Settimo anniversario dell’ordinazione episcopale e dell’ingresso in Diocesi di Mons. Domenico Angelo Scotti | Diocesi di Trivento

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Settimo anniversario dell’ordinazione episcopale e dell’ingresso in Diocesi di Mons. Domenico Angelo Scotti

Settimo anniversario dell’ordinazione episcopale e dell’ingresso in Diocesi di Mons. Domenico Angelo Scotti L'otto dicembre 2005 nella Cattedrale di San Giustino mons. Domenico Angelo Scotti veniva consacrato Vescovo da mons. Bruno Forte e il 18 dicembre faceva, poi, il suo ingresso in Diocesi, presiedendo la sua prima celebrazione eucaristica nella gremitissima Cattedrale di Trivento.
Ora tutti i presbiteri e i fedeli laici più impegnati sono pronti ad indirizzare gli auguri più sinceri al nostro Vescovo mons. Domenico Angelo Scotti, nel settimo anniversario del suo ingresso in Diocesi. In essi sono condensati anche gli impegni di fedeltà alla propria missione emesse per la prima volta nel giorno dell'ordinazione e poi rinnovate ogni anno nella celebrazione della messa crismale, che è la festa dell'istituzione del sacerdozio.

"Il Signore ci ha chiesto e ci chiede ogni giorno di conformare la nostra vita a lui stesso e ai doni che ci sono stati affidati. Ci chiede di essere santi" ci ripete spesso e volentieri il nostro amato Vescovo.
Attento ascolto e delicata accoglienza sono le caratteristiche della responsabilità pastorale che mons. Scotti fin dall'inizio ha sempre manifestato nei confronti delle persone che lo avvicinano e che sono contente di trovare in lui un vero padre.

Sette anni passati in fretta durante i quali abbiamo conosciuto, apprezzato e gustato un ministero episcopale fatto di ascolto e compassione, pazienza e forza, esercitato nelle condizioni della vita quotidiana ma soprattutto nell'impegno della Visita pastorale che sta conducendo in ogni singola parrocchia. Ad ogni parroco esprime sentimenti di gratitudine per la sollecita e generosa collaborazione e raccomanda di non ritenersi mai un essere superiore che per grazia divina accorda il perdono agli uomini, ma semplicemente un fratello che sperimentando insieme la misericordia del Padre è ben consapevole della propria fragilità e della possibilità di macchiarsi dei medesimi peccati.

Il ritornello continuo e pressante delle sue riflessioni, nei ritiri mensili e nei convegni presbiterali, è il richiamo alla fraternità sacerdotale e alla comunione nel presbiterio: nessuno è sacerdote per se stesso e nessuno può pensare di esercitare il ministero sacerdotale in modo autonomo dagli altri. Dobbiamo rinnovare la consapevolezza di essere membri di un presbiterio e di una Chiesa reale e concreta, non ideale, da amare anche e soprattutto facendosi carico delle fragilità e delle debolezze.

Il nostro Vescovo Domenico ripete spesso a noi sacerdoti: "Amati dalla Chiesa che ci è madre, dobbiamo rispondere con il nostro amore di figli e con la responsabilità più grande verso coloro che la Chiesa stessa ci affida. Il Vangelo lo dobbiamo leggere ed applicare prima che agli altri a noi stessi. Allora l'amore alla Chiesa lo manifestiamo e lo facciamo crescere nella ricerca ad ogni costo di percorsi di comunione con tutti, con il Vescovo, con gli altri sacerdoti, nella fraternità dell'unico presbiterio diocesano e con il nostro popolo. Lo manifestiamo con l'animo di servire là dove ci viene chiesto, collaborando con coloro che ci sono accanto, senza ricercare interessi personali o rivendicare privilegi, sempre pronti a quanto ci sarà chiesto, sempre obbedienti e perciò veramente liberi. Il nostro amore alla Chiesa si manifesta nella capacità di farsi carico della sua situazione reale, delle risorse e delle lentezze, ma con la passione e la saggezza di saper indicare nuovi percorsi e orizzonti più larghi".

Mons. Scotti ai fedeli chiede la preghiera insistente per i sacerdoti e la riconoscenza per il ministero che essi svolgono: una preghiera fervorosa e una collaborazione maggiore da prestare ai sacerdoti, sostenendo la loro fedeltà e la santità del loro ministero e della loro vita. Riconosciamo tutti che abbiamo bisogno dei sacerdoti, allora mettiamoci sempre a loro fianco e sosteniamoli ancora con il nostro affetto; pronti a condividere con loro ogni fatica apostolica e ringraziamoli per la loro dedizione.

Rendendomi interprete dei sentimenti dell'intera famiglia diocesana porgo da queste pagine diocesane, a nome di tutti, specialmente di noi sacerdoti, i più fervidi auguri insieme ai sentimenti di filiale affetto e devozione, in occasione del sopra ricordato anniversario.
“Sit amoris officium pascere dominicum gregem" (= sia un dovere di amore pascere il gregge del Signore) raccomandava Sant'Agostino. Ognuno di noi può ben dirsi testimone della dedizione amorevole che mons. Scotti profonde nel compito pastorale che va a beneficio dei sacerdoti, dei consacrati e delle consacrate e del popolo santo di Dio. Sulle pur fragili spalle della sua persona gravano da sette anni anche le povertà e le non facili situazioni della nostra gente: lo spopolamento, la mancanza di lavoro, le difficoltà personali di alcuni sacerdoti, i tagli continui della pubblica amministrazione ai servizi essenziali quali quelli per esempio della sanità e della scuola. Quante le riunioni, gli incontri, gli appelli e le sollecitazioni a tutti i livelli per non far morire il nostro territorio.

In queste occasioni abbiamo costatato che l'"amoris officium" è diventato, giorno dopo giorno, sempre più intenso e ha comportato la donazione generosa e totale della sua stessa vita, come raccomanda il Signore Gesù: "nessuno ha un amore più grande di chi dà la vita per i propri amici".
Per tutto questo noi ci stringiamo come figli attorno al proprio padre e con affetto gli assicuriamo collaborazione affinché non si senta solo a portare il peso della croce! Anzi egli sappia di avere accanto a sé la presenza di noi sacerdoti, delle consacrate, di tante anime buone che gli vogliono veramente bene, lo seguono e sostengono con le loro preghiere silenziose il suo intenso e tenace lavoro quotidiano.

In questo anno della fede e grazie alla Nuova Evangelizzazione, con umiltà e con dedizione, ci auguriamo che la chiesa di Trivento, con la guida amorevole di mons. Scotti, sia sempre più splendidamente concreta.Ufficio comunicazioni socialiTrivento, 17 dicembre 2012

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