Domenica 28 Febbraio | Commento al Vangelo

Catechesi di Avvento del Vescovo Claudio Palumbo

Su TLT Molise, durante questo periodo di Avvento, potrai seguire le catechesi del Vescovo Claudio ogni sabato sera alle 21.00, oppure in replica la domenica alle 14.30.

Commento al Vangelo

Domenica 28 Febbraio

Liturgia: Es 3, 1-8a.13-15; Sal 102; 1Cor 10, 1-6-12; Lc 13, 1-9Domenica 28 FebbraioIn quel tempo si presentarono alcuni a riferire a Gesù il fatto di quei Galilei, il cui sangue Pilato aveva fatto scorrere insieme a quello dei loro sacrifici. Prendendo la parola, Gesù disse loro: «Credete che quei Galilei fossero più peccatori di tutti i Galilei, per aver subìto tale sorte? No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo. O quelle diciotto persone, sulle quali crollò la torre di Sìloe e le uccise, credete che fossero più colpevoli di tutti gli abitanti di Gerusalemme? No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo». Diceva anche questa parabola: «Un tale aveva piantato un albero di fichi nella sua vigna e venne a cercarvi frutti, ma non ne trovò. Allora disse al vignaiolo: “Ecco, sono tre anni che vengo a cercare frutti su quest’albero, ma non ne trovo. Tàglialo dunque! Perché deve sfruttare il terreno?”. Ma quello gli rispose: “Padrone, lascialo ancora quest’anno, finché gli avrò zappato attorno e avrò messo il concime. Vedremo se porterà frutti per l’avvenire; se no, lo taglierai”».

Fatti di sangue (i galilei fatti uccidere da Pilato e i diciotto schiacciati dalla torre di Siloe) messi a confronto con l’esigenza di una vita trasformata, convertita a Lui. Le parole del Signore devono segnare un nuovo tratto di cammino determinato come lo è lui verso la Pasqua e verso il dono dello Spirito.

Va cambiato innanzitutto il pensiero; da qui il duro appellativo “ipocriti” per dire la colpevolezza del mancato discernimento e il tentativo di disconoscere l’indiscutibile spiegazione fornita da Gesù. Meglio non provarci nemmeno a giustificarci dinanzi al giudice: saremmo condannati perché colpevoli. Tutti abbiamo bisogno di convertirci.

Il fico senza frutti andrebbe tagliato. Meglio rivolgersi a Gesù e incrociare il suo sguardo: è Lui l’anno della misericordia perché tutti possiamo convertirci e salvarci. La sua opera Messia è l’evento supremo della misericordia di Dio nella storia. La conversione è anche modifica di comportamenti, ma prima è trasformazione del pensiero, una nuova interpretazione della vita.

Dalle tragedie alla prospettiva di una vita rinnovata. Nella pasqua del Signore è il volto nuovo della morte. Non più la morte come punizione. La morte è la morte. Tutti muoiono. Ma è qui la svolta pasquale della vittoria della vita sulla morte.
Nella parabola del fico sterile c'è un segreto supremo di misericordia. Il padrone è Dio si presenta con giusto giudizio. E il vignaiolo, Gesù, che deve tagliarlo, obietta e rinvia di un anno accompagnandoci con cura e premura fino al frutto. Anche la conversione è opera di Dio in Cristo!Mons Angelo Sceppacerca28 febbraio 2016
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