Consegna del Crocifisso a don Antonio Mascia che, per la seconda volta, partirà come missionario “fidei donum” nel Camerun | Diocesi di Trivento

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Consegna del Crocifisso a don Antonio Mascia che, per la seconda volta, partirà come missionario “fidei donum” nel Camerun

Consegna del Crocifisso a don Antonio Mascia che, per la seconda volta, partirà come missionario “fidei donum” nel Camerun Domenica 19 febbraio ci sarà una solenne celebrazione nella chiesa di Maria Santissima di Costantinopoli in Agnone: mons. Scotti consegnerà, nel pomeriggio, il Crocifisso a don Antonio Mascia che, per la seconda volta, partirà come missionario "fidei donum" nel Camerun.

Don Antonio Mascia, nativo di Chiauci, ha al suo attivo una lunga serie di esperienze pastorali: parroco di Chiauci e poi di Torella del Sannio, rettore del Seminario diocesano di Trivento, parroco di Frosolone, missionario in Camerun, parroco di Civitanova, parroco in Agnone e direttore dell'Ufficio diocesano Missionario.

Nonostante tutto questo e in più godendo della grande stima del vescovo e dei confratelli, non si ritrova appagato, ma ha sentito di nuovo, forte e prorompente, la febbre e la voce dell'Africa.

Da molto tempo don Antonio ha manifestato il desiderio di rivivere l'esperienza prolungata di missione, una scelta maturata nella preghiera e nella meditazione. Con gli amici più stretti ha cercato di esprimere efficacemente le motivazioni più profonde che lo hanno portato a questo punto della sua vita: il sentire fortemente le emozioni o i sentimenti per ideali che si sentono crescere dentro fin da piccoli e che, da sogni di gioventù, diventano poi scelte di vita concrete. Dentro di lui c'è sempre stata una domanda che ha riecheggiato tutti i giorni e l'unica risposta veritiera che è emersa da tutti i suoi buoni propositi è stata la presa di coscienza che questa grande chiamata è da parte di Dio, con la completa fiducia in Lui, e con il desiderio di rendersi utile aiutando i più deboli, che proprio perché lontani molti non vedono, ma il suo grande senso di solidarietà glieli fa sentire prepotentemente vicini.

Don Antonio partirà come sacerdote "fidei donum" nelle prossime settimane con destinazione Fonjumetaw, nel Camerun, lavorerà in equipe con altri sacerdoti e laici. E che non si parli di semplice infatuazione: c'è grande divario tra la realtà fantasticata, immaginata qui, da noi, e quella con la quale egli si è già cimentato sul luogo di missione. Ha già visto con i propri occhi e toccato con le proprie mani la povertà, né è rimasto colpito, molto profondamente, e sedotto a tal punto che i forti legami che si erano creati con le persone con le quali aveva condivisa l'esperienza precedente lo hanno spinto di nuovo a preparare la valigia e impegnarsi a partire.

Quanti di noi sanno bene che non è facile partire, lasciare la propria terra, andare a vivere in un paese straniero ammirano il bel coraggio di don Antonio, né rimangono edificati e apprezzano la forte motivazione che il caro don Antonio sente così tanto da rinunciare alle beate comodità del nostro benessere occidentale per affrontare gli imprevisti di un cosiddetto Paese "in via di sviluppo". Ma lì egli porterà e diffonderà la buona notizia del Cristo Salvatore, unitamente al suo modo di essere prete 'universale' che vuol comunicare la sua esperienza personale di Dio, per ridare dignità e futuro ai saperi locali, incontrando e ascoltando la gente semplice, per educare all'esperienza di Dio Padre e per tirare fuori le immense ricchezze che molti popoli hanno dimenticato e rifiutato in nome del nostro progresso, appariscente e in parte così illusorio.

Che il Signore benedica ogni suo passo e gli faccia gustare frutti copiosi di autentica e sana vita cristiana. Ufficio comunicazioni sociali30 gennaio 2012

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