Domenica 2 agosto | Commento al Vangelo

Commento al Vangelo

Domenica 2 agosto

Liturgia: Is 55, 1-3; Sal 144; Rm 8, 35.37-39; Mt 14, 13-21Domenica 2 agosto

In quel tempo, avendo udito [della morte di Giovanni Battista], Gesù partì di là su una barca e si ritirò in un luogo deserto, in disparte.
Ma le folle, avendolo saputo, lo seguirono a piedi dalle città. Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, sentì compassione per loro e guarì i loro malati.
Sul far della sera, gli si avvicinarono i discepoli e gli dissero: «Il luogo è deserto ed è ormai tardi; congeda la folla perché vada nei villaggi a comprarsi da mangiare». Ma Gesù disse loro: «Non occorre che vadano; voi stessi date loro da mangiare». Gli risposero: «Qui non abbiamo altro che cinque pani e due pesci!». Ed egli disse: «Portatemeli qui».
E, dopo aver ordinato alla folla di sedersi sull'erba, prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò la benedizione, spezzò i pani e li diede ai discepoli, e i discepoli alla folla.
Tutti mangiarono a sazietà, e portarono via i pezzi avanzati: dodici ceste piene. Quelli che avevano mangiato erano circa cinquemila uomini, senza contare le donne e i bambini.

È un banchetto, collegato al precedente che si era svolto nel palazzo della corte di Erode ed era terminato con la morte del profeta. Questo di Gesù è nel deserto e termina con l'abbondanza della vita e con la folla che si sazia da avanzarne dodici ceste. Il banchetto di Erode divide ed uccide; quello di Gesù, nella condivisione del pane, unisce e fa vivere, sfama il suo popolo.

Gesù è più di Mosè (la manna), più di Eliseo (sfamò cento persone con venti pani). Gesù è al centro della comunità ed è evidente il significato eucaristico, il legame con l'ultima cena quando Gesù dà se stesso come pane. Tre quadri: Gesù con la folla, misericordioso e compassionevole; il dialogo con i discepoli; Gesù prende, benedice, spezza e fa distribuire.

Dinanzi alle folle Gesù prova compassione; di fronte alla miseria ha misericordia, gli si smuove l'intimo, il profondo della persona (letteralmente: le viscere). L'azione di Gesù non è di potenza, ma di com-passione, di sim-patia, fino a ridursi all'impotenza della croce. Sembra di vedere quei Cristi bizantini, magrissimi, scarnificati, ma con le pance rilevanti, piene di viscere di misericordia. Nella compassione per le folle è adombrata la sua stessa passione.

Cinque pani e due pesci. E' poco, ma è il margine in cui Dio entra per operare il segno imprevedibile e nuovo. Su questo poco si fonda tutto il vangelo, capace di sconfiggere tutto il comprare e il vendere della città degli uomini. Alla legge del possedere si contrappone quella del dare, di chi ha poco e da tutto. E Gesù chiede che il poco gli venga portato, desidera la nostra collaborazione. Il vero miracolo non è sommare, moltiplicare, ma dividere, con-dividere.

È come una liturgia; c'è la memoria della manna nel deserto e il legame con le parole di Gesù che istituisce l'Eucaristia. Anche il miracolo è del tutto gratuito ed eccede la stretta necessità. Alla notizia della morte di Giovanni Gesù decide di ritirarsi nel deserto, dove spontaneamente si convoca, a piedi, una grande folla di poveri. Al violento banchetto di Erode fa seguito una mensa che sfama i poveri; là si uccideva, qui si sostiene la vita.

Le parole dei discepoli dicono che la folla potrebbe andare a comperare il cibo, ma Gesù insiste che siano loro a dare da mangiare. Questa mensa è gratuita e le parole sono quelle dell'ultima Cena: prese, pronunziò la benedizione, spezzò, diede. Gesù fa il miracolo non moltiplicando, ma "spezzando", condividendo. Il raccogliersi della folla provoca la compassione di Gesù e la sua azione risana un popolo di malati. È molto più che un semplice sfamare; è una festa di perdono, di misericordia e di accoglienza. È una Messa.

Liturgici sono anche i gesti: il comando di sedersi, la benedizione e la frazione dei pani e dei pesci con lo sguardo al cielo, la distribuzione del cibo tramite i discepoli. Restano perfino dodici ceste - il numero degli apostoli e delle tribù del popolo di Dio - di pezzi avanzati. Dopo la sproporzione tra la molta gente e il poco cibo, viene quella tra la folla e l'avanzo dei pezzi: dodici ceste piene, una per ogni apostolo che porterà il pane del Vangelo fino ai confini della terra.

Colpisce la compassione del cuore di Gesù. Allontanatosi addolorato per la morte di Giovanni, torna col cuore gonfio di tenerezza. Dalla compassione divina per il suo popolo sgorga l'attività terapeutica di Gesù. Non sono insegnamenti. Semplicemente si piega sui poveri.

Mons Angelo Sceppacerca2 agosto 2020
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