Quarantesimo anniversario dell'ordinazione sacerdotale di Don Vladimiro Porfirio | Diocesi di Trivento

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Quarantesimo anniversario dell'ordinazione sacerdotale di Don Vladimiro Porfirio

Quarantesimo anniversario dell'ordinazione sacerdotale di Don Vladimiro Porfirio Auguri vivissimi e preghiere di lode al Signore per don Vladimiro Porfirio, da parte dei confratelli iscritti alla Congrega della Santissima Trinità, nel quarantesimo anniversario della sua ordinazione sacerdotale.

Don Vladimiro Porfirio, mercoledì 30 dicembre alle 19:00, ricorda, con una celebrazione eucaristica in Santa Croce, la sua ordinazione sacerdotale avvenuta quarant’anni fa per mano del grande vescovo di allora mons. Enzio D’Antonio.

Tutti i gli iscritti alla Confraternita della Santissima Trinità di Trivento uniscono la loro preghiera di lode a Dio e gratitudine speciale per il quarantesimo anniversario dell’ordinazione sacerdotale di don Vladimiro Porfirio, assistente spirituale della Congrega, esorcista diocesano, presidente dell’Istituto Diocesano del Sostentamento per il clero, nonché parroco di Santa Maria dell’Acquabona in San Biase e di San Giuseppe Artigiano in contrada Codacchi. Don Vladimiro è il prete dell’attenzione e del sapersi donare agli altri, con quei tratti caratteristici di una gentilezza diffusa nei piccoli gesti, ma che ha il sapore delle cose eterne.

San Francesco di Sales soleva affermare che “nella cura delle anime occorrono una tazza di scienza, un barile di prudenza e un oceano di pazienza”. Proprio così: in questi quaranta anni di sacerdozio don Vladimiro, nei vari uffici da lui ricoperti, ha sempre svolto i suoi compiti da vero pastore solerte e scrupoloso, tutto pieno di zelo e di grande spessore spirituale. Le anime a lui affidate le ha amato, curato e custodito con una dedizione ammirevole e una tenerezza tutta particolare. Quanti suggerimenti preziosi per il cammino di formazione spirituale di ciascuno ha saputo profondere, dimostrandosi un vero consigliere, un grande amico, una guida sicura e un padre sensibile e comprensivo.

Gli auguri più sinceri per questa fausta ricorrenza non sono per piaggeria, ma stanno a significare la gratitudine per quanto ha ben operato e per quanto auspichiamo che ancora farà in mezzo a noi: confessore paziente, presbitero dedito alla preghiera, catecheta profondo ed ispirato, oratore esperto e convincente. Lo riteniamo un vero profeta in mezzo a noi che si è preso a cuore i nostri problemi personali e spirituali e noi promettiamo di volerlo seguire ogni giorno di più con grande interesse perché non si tratta di una piccola risonanza temporale la sua opera, ma è quella che ci orienta verso l’eternità. Il cardinale Emmanuel Suhard ha lasciato scritto che “fino alla fine del mondo il prete sarà il più amato e il più odiato degli uomini, il più incarnato e il più trascendente, il fratello più vicino e l’unico avversario. Ma il prete, come Cristo, deve essere il ministro dell’inquietudine e il dispensatore di una fame e di una sete nuove!”.

Da quando seguiamo don Vladimiro possiamo dire che abbiamo veramente imparato a conoscere meglio Dio: è questo un gran bel frutto del suo sacerdozio. Grazie, don Vladimiro, e, come si suol dire: ad multos annos!Ufficio comunicazioni socialiTrivento, 30 dicembre 2015

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