Le parole di Cesidio Delle Donne in occasione della riapertura della Chiesa della Vergine del Carmelo in Sant’Angelo del Pesco | Diocesi di Trivento

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Le parole di Cesidio Delle Donne in occasione della riapertura della Chiesa della Vergine del Carmelo in Sant’Angelo del Pesco

Le parole di Cesidio Delle Donne in occasione della riapertura della Chiesa della Vergine del Carmelo in Sant’Angelo del Pesco

Ricordando Don Vincenzo, che spesso lo diceva, dico anch'io: non mi posso dilungare e quindi sarò breve

Signori presenti,
l'esistenza di questa cappella si fa risalire al 1550. Era piccola e lontana dall'abitato urbano.
L'assetto architettonico dell'edificio attuale è stato raggiunto con molti interventi e diversi lavori.
Intorno al 1820, la cappella, fu allungata, venne realizzata la cupola e elevata la navata centrale.

I lavori di ampliamento con la realizzazione delle due navate laterali sono successivi. Nel 1838 avvenne la sistemazione del pavimento e forse si arrivò alla fine dei principali lavori la cappella è stata costruita, con pietre portate dalla campagna, da valenti maestri muratori e capaci manovali, tutti locali, che lavoravano con molta passione e devozione.Nelle fondamenta venne “adagiato” un piatto di grano. Il campanile è stato terminato nel 1930.

Il 20 luglio 1845 la cappella fu chiusa dal Vescovo perché non aveva nessun arredo e paramento sacro. In pratica era “povera”. L'Abate, il 20 luglio 1847 insiste per farla riaprire con la speranza di arricchirla di tutto quello che serve, con le offerte dei fedeli, senza implorare il soccorso delle superiori Autorità.
Il 30 dicembre 1848 sei Sacerdoti che erano di Sant'Angelo e 61 cittadini, che presumo capi-famiglia, diedero vita alla Confraternita della Santissima Vergine del Carmine. Il Decreto fu firmato il 10 ottobre 1849 da Ferdinando secondo.
Nonostante questo sodalizio, la cappella rimase chiusa, e per questo, qualche statua e il quadro della Madonna si trovavano alla chiesa madre di San Michele, sul colle della Lama, il 3 giugno 1862, quando un fulmine provocò l'incendio che distrusse parte della chiesa e il quadro.
Il nuovo Quadro, che ammiriamo sull'altare, datato 1863, è stato fatto dal pittore Biagio Molinaro, nativo di Trani e operante in Napoli. Si vuole che da Castel di Sangro sia stato trasportato a spalla da 40 uomini che si alternavano. Il 23 agosto 1863, in ritardo sul 15 agosto, arrivò a Sant'Angelo e fu una festa memorabile.
Aboliti gli statuti approvati dal Borbone, il 1° giugno 1927 si stabilirono nuove regole per la vita del Pio Sodalizio.
Va ricordato che laConfraternita è stata “custode” vigile e attiva per la normale e straordinaria manutenzione e per le necessità logistiche-economiche della cappella. Qui vanno ricordati e ringraziati tutti quelli che, in vario modo, hanno operato e le cui anime aleggiano qui dentro. Vanno anche ringraziati tutti quelli che nel recente passato e fino a questa mattina si sono adoperati con devozione per sistemare la chiesa.
Oggi la Confraternita NON ESISTE più. Il 10 settembre 2003 fu decretata la sua estinzione. A fine anno cadrà in disuso anche il registro degli iscritti alla Congrega mentre, speriamo, un valido Consiglio Pastorale provvederà ai problemi logistici delle due chiese.

Non va dimenticato che, nel furore della guerra,dal novembre 1943, a maggio 1945 la cappella fu: Materno rifugio ai figli esuli dalle case distrutte, perché unico edificio in piedi che, ancora nel 1947 ospitava l'asilo infantile. Questo fatto ha legato ancora di più la cappella al popolo. Tanto è vero che tutti i lavori, ordinari e straordinari, realizzati nei vari periodi, fino al 2002, sono stati sempre e solo a carico dei cittadini.

La scossa sismica che ha colpito il Molise nel 2002, rese NON AGIBILE questa cappella. Essa venne chiusa. Si è rischiata la sua distruzione. Abbiamo temuto di perderla.

Per grazia di Dio e della Madonna, il governo della regione Molise, messo al corrente delle problematiche legate alla cappella, prese a cuore il problema e, nel 2005, dispose un primo finanziamento, gestito dal Comune, per il riattamento della” Chiesa della Madonna del Carmine”. Durante i primi lavori, documentati con foto e realizzati dalla ditta Cesare FALCIONE, venne fuori che, per dare una vera solidità alla cappella, si dovevano effettuare altri lavori atti al miglioramento sismico e recupero della Chiesa.I lavori successivi, gestiti dall'ufficio edilizia di culto della Curia di Trivento, senza sentire la ditta Falcione, furono affidati, alla ditta EDILGEN amministrata dal geom. Nicola FRANCHI.

La disponibilità del presidente Iorio, alla comprensione del problema, ha fatto sì ché i finanziamenti sono stati copiosi, assai. Il presidente ha firmato delibere per un totale di 385.000,00 euro che rapportati in lire sono 745 milioni 463 mila 950 lire. A questa cifra vanno sommati 19.500,00 euro, cioè 37 milioni 757 mila 265 lire che era la somma disponibile, il 24 marzo 2005, dalla confraternita per cui il totale porta alla somma di 404 mila e 500 euro cioè 783 milioni 221 mila 215 lire che non sono tutti perché va aggiunta una somma disposta dalla Curia per terminare i lavori e alcune spese fatte dal parroco Don Nicola per realizzare l'impianto di amplificazione ecc.

Dopo questa cerimonia e dopo le messe delle prossime domeniche sarà distribuito un opuscolo, che comunque potrà essere sempre richiesto. Nell'opuscolo vi è la cronistoria degli eventi e la descrizione dei lavori realizzati. Vi troverete il nome del pittore, finora sconosciuto, la lettura dell'opera-quadro, fatta dal Prof. Carmelo Sassi, un panegirico tenuto da Don Vincenzo, in lode della Madonna e in ultima pagina i ringraziamenti a tutti quelli che in vario modo hanno lavorato per la riapertura della chiesa.

Ecc.za Scotti, Lei ha avuto l'opportunità di verificare l'attaccamento e la devozione dei Santangiolesi a questa cappella che è stata da sempre Chiesa Coadiutoria della parrocchia di San Michele. Mentre tutti La ringraziamo per l'apporto dato alla realizzazione dei lavori, che ci hanno reso una gioiosa emozione, vogliamo accendere nei nostri cuori una fiammella di speranza.

Eccellenza, la nostra comunità parrocchiale, una volta insignita anche del glorioso titolo di Abbazia, orgogliosa del suo passato, spera –senza rassegnazione- di iniziare un percorso per poter chiamare questa cappella con un titolo superiore senza escludere quello di SANTUARIO.

A questo punto bisogna solo riconoscere, per quello che è già stato, per i Fatti Fatti, che il Governo regionale, specie nella persona del Sen Angelo Michele Iorio ha salvato la nostra cappella e dimostrato come viene fatta la conservazione e valorizzazione dei beni storico-artistico-culturali di edilizia di culto della Regione che, come nel caso della nostra cappella, recupera tutte le entità e il rapporto passato-futuro.
Grazie a tutti per la presenza.

Cesidio Delle DonneSant'Angelo del Pesco (IS), 17 ottobre 2011

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