Seconda domenica di Pasqua (o della divina misericordia) | Commento al Vangelo

Catechesi di Avvento del Vescovo Claudio Palumbo

Su TLT Molise, durante questo periodo di Avvento, potrai seguire le catechesi del Vescovo Claudio ogni sabato sera alle 21.00, oppure in replica la domenica alle 14.30.

Commento al Vangelo

Seconda domenica di Pasqua (o della divina misericordia)

Liturgia: At 5, 12-16; Sal 117; Ap 1, 9-11a.12-13.17-19; Gv 20, 19-31Seconda domenica di Pasqua (o della divina misericordia) Gesù risorto si mostra, parla e invia ogni discepolo, non solo gli apostoli. Si mette subito in mezzo a loro scardinando la porta della paura che li teneva rinchiusi, prigionieri della morte. La sua è una presenza stabile, sicura ("stette in mezzo").

Non c'è da aver paura, Gesù non è un fantasma. Se lo riconosci, esulti: "E i discepoli gioirono al vedere il Signore". La sua parola è ripetuta perché certa e programmatica: "Pace a voi" e "mando voi"; la prima dice "come" deve essere vissuta la seconda, attraverso i segni della passione e la parola della Pace.

La missione riuscirà perché i discepoli hanno dalla loro lo stesso Spirito ricevuto dal Figlio e la comunità dei credenti potrà svolgere il proprio compito in mezzo ad una umanità prigioniera del male e della morte.

L'esperienza di Tommaso ci riguarda tutti perché ognuno di noi, come Tommaso, "non era con loro quando venne Gesù". È un "non esserci" che, se ci esclude dall'avvenimento diretto dell'apparizione, però spinge ad entrare per un'altra via. Ad iniziare dalla voce degli apostoli che dicono a Tommaso: "Abbiamo visto il Signore". Certo, non é la semplice parola dei discepoli a trasmettere la fede; sarebbe facile oggi con tutti i mezzi della comunicazione sociale! La fede è sempre dono di Dio e la nostra comunicazione deve essere segno dell'amore del Signore. Un amore che cede alla debolezza di Tommaso e gli concede una occasione nuova per vedere e credere.

Il vangelo non dice se veramente Tommaso abbia poi messo il dito e la mano sulle mani e nel fianco di Gesù, anche se l'iconografia riproduce questa scena. C'è solo la risposta di Tommaso che è un atto di adorazione: "Mio Signore e mio Dio!". La pagina di oggi è la proclamazione della beatitudine della fede: "Beati quelli che non hanno visto e hanno creduto". Noi possiamo essere quelli che, per il dono della fede, vedono di più quello che con gli occhi della ragione e della carne non si può vedere. Mons Angelo Sceppacerca7 aprile 2013
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