Mercoledì 4 luglio festa di san Casto, primo Evangelizzatore e Vescovo di Trivento | Diocesi di Trivento

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Mercoledì 4 luglio festa di san Casto, primo Evangelizzatore e Vescovo di Trivento

Mercoledì 4 luglio festa di san Casto, primo Evangelizzatore e Vescovo di Trivento In Cattedrale:
ore 17.30: presentazione dell’opuscolo con cenni storici su San Casto redatto dal cancelliere Vescovile don Erminio Gallo;
ore 18.00: cerimonia del giuramento e dell’insediamento dei canonici del rinnovato Capitolo della Cattedrale;
ore 18.30: Santa Messa stazionale presieduta dal Vescovo Diocesano mons. Domenico Angelo Scotti.

Riflessione breve dedicata a chi sa combattere per un ideale, a chi sa evangelizzare con impegno e a chi sa, anche, vivere con il sorriso.
Come è tradizione negli ultimi sette anni, mons. Scotti intende anche quest’anno solennizzare la festa di San Casto, primo Vescovo ed evangelizzatore della nostra “antica e insigne” chiesa locale.
Tutti i presbiteri diocesani sono invitati alla celebrazione che si terrà in Cattedrale nel pomeriggio di  mercoledì 4 luglio.

Il cancelliere don Erminio prima, con la sua bella conferenza ricca di cenni storici e archeologici su San Casto, e il Vescovo mons. Scotti dopo, nella riflessione saggia e profonda durante la sua intensa omelia, ci inviteranno a riflettere sullo stile del nostro cristianesimo e ci solleciteranno a tornare al Vangelo, a vivere il Vangelo, a testimoniare il Vangelo, praticando le belle virtù della povertà e della semplicità cristiana.

Verrà insediato il nuovo Capitolo della Cattedrale, cioè quel gruppo dei presbiteri che si pongono servizio della cattedrale vescovile che, mentre nell'alto medievo praticavano anche una convivenza paragonabile alla vita monastica, oggi rivestono ancora una propria personalità giuridica con compiti certi e determinati diritti, stabiliti nel loro statuto, possiedono un sigillo proprio e perciò sono in grado di emettere atti.

La festa di San Casto ci porta a riflettere sul fatto che troppe volte ci lamentiamo che molta gente si sta allontanando dalla Chiesa e che è diventata estranea alla Chiesa. A ben riflettere, però, dovremmo riconoscere che anche noi abbiamo imboccato strade diverse da quelle del Vangelo, preferiamo scorciatoie pericolose e stiamo deviando dalla millenaria linea di marcia del popolo santo di Dio.

Perché vedere nemici della Chiesa dappertutto per farli diventare bersagli preferiti dei nostri dotti sermoni? Sarebbe preferibile renderci conto di quanto ognuno di noi stia diventando estraneo al Vangelo.
Al posto di illuderci di essere arrivati alla perfezione è necessario arrivare ad una unica fondamentale convinzione: il nostro punto di arrivo deve coincidere con quello stesso di partenza.

Dobbiamo, cioè, ritrovare il Vangelo che i nostri antenati ci hanno lasciato: troppe volte oggi noi sappiamo parlare del Vangelo, mentre pochissime volte lasciamo parlare il vero Vangelo.
In altre parole, il mondo si aspetta che sempre e solo il Vangelo autentico e genuino deve riempire tutta la nostra vita quotidiana, anche nelle sue pieghe più recondite. Ufficio comunicazioni socialiTrivento, 2 luglio 2012

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