Sedici ottobre, giorno importante per la storia, o meglio per imparare dalla storia | Diocesi di Trivento

Riflessioni

Sedici ottobre, giorno importante per la storia, o meglio per imparare dalla storia

La storia ci ricorda tanti fatti accaduti in questa data, voglio memorizzarne tre:
nel 1396 l’arcivescovo Antonio da Saluzzo costituisce a Milano la “Veneranda Fabbrica del Duomo”; nel 1943 viene inaugurata la metropolitana di Chicago; nel 1978 si ha la fumata bianca che annuncia in Vaticano l’elezione di papa Wojtyla.

In ogni comunità in questo periodo si (ri)comincia alacremente l’attività pastorale.

Ma tutto ciò è un punto di arrivo o un punto di partenza?

Quando sono allo stadio riesco a distinguere chiaramente i blocchi di partenza dal filo di lana che costituisce il nastro del traguardo, ma quante comunità restano inchiodate sulla linea di partenza e si lamentano perché non arrivano i frutti sperati? Non sarebbe il caso di chiedersi perché qualcuno non parte mai e qualche altro parte sempre con il freno a mano tirato e non vogliamo imparare a spenderci per gli altri partendo e imitando la saggia esperienza di chi lavora la terra?

In questo momento il bravo contadino, tutto preso dalla vendemmia e, tra poco, dal raccolto delle olive, già sta arando la terra e si prepara a seminare: raccoglie e semina, quindi, senza soluzione di continuità, senza scoraggiarsi se l’annata è stata secca, scarsa e infida. Egli lavora e spera, suda e confida nella Provvidenza, con perseverante alacrità, senza lasciarsi abbattere dalle contingenze transitorie.

Torniamo allora alla storia: chi ha cominciato a progettare il Duomo non lo ha visto realizzato, eppure si è impegnato seriamente per quel progetto. Una metropolitana scorre sotto terra, non si vede, ma trasporta ora per ora miglia di persone. Quando in piazza San Pietro fu annunciata l’elezione di papa Giovanni Paolo II, i giornalisti sottolinearono, con un pizzico di delusione: un papa straniero dopo oltre cinquecento anni, chissà se…

Invece non c’è stato papa che abbia girato in lungo e in largo la nostra Italia, che abbia saputo parlare così bene al cuore degli italiani e che a noi Triventini gridò con convinzione profetica “Non arrendetevi di fronte ai gravi problemi del momento, non rinunciate a progettare il vostro futuro”, proprio subito dopo che con estrema umiltà e semplicità, al di fuori di ogni schema protocollare, aveva improvvisato “Valeva la pena venire qui, dove si comprende meglio il mistero dell’Incarnazione”.

Impegniamoci tutti nel settore della pastorale, confidando nelle parole del vangelo di nostro Signore che esalta l’umiltà rigenerante del seme e la turgida forza del lievito, anche se i nostri sforzi sembrano oscuri e sotterranei, perché certamente la grazia del Signore saprà renderli fecondi e produttivi.

Don Mimì Fazioli<di don Mimì FazioliTrivento (CB), 16 ottobre 2007

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