Venerdì Santo in Cattedrale | Diocesi di Trivento

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Venerdì Santo in Cattedrale

Venerdì Santo in Cattedrale

Il venerdì santo non è considerato dalla Liturgia un giorno di lutto e di pianto, ma un giorno di amorosa contemplazione del sacrificio di Gesù.
L'elemento fondamentale e universale della Liturgia di questo giorno è la proclamazione della Parola: possibilmente celebrata alle tre pomeridiane, ora della morte di Gesù, in cui viene letta la Passione secondo Giovanni.

Dalla contemplazione del mistero, fondata sulla Liturgia della Parola nel tempo si è passati ad una specie rappresentazione visiva che si è sviluppata nella devozione popolare: la via crucis.
Dopo le letture e l'omelia la Liturgia della Parola si conclude con la solenne preghiera dei fedeli.

Con questa solenne preghiera tutta la famiglia di Dio e tutta l'umanità è come portata ai piedi della Croce sulla quale Cristo muore per tutti.
A questo punto del rito abbiamo la presentazione e adorazione della Croce in cui la Chiesa innalza il segno della vittoria del Signore.

Si termina con la Comunione; non si celebra l'Eucaristia quindi l'altare è interamente spoglio senza croce, senza candelieri e senza tovaglie.

Il venerdì santo è giorno di digiuno, da protrarsi possibilmente anche al sabato santo, come segno esteriore di partecipazione interiore al Sacrificio di Cristo


Programma del Venerdi Santo in Cattedrale
Ore 17:00 - SOLENNE CELEBRAZIONE DELLA PASSIONE DEL SIGNORE.
A seguire: PROCESSIONE DI CRISTO MORTO E DELL'ADDOLORATA

Preghiera del figlio prodigo
Mi sono perso, lo so...Cercavo il sole ed ho inseguito la luna... inutilmente!
Volevo volare fra le nuvole e mi sono perso nella nebbia...
I miei sogni erano mari limpidi ad ho affondato i miei piedi in una pozza di fango...
Che cosa ho fatto della mia vita?... che cosa?
Ho innalzato altari agli dei illusori, immolando ciò che mio padre voleva solo proteggere.
Ho confuso i vizi con le virtù. Eppure la mia era solo voglia di vivere al meglio...
voglia di vivere ciò che il mondo aveva d'offrirmi...
Volevo solo non sprecare un attimo della mia esistenza, arricchendola con ciò che mi circondava.
E cosa ho ottenuto?... solo fame e disperazione!
Anche i domestici di mio padre stanno meglio di me... godono, come suoi amici,
di ciò che io non posso più avere... perché ho perso tutto,
per colpa della mia cecità... ho perso tutto...
Anzi mi sono perso...
Io che volevo perdermi nella vita ho perso proprio questa.
Io che volevo lottare per conquistarla l'ho lascia sfuggire. Non riesco a crederci...
La mia meta era la conquista del mondo e sono stato sconfitto da me stesso.
Chissà... chissà se nella mia vecchia casa c'è ancora un posto per me,
se il mio vecchio padre è ancora disposto ad accogliermi.
Non chiedo nulla, perché tutto ho rifiutato... ho peccato contro il cielo e contro mio padre.
L'ho sempre sfidato con i pugni chiusi.
Tornerò, sì... tornerò da lui, ma come uomo nuovo...
col capo chino mi presenterò a quel padre che non ho voluto comprendere e sarò servo,
sì, servo di chi ha sempre cercato d'illuminare il mio cammino,
di saziare la mia fame, di guidare le mie scelte...
Padre, sto tornando!

Scarica il programma dettagliato della Settimana Santa

Ufficio comunicazioni sociali - Trivento19 aprile 2011

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