Messaggio dei Vescovi del Molise in occasione del santo Natale 2010 | News

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Messaggio dei Vescovi del Molise in occasione del santo Natale 2010

Messaggio dei Vescovi del Molise in occasione del santo Natale 2010

Carissimi fratelli e sorelle,
il Natale è sempre un momento di grazia, benedizione e forte riflessione per tutti. Anche noi, Vescovi del Molise, riuniti, in pre­ghiera intensa e riflessione ponderata, ai piedi di Maria Addolorata di Castelpetroso, abbiamo rivolto uno sguardo di chiarezza e speranza alla nostra terra con cuore di padri e pastori o, meglio ancora, di sentinelle che vigilano con cuore pronto, sanno risvegliare con voce profetica e indicano luci di speranza, intravedendo negli eventi, precisi sentieri di conversione sociale alla luce della grande domanda di Isaia: "sentinella, quanto resta della notte?" (Is 21, 11).
Seguendo il cammino della stella dei Magi, dividiamo il testo in tre parti: la stella che appare, cioè la forza dell’annuncio; la stella che scompare, nel dramma dei nostri peccati sociali e la stella che riappare, per nuovi sentieri di solidarietà da costruire insieme.

LA STELLA CHE GUIDA I MAGI
È il grande compito di ogni pastore, eco della voce del nostro Signore Gesù. Il Natale ci permette di risentire la voce di chi ne ha preparato l'arrivo.
Da Isaia l'immagine del germoglio che rinasce dall'albero caduto; un germoglio di giustizia e di verità ma anche l’invito a raddrizzare i nostri sentieri operando la riconciliazione tra il lupo e l'agnello. Immagini perenni, che in Cristo trovano compimento.
"Dare una tunica a chi non ne ha e chi ha da mangiare, faccia altrettanto" è l’invito di Giovanni Battista in Luca 3,11 che, in Matteo 11, 4-5, indica la strada dei "segni" eloquenti: "i ciechi che ricuperano la vista, gli storpi che camminano, i lebbrosi guariti, i sordi che odono, i morti che risuscitano, nella gioia dei poveri che ascoltano la buona novella!".
Lo sguardo poi a Maria di Nazareth che ci offre un modello di accoglienza e dono nella santità del lavoro di Nazareth e nella bottega di quel piccolo centro, con Giuseppe. “Una famiglia che si fa scuola di amore, di profondità nelle relazioni domestiche e di santità nel lavoro”, come ci disse Papa Paolo VI.
La crisi che attraversiamo, prima di essere crisi economica, seria, pungente, drammatica e per nulla superata, è soprattutto etica. Ci chiede perciò una grande chiarezza interiore, uno stile di vera e quotidiana solidarietà. La coperta è corta, è vero, ma guai a noi se la riduciamo ancora nell'egoismo e nella difesa degli interessi corporativi e ci facciamo prendere da un crescente senso di paura! Dobbiamo affrontare tutto come ci insegna il Natale: un Dio che in Gesù si fa vicino, fragile, umano: "ha pensato con mente d'uomo, ha agito con volontà d'uomo, ha amato con cuore d'uomo ed ha lavorato con mani d'uomo". (Gaudium et Spes, n. 21).
Questo è Gesù. Questo è il Natale che celebriamo.

LA STELLA CHE SCOMPARE
Alla luce di questo stile di Gesù, anche noi, come Chiese del Molise, con voce unanime che sgorga dall’unità che viviamo tra noi come Vescovi e Preti, ci pare necessario alzare il dito di verità davanti a precisi peccati sociali che sono come la stella che scompare. Non ci è piaciuta la legge regionale n. 135 che regola l’apertura dei negozi per 32 domeniche annue con la possibilità di estendere tale apertura ad altre ancora. Si rischia di arrivare ad una quarantina di domeniche su cinquantadue annue. Cosa resterà della bellezza e della santità del Giorno del Signore che è anche il giorno dell'Uomo? La domenica è pensata per il cuore, per le rela­zioni fraterne e familiari, per il riposo che si fa gioia di condividere in fraternità i doni gratuiti di Dio.
Ci dice il Vangelo d'avvento: "mangiavano e bevevano, compravano e vendevano... e non si accorsero di nulla!" (Luca 17, 28). Qui, in questo provvedimento, rischiamo di perdere la bellezza della famiglia per la miopia di una legge troppo preoccupata del presente e poco attenta ad una saggia lun­gimiranza per il bene vero delle nostre terre. Così chiediamo di riflettere sulle facili concessioni date ai Centri commerciali, che rischiano di avere una ricaduta negativa sul tessuto socio-economico della Regione. I paesi interni si stanno impoverendo sempre più e rischiano di estinguersi a livello demografico. Lo stesso dicasi dei centri storici cittadini. È la morte di piccoli e non si dica che è inevitabile!
Una saggia politica deve indirizzare e guidare e non adeguarsi. II tessuto del Molise è sano ma è anche fragile. Va capito, sostenuto e rinforzato, non penalizzato.
Certo, chiediamo anche ai cristiani che praticano la Chiesa di essere saggi, per primi, nell'uso della domenica che non è il tempo delle spese, ma lo spazio per la preghiera, per la visita ai malati, per la gioia,, per il tempo dato ai figli in gratuità e serenità. Il disordine morale che viola la domenica, impoverisce le famiglie, rende sterile l'ambiente ed uc­cide la nostra dignità!

