La Santa Pasqua vista dal Piano | Diocesi di Trivento

Riflessioni

La Santa Pasqua vista dal Piano

La Santa Pasqua vista dal Piano Passeggiando sull'ampio e soleggiato spazio del Piano, la vista spazia, in basso, su un pugno di case e, poi, sull'ampia vallata del Trigno, mentre, in fondo, risalta uno spicchio azzurro di mare che si confonde con la linea dell'orizzonte lontano.
Lo stesso tempo scorre lento e pigro, come il fiume che scende verso il mare, così vola via silenzioso, distratto e rarefatto. Rimuove il velo invisibile che copre le angosce di noi uomini di poca fede, scivola tra i campi verdeggianti e si sofferma a spiare, attraverso i vetri delle case, le gioie e i dolori della povera gente.

Mi attardo a cogliere indisturbato il volo dei sentimenti inespressi e degli sguardi disattenti della gente che passa, quella gente che con dolcezza aspetta di essere accarezzata dalla notte, mentre con vigore si agita durante il giorno. Intanto le nuvole birichine si divertono, giocando col vento, a formare nel cielo cumuli di cirri dalle cangianti e strane figure che la gente in genere distratta ignora.

È Pasqua: la primavera già riempie di colori e di profumi i campi, ma noi siamo sempre in ritardo, poco inclini a dare certezze, non amiamo lasciarci conquistare dalla gioia e dallo stupore coinvolgente della fede.
I nostri dubbiosi pensieri ci tengono freddi e lontani, e ci frenano, quasi rassegnati a questo modo di essere sfuggenti, mentre Lui con insistenza ci invita ad avere un carattere forte e deciso, che esalti la nostra piena umanità.
Improvvisamente vengo sorpreso dal desiderio di andarGli incontro, in quell'attimo in cui l'illusione viene rotta e tutto va per il meglio, lasciando ormai dietro di me il nulla dei rimpianti.

Brividi inattesi percorrono la mia anima e accendono la promessa di essere fedele e coerente, proprio nell'istante in cui le due forti braccia della fede e della speranza arrivano a circondarmi, con la inconfondibile dolcezza evangelica e con il calore proprio dell'ardore apostolico.
È bastato questo solo istante a cancellare i pensieri cupi di poco prima, della lunga Quaresima e del triste Venerdì Santo.

Il sole luminoso di Pasqua mi infonde una forte e inconfondibile certezza: il Risorto sarà sempre con noi.

Egli, Vivente e Vittorioso, di giorno ama intrecciare per me legami invisibili di pace, che di notte io mi diverto a intagliare e frammentare in piccoli pezzettini per lanciarli in alto, fino a far si che si confondano con il firmamento luccicante delle stelle, nella speranza che una di esse sia riservata a ciascuno di noi.

Egli è risorto per curare i cuori della gente, riempiendoli di ricordi festosi, come un ricco album di belle fotografie, per poi trasformarli in attimi eterni, carichi di emozioni uniche e di gioie irripetibili.
La Pasqua, la Santa Pasqua, cancella ogni affanno e riempie il cuore di misteriosi fatti di grazia, di luci e di stelle che seducono, incantano ed esaltano.
Così il bel canto dell'Alleluja al Risorto, tra un sospiro e una invocazione, scivola veloce sui tasti dell'organo e diventa musica che fa vibrare l'anima e con la quale, a volte, si danza leggeri, senza sembrare mai inopportuni e sfiduciati. don Mimì FazioliTrivento (CB), 29 marzo 2013

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