Domenica 24 novembre - Nostro Signore Gesù Cristo Re dell'Universo | Commento al Vangelo

Catechesi di Avvento del Vescovo Claudio Palumbo

Su TLT Molise, durante questo periodo di Avvento, potrai seguire le catechesi del Vescovo Claudio ogni sabato sera alle 21.00, oppure in replica la domenica alle 14.30.

Commento al Vangelo

Domenica 24 novembre - Nostro Signore Gesù Cristo Re dell'Universo

Liturgia: 2sam 5, 1-3; Sal 121; Col 1, 12-20; Lc 23, 35-43Domenica 24 novembre - Nostro Signore Gesù Cristo Re dell'Universo

In quel tempo, [dopo che ebbero crocifisso Gesù,] il popolo stava a vedere; i capi invece deridevano Gesù dicendo: «Ha salvato altri! Salvi se stesso, se è lui il Cristo di Dio, l'eletto».
Anche i soldati lo deridevano, gli si accostavano per porgergli dell'aceto e dicevano: «Se tu sei il re dei Giudei, salva te stesso». Sopra di lui c'era anche una scritta: «Costui è il re dei Giudei».
Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: «Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e noi!». L'altro invece lo rimproverava dicendo: «Non hai alcun timore di Dio, tu che sei condannato alla stessa pena? Noi, giustamente, perché riceviamo quello che abbiamo meritato per le nostre azioni; egli invece non ha fatto nulla di male».
E disse: «Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno». Gli rispose: «In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso».

E' atroce avere sotto il patibolo gente che ti schernisce con le stesse parole che Satana aveva usato nei suoi assalti: Se tu sei il Figlio di Dio, buttati dal pinnacolo del tempio e fatti salvare!". Ti crederanno, se ti salverai dalla morte! E capi e soldati ripetono: "Salvi se stesso, se è lui il Cristo di Dio, l'eletto!".

Sulla croce sembra finire tutto. Tutto sembra tornare come prima. Anzi, peggio di prima, perché il male sembra aver vinto ancora e le delusioni seguono le illusioni. Non è così. Gesù, morendo per noi, ha vinto e contemplarlo Crocifisso è vederlo Signore e Re, principio della nuova sapienza, amore senza limiti.

I due ladroni, uno a destra e uno a sinistra, riportano alla memoria la domanda della madre dei figli di Zebedeo. Sul calvario il paradosso mostra che quelli per cui il Padre ha preparato i due posti accanto a Gesù sono due malfattori. Se li occupano loro, allora chiunque può stare accanto al Re che, prima di morire e prima di ogni cosa, ordina al Padre il perdono.

Il titulum inciso sulla croce è cosa seria. Il 'titolo' sulla croce è la famosa sigla "INRI", l'acronimo latino per "Iesus Nazarenus Rex Iudaeorum" (Gesù il Nazareno, il re dei Giudei). Ma l'iscrizione era anche in ebraico e i capi dei sacerdoti volevano che Pilato la modificasse. Perché? Come per il latino l'acronimo è "INRI", per l'ebraico è "יהוה", "YHWH". Gli ebrei vedevano inciso, sopra la testa dell'uomo messo a morte per aver affermato di essere il Figlio di Dio, il nome di Dio, il Tetragramma impronunciabile!

La signoria di Gesù è quella dell'amore, la sua debolezza è la forza di Dio. Bestemmia è non riconoscere un amore che si mostra, in croce, tutto svelato. Uno dei criminali a fianco del Signore lo intuisce ed entra in paradiso; l'altro è accecato e dispera. Il "buon ladrone" sente la vicinanza di Dio alla sua maledizione e si salva. È significativo che il ladrone in croce è l'unico che chiama Gesù per nome. Gesù: Dio salva. Muore a braccia aperte perché nessuno potesse sentirsi abbandonato. Gesù è l'Emmanuele, il paradiso di Dio in mezzo a noi.

La grande preghiera di Gesù al Padre per i peccatori: "Padre perdona loro perché non sanno quello che fanno" dice tutta la misericordia di Dio. Sarà la stessa preghiera di quelli di Cristo, a cominciare dal diacono Stefano, primo martire.

Attorno alla croce ci sono molte persone: malfattori, popolo, capi, soldati... sono Gentili e Giudei. In realtà c'è tutta l'umanità, fin dal primo uomo. Golgota, vuol dire cranio. E lì - si pensa - sia stato sepolto il primo uomo, Adamo, ad aver perso il paradiso.

Mons Angelo Sceppacerca24 novembre 2019
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