La sfida della GMG: tornare al racconto della misericordia | Diocesi di Trivento

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La sfida della GMG: tornare al racconto della misericordia

La sfida della GMG: tornare al racconto della misericordiaLa giornata Mondiale della gioventù, incontro internazionale che riunisce i giovani del mondo si è celebrata 13 volte in 12 diverse città dei 5 continenti. La prima nel 1985 a Roma, 1987 Buenos Aires Argentina; 1989 Santiago de Compostela Spagna; 1991 Czestochowa Polonia; 1993 Denver USA; 1995 Manila Filippine; 1997 Parigi Francia ; 2000 Roma Italia; 2002 Toronto Canada; 2005 Colonia Germania; 2008 Sydney Australia; 2011 Madrid Spagna; 2013 rio de Janeiro Brasile.

Nella terra di Giovanni Paolo II, il papa polacco ha sempre avuto un forte legame con i giovani: voi siete il futuro del mondo! Voi siete la speranza della Chiesa! Voi siete la mia speranza! Giovanni Paolo II ha dedicato alla Divina Misericordia una delle sue prime Encicliche, emanata nei primi mesi del suo pontificato. Fu chiamata 'Dives in Misericordia' la Grande Carta della Misericordia.

Uno degli appuntamenti più importanti di questo Giubileo della Misericordia è la Giornata Mondiale della Gioventù a Cracovia. Tutta la Chiesa ha gli occhi fissi alla nazione del santo papa polacco perché ha a cuore la fede dei giovani, che essi incontrino il Signore: essi sono il futuro! La maggior parte crede in Dio, ma conosce poco Gesù: ama il Papa ma si chiede a cosa serve la Chiesa e non riesce a capirla. Pensa che sia bello credi-re, ma prega a modo suo e non va a Messa: critica il catechismo come trasmissione di un sapere codificato e di una serie eli regole da seguire. La fede, generalmente trasmessa in famiglia o grazie ad un sacerdote che si dedica ai ragazzi, crolla dopo la cresima; per fortuna, in alcuni casi, a 25 anni l'incontro con una persona o un evento importante comporta un riavvicinamento.

Ecco, in sintesi, la fede dei giovani italiani che secondo gli ultimi studi del Censis hanno fra i 18 e i 34 anni, lavorano e vivono per conto proprio ma arrivano a fine mese solo grazie all'aiuto regolare dei genitori. Si tratta di un'indagine accurata condotta dall'Istituto Giuseppe Tomolo, ente fondatore dell'Università Cattolica, che ha intervistalo in due fasi centocinquanta giovani, ragazze e ragazzi tra i diciannove e i ventinove anni, tutti battezzati, residenti in piccole e grandi città del Nord. Centro e Sud Italia, con diverso titolo di studio. Cinquanta tra coloro che si sono dichiarati credenti nella prima fase sono stati di nuovo intervistati e hanno raccontato la loro esperienza di fede e il loro vissuto religioso.

I giovani intervistati si definiscono cattolici in ricerca; inoltre vi sono altri tre profili: "atei e non credenti", che si sono distaccati traumaticamente e da un riavvicinamento impossibile oppure non è ricercato; "critici in ricerca e agnostici", dove la pratica è assente, il distacco è stato di tipo intellettuale, il riavvicinamento possibile: "cattolici convinti", dove i distacchi sono assenti e irrilevanti, i riavvicinamenti già compiuti e non problematici. Essi, purtroppo, rappresentano la minoranza, standard del passato e non più quello del presente. Tuttavia si nota che i giovani sono in ricerca e bisognerebbe che le questioni dottrinali puntino soprattutto su Gesù, attraverso un linguaggio semplice e immediato: inoltre la famiglia dovrebbe essere la prima cellula di evangelizzazione a partire dal suo interno: padri, madri, nonni, devono essere i primi catechisti. La fede c'è. ma è necessario che cresca. Dove puntare? Papa Francesco, nel messaggio per la Giornata Mondiale della Gioventù riflette sul tema della misericordia a partire dalla sua esperienza personale: "

La misericordia di Dio è molto concreta e tutti siamo chiamati a farne esperienza in prima persona. Quando avevo diciassette anni, un giorno in cui dovevo uscire con i miei amici, ho deciso di passare prima in chiesa. Lì ho trovato un sacerdote che mi ha ispirato una particolare fiducia e ho sentito il desiderio di aprire il mio cuore nella Confessione. Quell'incontro mi ha cambiato la vita! Ho scoperto che quando apriamo il cuore con umiltà e trasparenza, possiamo contemplare in modo molto concreto la misericordia di Dio. Ho avuto la certezza che nella persona di quel sacerdote Dio mi stava già aspettando, prima che io facessi il primo passo per andare in chiesa.

Noi lo cerchiamo. ma Lui ci anticipa sempre, ci cerca da sempre, e ci trova per primo, forse qualcuno di voi ha un peso nel suo cuore e pensa: Ho fatto questo, ho fatto quello.... Non temete! Lui vi aspetta! Lui è padre: ci aspetta sempre! Confò bello incontrare nel sacramento della Riconciliazione l'abbraccio misericordioso del Padre, scoprire il confessionale come il luogo della Misericordia, lasciarci toccare da questo amore misericordioso del Signore che ci perdona sempre!

Partire dalla propria vita cristiana per riavvicinare i giovani a Gesù: è questa la sfida della Chiesa. Raccontare l’esperienza della Misericordia per affascinarli a Cristo. Buon lavoro a tutti!Don Simone IoccaTrivento, 28 luglio 2016

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