzo 1956 il diaconato.

Poi mons. Epimenio Giannico Vescovo di Trivento il 1° luglio 1956 lo ordina presbitero nella chiesa parrocchiale di Roccaspromonte.

Il 1° dicembre 1956 viene nominato Vice parroco di Santa Maria Assunta in Fossalto, nomina che ricopre fino al 12 novembre 1961
Il 13 novembre 1961 viene nominato vicario-economo della medesima parrocchia.
E il 30 agosto del 1963 diventa parroco di Santa Maria Assunta in Fossalto e lo resta interrottamente fino al 23 di novembre 2007, quando un anno dopo aver celebrato solennemente il cinquantesimo di sacerdozio dà le dimissioni e diventa parroco emerito.
Dal 1977 ha svolto egregiamente anche il ruolo di direttore dell'Archivio Diocesano della Curia di TRIVENTO riordinandolo e catalogandone i numerosi faldoni.

Nel 1980 ha conseguito, con apposito corso, il Diploma di Archivista, presso l'Archivio Segreto Vaticano.
Qualche mese fa ha ricevuto dal Vescovo mons. Claudio Palumbo il Sacramento dell'Unzione dei malati e il Santo Viatico.
La sera del 15 dicembre 2020, dopo aver combattuto la sua buona battaglia contro la malattia, ha terminato la sua corsa terrena ed ha consegnato serenamente la sua anima al Signore

Permettete una annotazione personale: io entrai in Seminario a Trivento il primo ottobre 1956 ed era consuetudine, allora, che i sacerdoti novelli celebrassero una santa Messa a noi seminaristi. Ricordo bene la compostezza, la devozione e il saper celebrare di don Antonio che nell'omelia tra le cose belle che disse mi annotai, andando allo studio, tre belle frasi che non ho più dimenticato e che mi rileggo spesso; esse sono:

  1. Quello che possiedi in molti possono averlo anche più di te, ma quello che sei solo tu puoi esserlo.
  2. Tutti i sogni brillano: alcuni di attesa, alcuni di ricordi e soprattutto di speranza.
  3. Nella vita si può piangere o ridere, ricordare o dimenticare, vincere o perdere, ma soprattutto si deve sempre ricominciare.

E lui ce ne ha dato un esempio splendido quando ha vissuto questi tredici anni di pensionamento non rinchiudendosi nella tristezza di una solitudine sconsolata, ma accompagnando spiritualmente molti fedeli, dando a tutti coraggio e spirito di fede, ma soprattutto dando magnifico sfogo alla sua brillante vena poetica, proprio come ha scritto una volta Bernardo Bertolucci: "La solitudine può essere una tremenda condanna o una meravigliosa conquista". E lui ha conquistato il cuore di tutti noi con le sue belle, uniche ed affascinanti poesie.

N. B.
Riportiamo la poesia testamento di don Antonio Pizzi che è stata letta al termine del funerale, riposi in pace e non dimentichiamo mai il suo fascino sacerdotale.

Una poeisa scritta da Don Antonio PizziUfficio comunicazioni socialiFossalto, 18 dicembre 2020

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