La festa di San Francesco Caracciolo ad Agnone | Diocesi di Trivento

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La festa di San Francesco Caracciolo ad Agnone

Una foto del vescovo Claudio Palmbo durante la celebrazione

Oggi, 4 giugno 2018, festa di San Francesco Caracciolo ad Agnone si è tenuta la concelebrazione solenne alla presenza dei Padri Caracciolini della Diocesi di Chieti ed Avezzano, tra cui Padre Etienne, parroco di Villa Santa Maria e Padre Giulio Capetola, dei sacerdoti di Agnone Don Onofrio Di Lazzaro e Don Alessandro di Sabato, e dell'Associazione dei Laici Caracciolini con Nicola Caracciolo, della Congrega del Carmine, con il Priore Angela La Gamba ed i confratelli, presieduta da S.E.R. Mons. Claudio Palumbo, vescovo di Trivento, nella Chiesa dell'Annunziata, adiacente all'ex Convento dei Filippini, dove il Santo morì il 4 giugno 1608, e che conserva per tradizione il cuore di San Francesco Caracciolo.

Francesco si chiamava in verità Ascanio Caracciolo e aveva il recapito presso la Congregazione dei Bianchi della Giustizia, che si dedicava all'assistenza dei condannati a morte, dove operava anche un altro sacerdote suo omonimo.

Un giorno giunse una lettera, scritta dal genovese Agostino Adorno e da Fabrizio Caracciolo, abate di Santa Maria Maggiore di Napoli.

I due si rivolgevano ad Ascanio Caracciolo - ma a quale dei due? - per chiedergli di collaborare alla fondazione di un nuovo Ordine, quello dei Chierici Regolari Minori. Il postino recapitò la lettera al giovane sacerdote, nato il 13 ottobre 1563 a Villa Santa Maria di Chieti e trasferitosi a Napoli a ventidue anni di età per completarvi gli studi teologici. All'eremo di Camaldoli scrisse la Regola, approvata poi nel 1588. L'anno dopo Ascanio emetteva i voti religiosi assumendo il nome di Francesco. Nel 1593 la piccola Congregazione tenne il primo capitolo generale e Francesco dovette accettare per obbedienza la carica di preposito generale. Intanto la congregazione approdava a Roma, alla chiesa di Sant'Agnese.

Un momento della celebrazione del Vescovo di Trivento Claudio Palumbo

Mons. Palumbo, ripercorrendo l'esperienza religiosa di san Francesco Caracciolo e il suo amore per l'Eucaristia, ha messo in evidenza la sua spiritualità carica di questo amore che lo spingeva a darsi tutto per il Signore e nella preghiera, e ha auspicato che il cuore del santo ispiri in noi lo stesso amore, lo stesso ardore e la stessa capacità di amare senza scoraggiamenti e possa dare forza alla diocesi di Trivento e sistegno spirituale, come alla famiglia caracciolina.

I Padri Caracciolini a breve apriranno una casa religiosa ad Agnone presso le casa canonica di san Marco e avranno come santuario la camera trasformata in cappella dove il Santo Morì del Convento dei Filippini e la chiesa dell'Annunzuata

Un momento della celebrazioneUn momento della celebrazioneDon Francesco MartinoAgnone, 6 giugno 2018

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