Preghiere e digiuno per la pace | Diocesi di Trivento

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Preghiere e digiuno per la pace

Un'immagine di una lampada a olio

Carissimi,
come è già noto a tutti Voi dagli organi di informazione, Papa Francesco ha indetto, per il prossimo 23 febbraio, venerdì della prima settimana di Quaresima, una speciale giornata di preghiera e digiuno per la pace, avendo particolarmente presente la drammatica situazione che vivono le popolazioni della repubblica Democratica del Congo e del Sud Sudan ma, più in generale, «dinanzi al tragico protrarsi di situazioni di conflitto in diverse parti del mondo».

Nell’invitare tutti Voi alla corale preghiera chiesta dal Santo Padre, desidero anche ricordare quanto il Concilio Ecumenico Vaticano II insegna circa la pace affinché tanto i singoli quanto le comunità, i gruppi e le famiglie possano trarre opportuna riflessione e sostanziare la loro preghiera e digiuno con un interiore e più forte desiderio.

Ecco il Concilio: « La pace non è la semplice assenza della guerra, né può ridursi unicamente a rendere stabile l’equilibrio delle forze avverse; essa non è effetto di una dispotica dominazione, ma viene con tutta esattezza definita a opera della giustizia » (Is 32,7). È il frutto dell’ordine impresso nella società umana dal suo divino Fondatore e che deve essere attuato dagli uomini che aspirano ardentemente ad una giustizia sempre più perfetta. Infatti il bene comune del genere umano è regolato, sì, nella sua sostanza, dalla legge eterna, ma nelle sue esigenze concrete è soggetto a continue variazioni lungo il corso del tempo; per questo la pace non è mai qualcosa di raggiunto una volta per tutte, ma è un edificio da costruirsi continuamente. Poiché inoltre la volontà umana è labile e ferita per di più dal peccato, l’acquisto della pace esige da ognuno il costante dominio delle passioni e la vigilanza della legittima autorità.

Tuttavia questo non basta. Tale pace non si può ottenere sulla terra se non è tutelato il bene delle persone e se gli uomini non possono scambiarsi con fiducia e liberamente le ricchezze del loro animo e del loro ingegno. La ferma volontà di rispettare gli altri uomini e gli altri popoli e la loro dignità, e l’assidua pratica della fratellanza umana sono assolutamente necessarie per la costruzione della pace. In tal modo la pace è frutto anche dell’amore, il quale va oltre quanto può apportare la semplice giustizia.

La pace terrena, che nasce dall’amore del prossimo, è essa stessa immagine ed effetto della pace di Cristo che promana dal Padre. Il Figlio incarnato infatti, principe della pace, per mezzo della sua croce ha riconciliato tutti gli uomini con Dio; ristabilendo l’unità di tutti in un solo popolo e in un solo corpo, ha ucciso nella sua carne (166) l’odio e, nella gloria della sua risurrezione, ha diffuso lo Spirito di amore nel cuore degli uomini.

Pertanto tutti i cristiani sono chiamati con insistenza a praticare la verità nell’amore (Ef 4,15) e ad unirsi a tutti gli uomini sinceramente amanti della pace per implorarla dal cielo e per attuarla.
Mossi dal medesimo spirito, noi non possiamo non lodare coloro che, rinunciando alla violenza nella rivendicazione dei loro diritti, ricorrono a quei mezzi di difesa che sono, del resto, alla portata anche dei più deboli, purché ciò si possa fare senza pregiudizio dei diritti e dei doveri degli altri o della comunità.

Gli uomini, in quanto peccatori, sono e saranno sempre sotto la minaccia della guerra fino alla venuta di Cristo; ma in quanto riescono, uniti nell’amore, a vincere i1 peccato essi vincono anche la violenza, fino alla realizzazione di quella parola divina « Con le loro spade costruiranno aratri e falci con le loro lance; nessun popolo prenderà più le armi contro un altro popolo, né si eserciteranno più per la guerra» (Is 2,4) » ( Gaudium et spes, n. 78).

Il Signore, per intercessione di Maria Ss.ma Regina della Pace, fecondi con la Sua Grazia e le Sue Benedizioni quanto ciascuno opererà secondo il “posse” e il “velle” nella mente, nel cuore e nelle opere.

Vostro
+ Claudio, vescovo

Vescovo ClaudioTrivento, 14 febbraio 2018

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