Pablo Neruda ha scritto: “Potranno tagliare tutti i fiori, ma non fermeranno mai la primavera” | Diocesi di Trivento

Riflessioni

Pablo Neruda ha scritto: “Potranno tagliare tutti i fiori, ma non fermeranno mai la primavera”

A Campobasso, domenica scorsa, si raccoglievano le firme per dare da mangiare ai cani randagi, a Milano c’è chi raccoglie, in piazza Duomo, bottiglie d’acqua per Eluana.

Segni contraddittori di una società disturbata o facce diverse di una stessa medaglia: dare agli animali quel che è per gli animali e dare alle persone quello che spetta alle persone?

Il caso Eluana sta occupando la cronaca di questi giorni, le pagine diquasi tutti i giornali. Eluana Englaro è una ragazza di 38 anni che giace daquasi 17 anni in un letto di ospedale, praticamente esanime, in una condizione di coma vegetativo, a seguito di un pauroso incidente che ebbe, purtroppo, poco più che ventenne. Da allora, soprattutto per accondiscendere ad un desiderio espresso dalla medesima ragazza che avrebbe manifestata la volontà di non essere ridotta a una "larva" o a un "caso" scientifico-mediatico, suo padre, Beppe Englaro, si sta battendo strenuamente perché sia lasciata morire e prosegue nella sua lotta affinché sia autorizzato a rifiutare l'alimentazione artificiale alla figlia, cosa che serve, secondo lui, solo a prolungarne la agonia.

Il caso è ora tornato alla ribalta dopo la decisione deigiudici della Corte d'appello civile di Milano di autorizzare lo stop all'alimentazione forzata. Decisione che ha provocato dibattito e polemiche,fino alla recente decisione della Corte Costituzionale che ha dichiarato inammissibili i ricorsi di Camera e Senato per l'annullamento delle sentenze della Corte di Cassazione e della Corte di Appello di Milano sull'interruzione del trattamento che tiene in vita la donna.

Sulla spinosa questione sono scesi in campo anche i cardinali Bagnasco,Ruini e Barragan, insieme a tanti altri esponenti laici e cattolici. Il cardinale Barragan, presidente del Pontificio Consiglio per la Salute, per esempio, ha affermato che sospendere l’idratazione e l’alimentazione in un paziente in stato vegetativo è “una mostruosità disumana e un assassinio”. Il cardinal Ruini ha poi precisato: "C'è il rischio che decisioni come questa spingano verso una concezione dell'uomo considerato come un oggetto”. Inaltre parole Sua Eminenza Barragan, proprio perché si rende conto del male che deriverebbe dal un comportamento rinunciatario, ha voluto ricordare a se stesso e agli altri cosa sia la carità cristiana, quanto sia misericordioso l’impedire dignitosamente che un essere umano possa morire abbandonato a se stesso e che è un gesto sovrumano quello di nutrire un corpo anche se apparentemente è privo divita cerebrale. Questo perché un cardinale ha tanti titoli per esprimersi su unaquestione come questa: in quanto rappresentante religioso, egli può esprimersi su ogni questione etico-scientifica e, in quanto libero cittadino, ha ben diritto di commentare la sentenza di un magistrato.

La sua affermazione è ricca di valori sotto ogni punto divista, benché vi siano tanti tentativi contrari di disinformazione, a dir poco indecenti e pericolosi, che vanno nel senso del disprezzo più totale della dignità umana, questi sì che sono carichi di tanto cinismo, sia pur mascheratodi velato e pietistico moralismo, perché vogliono imporre una falsa etica.

Posso io, uomo qualunque della strada, annegare la mia anima nella marea dell’indifferenza, adagiato sugli aspri scogli dell’apatia, che è capace solo dispegnere ogni speranza di riscatto e di solidarietà, mentre le stelle mute osservano pietose il tormento dei malati?

Posso lasciarmi immergere in un mare di parole che mi rincorre come l'impeto della risacca e sentire, portate dal vento, le voci angosciose che sussurrano l’attesa di una solitudine tutta da vincere e debellare?

Come non ripensare alle parole di Gesù quando dice che l'uomo non è padrone neanche di uno solo dei capelli che porta in testa? Come non essere d'accordo con chi difende la vita, proprio come ha detto Bagnasco: "Ribadisco la nostra partecipazione affettuosa alla sofferenza della famiglia ma anche il valore assoluto della vita umana che non puo' essere a disposizione nostra o di altri”?

Forse non tutti hanno letto la bella lettera che Celentano ha scritto al padre di Eluana, questi a un certo punto dice: ”… pur comprendendo il suo stato d'animo,signor Englaro, mi auguro che le bottiglie d'acqua in piazza del Duomo aumentino. Aumentino per far aumentare il dubbio. Il dubbio in coloro checredono di non avere dubbi e quindi di scartare a priori la possibilità di un'altra vita oltre quella terrena. Una vita diversa dove non ci sono bugie e incidenti, ma solo gioco e Amore.... Forse nei luoghi dove si trova ora non soffre e magari già intravede le meraviglie del cielo?... E se, contrariamente all'apparenza, si trovasse invece in uno stato di grande serenità, in attesa del trionfale ingresso nella vita celeste? O forse, chissà, di un ritorno a questa,di vita?... Si dice che la fede è un dono. Perché solo attraverso la fede succedono le cose più grandiose, e io dirò una preghiera per lei”.

Don Mimì Fazioli

di don Mimì FazioliTrivento (CB), 17 novembre 2008

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