LA STELLA CHE RIAPPARE
Il terzo passaggio di questo percorso verso il Natale, sulla scia dei Magi, è attuare una serie di segni poitivi che ridiano reale speranza al Molise. E’ la stella che riappare ai Magi, fonte di immensa gioia, perché crediamo nelle potenzialità della nostra terra e nelle risorse che ci alimentano.
Crisi occupazionale. Siamo preoccupati della crescente povertà di molti paesi dove la crisi si fa sentire. Puntiamo a quanto di buono abbiamo; puntiamo ai centri di eccellenza, alle nicchie di lavoro sano e fecondo, alle iniziative imprenditoriali coraggiose, ai giovani che si stanno specializzando con serietà e competenza, questo ci rallegra e ci conforta per progettare un futuro.
Ma proprio dentro il tema del lavoro, diventa necessario denunciare chi viene in Molise attratto da facilitazioni economiche e non resta fedele a questa terra che lo ha accolto con amore. Assistiamo ad investimenti speculativi di avventurieri che giungono da fuori Regione e investono solo perché attratti ma poi, alla prima difficoltà lasciano e ci impoveriscono. Siamo perciò vicini e ringraziamo tutti gli imprenditori locali e chi è venuto da fuori e resta in zona poiché vanno sostenuti, ammirati e confortati con fedeltà e qualità.
A chi vive il dramma della crisi, con pungente amarezza sul futuro della famiglia esprimiamo la nostra solidale vicinanza, offrendo quegli strumenti di so­lidarietà, anche economica, come il microcredito, che può alleviare, per quanto possibile, questo dolore.
Ai giovani. A coloro che stanno vivendo la precarietà in modo diffuso siamo particolarmente vicini. Per loro pensieri di esortazione a non arrendersi ma ad impegnarsi nella preparazione con grande qualità professionale. Non scelgano mai la strada della violenza, ma quella di un impegno preciso per il bene comune. Chiediamo però anche alle istituzioni e al governo una crescente consapevolezza e vicinanza ai drammi reali dei nostri giovani. Vanno capiti e non temuti, inseriti e non esclusi dal mercato del lavoro. Ai giovani molisani offriamo la possibilità, con l’aiuto delle diocesi nella fase iniziale, di investire, anche attraverso il progetto Policoro. Siamo lieti di riaccogliere coloro che, per scelta, vivono momenti formativi fuori regione. Tornino, con precisi indirizzi di investimento, specie nello stile della cooperazione.
Al mondo sindacale. Siate voce di tutta la realtà del mondo del lavoro. A voi suggeriamo di avere una prospettiva più vasta e lungimirante che spazi oltre i singoli settori, specie dei giovani alla ricerca di un’occupazione, con gratitudine speciale ai vari “tavoli di concertazione” che stanno sorgendo in regione, a vari livelli. La crisi può diventare occasione per una comune riflessione sul futuro della nostra terra: su quale modello di sviluppo pensiamo di puntare? E’ un impegno necessario, anche se lungo e arduo. Il Molise, per la sua collocazione, può farsi pre­ziosa cerniera tra il Sud ed il Nord cioè spazio di buone pratiche, dentro un tessuto sociale positivo.
Si guardi con cura al territorio, alla difesa dell'ambiente, alla cura delle risorse agricole tipiche, ad un saggio uso dei rifiuti perché siano risorse, ai comuni in­terni che possono essere rivitalizzati da un'intelligente accoglienza degli immigrati, all'uso pubblico dell’acqua. No quindi all'eolico selvaggio, alle centrali atomiche, al fotovoltaico sparso nei campi fertili. invece alle energie alternative ben collocate e ben disposte!
Raccogliamo la voce che dal basso sta crescendo. Raccogliamo la voce che sussurra dalle tante organizzazioni di base che diventano un forte monito per la democrazia, nella ricerca del bene Comune.  Il Natale rafforzi ogni germoglio di bene, fermi il male e ci dia la gioia di percorrere sentieri uniti e belli, per poter anche noi, sulla scia dei Magi, giungere ad adorare il Bambino Gesù, offrendo con gioia i nostri doni.

I Vescovi del Molise, GianCarlo, Salvatore, GianFranco e DomenicoUfficio comunicazioni sociali – TriventoCastelpetroso (IS), 22 dicembre 2010

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