Domenica 23 Febbraio | Commento al Vangelo

Catechesi di Avvento del Vescovo Claudio Palumbo

Su TLT Molise, durante questo periodo di Avvento, potrai seguire le catechesi del Vescovo Claudio ogni sabato sera alle 21.00, oppure in replica la domenica alle 14.30.

Commento al Vangelo

Domenica 23 Febbraio

Liturgia: Lev 19, 1-2.17-18; Sal 102; 1Cor 3, 16-23; Mt 5, 38-48Domenica 23 Febbraio La legge del taglione è uno dei capisaldi delle legislazioni antiche (Codice di Hammurabi e Legge delle dodici tavole). La vendetta di sangue poteva essere sostituita con un risarcimento in denaro. Con Gesù si passa dalla legge del taglione ("occhio per occhio dente per dente") a quella che risponde al male col bene. È questa la giustizia che allontana rancore, odio e violenza. Col taglione la violenza subita è pari alla reazione vendicativa e si raddoppia; col vangelo a raddoppiare sono le possibilità di riconciliarsi: porgere l'altra guancia, lasciare anche il mantello, fare due miglia, non volgere le spalle...

Non opporsi non vuol dire subire passivamente. Dal nostro atteggiamento, al contrario, l'altro è messo in questione, interpellato. L'altro ci importa molto, più che cercare semplicemente un nostro atteggiamento virtuoso. Aprendoci all'altro gli proponiamo un'ipotesi opposta a quella che l'ha portato a colpirci. Qui siamo nel mistero di Dio. Lui solo è così e si comporta in questo modo nei nostri confronti.

Dentro i rapporti umani si cela anche il mistero del Male. È da Gesù che si impara a combatterlo, non opponendosi e rifiutando la prova, ma accettandola e rovesciandola: "amate i vostri nemici e pregate per i vostri persecutori". Un comandamento forte e inaudito rispetto all'antica legge del taglione che autorizzava la vendetta misurandone solo la dose. Inaudito e mai visto è lui, il Signore, modello e immagine del Padre: muore in croce perdonando i suoi uccisori e glorificando il suo essere Figlio del Padre.

L'amore per i nemici inizia nella preghiera: pregate per i vostri persecutori. La preghiera dilata la carità lì dove è più difficile. La più grande sincerità di amore è chiedere a Dio benedizioni e grazie per il nemico. Questo vertice evangelico si comprende solo davanti all'esempio di Cristo e di quelli che sono suoi. La preghiera è la ricompensa che il nemico riceve in cambio del male che ha fatto.

Il termine della perfezione è il comportamento del Padre, un punto inarrivabile. Essere perfetti come il Padre e imitare Gesù è l'unica regola dell'agire cristiano. Papa Francesco, in una sua omelia a Santa Marta, proprio sulla difficoltà dell'amore ai nemici e chiedendosi come sia possibile perdonare ha detto: Io non so come si possa fare. Ma Gesù ci dice di guardare al Padre. Nostro Padre è Dio: fa sorgere il sole sui cattivi e sui buoni; fa piovere sui giusti e sugli ingiusti. È la strada che ha fatto Dio, la strada che ha fatto Gesù. Sarebbe bello se offrissimo la messa, il sacrificio di Gesù per loro che non ci amano. E anche per noi, perché il Signore ci insegni questa saggezza.Mons Angelo Sceppacerca23 febbraio 2014
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